IL PERCORSO DELLA TANGENTE - È transitata - secondo l'accusa - su conti correnti della segreteria nazionale e della segreteria regionale calabrese dell'Udc parte della presunta tangente da 500.000 euro che società del gruppo Tosinvest avrebbero elargito con bonifici bancari al movimento politico di Fitto hanno poi spiegato i pm inquirenti. I magistrati hanno affermato che il danaro transitato su due conti correnti dell'Udc ammonta a complessivi 200.000 euro e hanno sottolineato che per la dazione complessiva di danaro «non è stata rigorosamente rispettata la legge sul finanziamento pubblico ai partiti».
Secondo l'accusa, otto società del gruppo Tosinvest hanno compiuto «fittiziamente» tre bonifici per complessivi 100.000 euro sul conto corrente della segreteria nazionale dell'Udc; e altri tre bonifici per altri 100.000 euro sul conto corrente della segreteria regionale calabrese dell'Udc. «Somme - sostiene l'accusa - in realtà destinate ab origine alla lista «La Puglia prima di tutto» e da quest'ultima percepite durante la campagna elettorale». Tutto il danaro - sempre secondo i pm - sarebbe poi finito a mezzo di bonifici sul conto corrente bancario della «Puglia prima di tutto»: sia i 200.000 euro provenienti dai due conti dell'Udc sia altri 300.000 euro provenienti direttamente da conti bancari delle società del gruppo Tosinvest. Nel corso delle indagini militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato disposizioni di bonifico sulle quali - rileva il gip nel provvedimento cautelare - vi era «l'eloquente dicitura "confidential"»'.




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