Raccomandazione per il referendum costituzionale :
invita a recarsi alle urne e votare negativamente (NO)
Come sempre, anche nel caso del referendum il PATT non basa il proprio giudizio partendo da riferimenti ideologici e rifiuta quindi l’impostazione nazionale che vuol dare un significato politico di schieramento alla scelta per il Si o per il NO.
Per quanto riguarda la difesa e lo sviluppo della nostra Autonomia Speciale la riforma costituzionale elaborata e approvata dalla precedente maggioranza di centro destra presenta aspetti positivi accanto ad altre previsioni negative.
In particolare il PATT considera una conquista il principio dell’intesa per la modifica dello Statuto di Autonomia e ricorda come tale previsione sia stata ottenuta soprattutto al lavoro della precedente delegazione parlamentare della SVP ed alla mobilitazione dei consigli delle province e regioni a statuto speciale che ha portato il precedente governo a modificare l’iniziale impostazione negativa del ministro Calderoli sul punto.
Il Patt ricorda che accanto a quest’aspetto positivo la riforma introduce però il principio dell’interesse nazionale secondo il quale il governo ha la possibilità di controllo politico sulle leggi provinciali considerate lesive appunto dell’interesse nazionale. Ciò è inaccettabile per la nostra Autonomia Speciale.
Sul piano più generale la riforma introduce la cosiddetta devolution.
In linea di principio consideriamo positivo ogni atto che favorisce il federalismo e l’attribuzione di maggiori competenze al livello regionale. Va detto però che le competenze delegate (organizzazione sanitaria, polizia amministrativa locale e organizzazione scolastica) sono poco significative e che soprattutto la riforma è totalmente carente in ordine al tema della distribuzione delle risorse finanziarie (federalismo fiscale).
A nostro avviso quindi la tanto sbandierata devolution si riduce più ad un aspetto di facciata che ad una reale volontà di attuare il federalismo come del resto era prevedibile con una proposta avanzata anche da forze politiche di chiaro stampo nazionalista.
La maggior parte delle altre modifiche alla Costituzione rappresentano un chiaro svantaggio per le nostre prerogative autonomistiche. In particolare il rafforzamento della posizione del Presidente del Consiglio, l’abrogazione di determinate funzioni di garanzia del Capo dello Stato, la reintroduzione dell’interesse nazionale sono molto preoccupanti e non possono rientrare nell’interesse della nostra Autonomia Speciale.
Il PATT ricorda che la nostra delegazione parlamentare autonomista a Roma ha ottenuto la firma di tutti i capigruppo della maggioranza su un disegno di legge costituzionale che prevede il mantenimento del principio dell’intesa assicurando quindi questo punto positivo indipendentemente dall’esito finale del referendum.




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