grazie Isabella....non so perchè ma non trovavo più il 3d..


grazie Isabella....non so perchè ma non trovavo più il 3d..




Era, donna Isabella, una donnina dai tratti dimessi, quasi a volersi scusare di sollevare lo sguardo verso chi le stava di fronte. Aveva il vezzo di tormentare un boccolo ribelle che, da sempre, le scendeva morbido sulla gota mancina, quasi come un punto interrogativo dimenticato li da un creatore frettoloso.
Gli occhi sognanti ed un lieve sorriso le davano l'aria timida di un cucciolo che si trovasse per la prima volta a casa di estranei...


che dolce...
Autore Ignoto


Nel suo profondo vidi che s'interna
legato con amore in un volume,
ciò che per l'Universo si squaderna
[...]
sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch'i dico è un semplice lume
Nella profonda e chiara sussistenza
de l'alto lume parvermi tre giri,
di tre colori e d'una contenenza
e l'un da l'altro come iri da iri
parea riflesso, e il terzo parea foco
che quinci e quindi igualmente si spiri
Quella circulazion [...]
mi parve pinta della nostra effige,
per che il mio viso in lei tutto era messo.


- Su! Su! gridava la Regina. Più in fretta! Più in fretta! - E andavano con tale rapidità, che alla fine sembrava volassero, sfiorando appena il suolo con i piedi, finché‚ all improvviso, proprio quando Alice si sentiva sfinita, si fermarono ed ella si trovò seduta per terra senza fiato e tutta stordita.
La Regina l'appoggio' contro un albero e gentilmente le disse:
- Adesso puoi riposarti un poco. -
Alice si guardò attorno sbalordita. - Ma come... direi che in tutto questo tempo non ci siamo mai mosse di qui. Non c'è nulla di cambiato attorno a quest'albero! -
- Naturalmente,- disse la Regina.- Che cosa avresti voluto?-
- Ma nel nostro paese - fece Alice ancora un po' ansimante - generalmente si arriva in un altro luogo... dopo aver corso così presto e per tanto tempo come abbiam fatto noi. -
- Dev'essere un paese molto pigro! - disse la Regina. - Qui invece bisogna correre più in fretta che si può, se si vuole restare nello stesso posto. -
Lewis Carrol
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A fool and his money can throw one hell of a party.


Cass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle. Cass era la più bella ragazza di tutta la città. Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano. Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo. I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava. Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c’era via di mezzo, per Cass. C’era anche chi diceva ch’era pazza. Gli imbecilli lo dicevano. Gli scemi non potevano capirla. Agli uomini in genere Cass pareva una macchina da fottere, e quindi non gliene fregava niente, fosse o non fosse pazza. E Cass ballava e civettava, si lasciava baciare dagli uomini, ma, tranne qualche rara volta, quando si stava per venire al dunque, com’è come non è, Cass si eclissava, Cass aveva eluso gli uomini.
Charles Bukowski - Storie di ordinaria follia


Il kimono, dal collo ricamato adorno di un motivo a cardi estivi, era pudicamente chiuso sulla gola, e lasciava scorgere solo un esiguo triangolo di pelle nuda. Il suo grande obi attillato era freddo e rigido al tatto, al pari di un uscio che protegge l'ingresso di un santuario. Al centro brillava un fermaglio d'oro, simile alla sommità decorata di un pilastro nel cortile di un monastero.
Nonostante tutto, il suo corpo esalava un tepido odore di carne che dalle aperture interne saliva verso le spalle, sfuggiva dalle ampie maniche del kimono come una brezza tepida che veniva ad accarezzargli la gota.
"Neve di primavera" Yukio Mishima


Era sotto la trentina. Aveva occhi scurissimi, zigomi alti e larghi, e ai lati della bocca due pieghe già profonde; il labbro superiore era molto alto e pareva sforzarsi a coprire i denti sporgenti. Aveva mani dure, dita a spatola, unghie spesse e taglienti come conchiglie nere. Gli spazi tra pollice e indice, le palme, erano lucidi di calli.
"Furore" - John Steinbeck