vero, bisogna andare al concerto per ASCOLTARE la loro musica cervellotica e progressiva...Originariamente Scritto da Paolo82
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vero, bisogna andare al concerto per ASCOLTARE la loro musica cervellotica e progressiva...Originariamente Scritto da Paolo82
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La sezione ritmica è impressionante,avressi dovuto vedere cosa hanno fatto su schism e lateralus.Originariamente Scritto da LuciaP
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lasciamo perdere và.Originariamente Scritto da Feliks
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sì, sono molto bravi...solo che quando si parla di rock e tecnica bisogna stare molto attenti...Originariamente Scritto da Paolo82
Nel senso che una cosa che risulta "impressionante" perchè la fa un rockettaro, è una stronzata paragonata a quello che fa un jazzista.
Si parla di semplice tecnica, cmq.
Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re


Originariamente Scritto da LuciaP
come dice franz di cioccio, uno è bravo quando è bravo a fare quello che fa![]()


Originariamente Scritto da LuciaP
E' bellissimo.
Si, i Tool saranno pure bravi ma mi lasciano freddino.
Meglio gli A.P.C.


E Franz ha perfettamente ragione!!Originariamente Scritto da Kowalsky
Forse non mi sono spiegata: io credo che il rock sia un genere viscerale e spontaneo, in cui lo sfoggio tecnico (per forza di cose limitato) dovrebbe essere sempre in secondo piano rispetto all' impatto.
Gli unici che sono stati in grado di fondere alla perfezione tecnica ed emozioni, furono i gruppi prog degli anni '70, ma anche loro, quando estremizzarono troppo l' aspetto cerebrale rispetto a quello emotivo, alla fine delusero tutti quanti...
Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re


Credo che fra tutti qui io sono quello che apprezza di più i Tool...e non sto a dire che li ascolto sin dal primo vagito, perché scadrei nell'ovvietà...
Secondo me, a parte il fatto che siano diventati "di moda" (io non tollererei andare ad un loro concerto, solo perché odio andare a quelle esibizioni dove la gente va "perché ci si deve andare, ci vanno tutti" e non capiscono un cazzo di quello che succede), la loro musica troppo spesso viene ascoltata in maniera "analitica". Presa così, è solo la contemplazione di un macchinario complesso ed autoreferenziale. Sarà che li conosco da "Opiate", ma la musica dei Tool (e non solo, il mo è un atteggiamento comune a tutte le mie esperienze musicali preferite) è meglio "subirla" per entrare in comunione con essa. Ed è un atteggiamento tutt'altro che "remissivo", semmai "comunicativo" ed in questo senso, "progressivo".
Il loro ultimo lavoro (ascoltato letteralmente decine e decine di volte) è comunque la dimostrazione che amano andare avanti (un po' come i loro padrini Crimso una trentina di anni fa, ed oggi vanno pure meglio di loro), e non cristallizzarsi o barcamenarsi in cerca di novità ormai precluse come Mr Big o Dream Theater.
Su MJK: è un mattoide che recita, va preso per quello che è. Anche per questo, non faccio follie per i loro concerti, anche se questi ragionamenti portano anche me nell'"analisi fenomenologica" dei Tool e mi fanno perdere l'aspetto più importante: quello musicale. E mi risulta che dal vivo siano insuperabili.
Maynard rifiuta i flash (questione di diritti: ai concerti dei Pink Floyd le macchine fotografiche le si dovevano lasciare all'ingresso, ed è teoricamente così per ogni concerto - spesso per questa ragione ho avuto problemi con "artisti" di secondo piano anche io che faccio il giornalista) e canta di spalle: di certo non per l'epilessia che non ha, essendo stato allievo dell'accademia di West Point. Semmai, è il volersi separare dal pubblico-massa, alla stessa stregua di Roger Waters che prima immaginò, poi costruì, infine smantellò il muro che le istituzioni ergono fra gli individui e che lui volle per separarsi dagli spettatori e del loro vociare e pretendere.


si, vabbè, ma è paranoia. allora perchè farli, i concerti?


Io sono stato a milano. La scenografia non era niente di speciale, sullo sfondo passavano i loro video, qualche luce e nulla più. Ma lo spettacolo c'è stato ed era la musica, non si sono soffermati a "pubblicizzare" il nuovo album come temevo, ma hanno tirato fuori molti dei loro migliori pezzi.
La storia del "divo che schifa il suo pubblico" non mi fa per niente specie, non è nemmeno un atteggiamento tanto "rivoluzionario", anzi trito e ritrito nel mondo del rock...se ha voluto fare la scena di cantare di spalle per alimentare questa figura "ribelle"(sic) mi interessa poco. L'importante è che alla fine ne è uscito un buon concerto.
Se non sbaglio la storia dei flash è stata chiarita prima dallo speaker...ma all'inizio del concerto c'è stata una scena assurda... una miriade di telefonini che oramai hanno soppiantato i romantici accendini da concerto!! Quanto al pogare...come dice Agnelli quando suona "quello che non c'è"...se pogano con ste canzoni...non hanno capito un caz** di quello che scriviamo e suoniamo.
Se ha mandata a quel paese il pubblico non lo so... forse sono uscito in tempo per non farmi fregare. Magari era rivolto a quelli delle prime file...che un po' di pogo lo hanno provato....
Grandissimi.