Rif: E' impazzito Chavez?
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Palvesario
Non ho capito il post.
Rispondo solo all'ultima frase che invece ho compreso:
Il Chavismo non è compatibile con l'Europa. Questo è un dato di fatto.
Però in Europa è compatibile un processo similare sul piano simbolico (solo simbolico per ora). Questo processo è quello di ricostruzione di un'identità collettiva nazionale che fonda il concetto di Patria con il concetto di Socialismo.
Siccome entrambi i concetti appartengono alla nostra tradizione socialista, l'operazione è possibile. Non solo, permetterebbe nel tempo di spazzare via tutto l'impianto culturale nato nel '68 che è, di fatto, un danno per i lavoratori.
Stavo parlando della confusione dei progetti: spesso si pensa di poter riunire gli scarti del tempo e di creare grandi movimenti partendo sempre dalle solite premesse fallimentari.
Come dici te, si vuole uscire dal sessantotto, ma spesso molti lo vogliono fare, a cominciare dalle premesse del sessantotto. Non trovi sia illogico?
Rif: E' impazzito Chavez?
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Feliks
sul buttare nel cesso l'impianto ideologico sessantottino ovviamente mi trovi perfettamente daccordo.
non sul resto, e soprattutto assolutamente non sul considerare venezuela e cina sullo stesso piano in quanto "declinazioni nazionali" del socialismo
cristo, marx ha parlato a vanvera, qui state ancora tutti considerando il capitalismo come un brutto incidente di percorso da cancellare.
si arriva al comunismo attraverso il capitalismo, non con marcette militari, baschi, calmieri dei prezzi e blaterando di "negozi socialisti". la distanza fra i cinesi (che l'hanno finalmente capito prima di tutti, dopo 100 anni di stronzate) e chavez è abissale. se i due paesi hanno un ottimo rapporto è solo perché ai cinesi conviene
a questo punto aspetto solo la sesta internazionale cinese
Vexata quaestio:giagia:
Questa della transizione dal capitalismo al socialismo è la cosa che più ha diviso i partiti dei lavoratori...
In primis in Russia, la divisione principale tra menscevichi e bolscevichi era proprio sul significato e le modalità di questa transizione...
Io nell'Italia di oggi confesso che non saprei proprio da dove iniziare
Rif: E' impazzito Chavez?
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ummagumma
Vexata quaestio:giagia:
Questa della transizione dal capitalismo al socialismo è la cosa che più ha diviso i partiti dei lavoratori...
In primis in Russia, la divisione principale tra menscevichi e bolscevichi era proprio sul significato e le modalità di questa transizione...
Io nell'Italia di oggi confesso che non saprei proprio da dove iniziare
Be, anzitutto cominciamo a capire che il capitalismo di oggi è qualcosa di profondamente diverso da quello di un secolo fa.
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Feliks
sul buttare nel cesso l'impianto ideologico sessantottino ovviamente mi trovi perfettamente daccordo.
non sul resto, e soprattutto assolutamente non sul considerare venezuela e cina sullo stesso piano in quanto "declinazioni nazionali" del socialismo
cristo, marx ha parlato a vanvera, qui state ancora tutti considerando il capitalismo come un brutto incidente di percorso da cancellare.
si arriva al comunismo attraverso il capitalismo, non con marcette militari, baschi, calmieri dei prezzi e blaterando di "negozi socialisti". la distanza fra i cinesi (che l'hanno finalmente capito prima di tutti, dopo 100 anni di stronzate) e chavez è abissale. se i due paesi hanno un ottimo rapporto è solo perché ai cinesi conviene
a questo punto aspetto solo la sesta internazionale cinese
Personalmente non considero Cina e Venezuela sullo stesso piano, sono due espressioni estremamente differenti di gestire la propria tabella di marcia verso il socialismo.
Tra l'altro concordo che il sistema cinese sia più funzionale e abbia caratteristiche più facilmente esportabili e generalizzabili, il Venezuela funziona perché il socialismo sta a galla sul petrolio.
Idel sul capitalismo, non lo considero da cancellare ma da superare, per farlo è necessario mettere in campo le migliori forze del paese. E la Cina e il Venezuela lo fanno, seppur con enormi differenze.
La Cina, per la sua vocazione culturale, è meno propensa a dare di sé un'immagine di paese governato da un caudillo, il che lo trovo anche giusto, lontano anche dalla nostra concezione nazionale, ma corretto.
Detto questo, dietro Chavez e le sue stranezze ci sta un popolo in fermento con una grossissima mobilitazione permanente che, ovviamente, nella stampa nazionale non viene mai presa in considerazione.
Ma ciò non vuol dire che non esista, c'è ed è fortissima, anzi imprescindibile.
Quindi non sminuirei il ruolo delle masse venezuelane solo perché l'opinione pubblica occidentale fomenta il gossip su Chavez.
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Palvesario
Personalmente non considero Cina e Venezuela sullo stesso piano, sono due espressioni estremamente differenti di gestire la propria tabella di marcia verso il socialismo.
Tra l'altro concordo che il sistema cinese sia più funzionale e abbia caratteristiche più facilmente esportabili e generalizzabili, il Venezuela funziona perché il socialismo sta a galla sul petrolio.
Idel sul capitalismo, non lo considero da cancellare ma da superare, per farlo è necessario mettere in campo le migliori forze del paese. E la Cina e il Venezuela lo fanno, seppur con enormi differenze.
La Cina, per la sua vocazione culturale, è meno propensa a dare di sé un'immagine di paese governato da un caudillo, il che lo trovo anche giusto, lontano anche dalla nostra concezione nazionale, ma corretto.
Detto questo, dietro Chavez e le sue stranezze ci sta un popolo in fermento con una grossissima mobilitazione permanente che, ovviamente, nella stampa nazionale non viene mai presa in considerazione.
Ma ciò non vuol dire che non esista, c'è ed è fortissima, anzi imprescindibile.
Quindi non sminuirei il ruolo delle masse venezuelane solo perché l'opinione pubblica occidentale fomenta il gossip su Chavez.
Feliks è intelligentissimo ma dimentica la geografia molto spesso. Materia fondamentale per capire le dinamiche mondiali.
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Stalinator
Ma scusa, la questione nazionale ha sempre fatto parte del marxismo-leninismo e del dibattito in seno al comunismo. Le deviazioni dell'eurocomunismo e dello strutturalismo le lascio ai residuati dell'althusserismo e dell'operaismo.
Per rispondere anche a FELIKS, il discorso nazionale è fondamentale sul piano difensivo economico e culturale, fermo restando che il comunismo, come dici te, sicuramente si ottiene ATTRAVERSO il capitalismo, però non sul piano politico ma semplicemente sul piano storico.
Per Marx si trattava di un processo di trasformazione, di un passaggio e di una transizione.
Poi che la NEP sia risultata necessaria, così come oggi il Socialismo mercatista cinese sia un mezzo che possa risultare anche geniale nessuno lo mette in dubbio.
Cito testualmente: "la questione nazionale ha sempre fatto parte del marxismo-leninismo e del dibattito in seno al comunismo".
Perfetto e corretto. Il problema è che OGGI in ITALIA questo dibattito è scomparso per fare posto alla questione di genere.
O invertiamo il processo o finiremo per dibattere solo più di quanto è bello essere gay.
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Palvesario
Cito testualmente: "la questione nazionale ha sempre fatto parte del marxismo-leninismo e del dibattito in seno al comunismo".
Perfetto e corretto. Il problema è che OGGI in ITALIA questo dibattito è scomparso per fare posto alla questione di genere.
O invertiamo il processo o finiremo per dibattere solo più di quanto è bello essere gay.
Con me sfondi una porta aperta. Lo sto dicendo da un secolo. Anzi per me i gay non sono nemmeno normali.
Ma Stalin certe brillanti osservazioni le ha già fatte tanto tempo fa. Non abbiamo bisogno di osannare Chavez (che comunque sul piano geopolitico VA DIFESO).
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ummagumma
Io nell'Italia di oggi confesso che non saprei proprio da dove iniziare
Sovranità nazionale: riprende in mano i settori strategici del paese e nazionalizzarli. Questo è il primissimo passo.
Senza energia, materie prime, ricerca e industria chimica una nazione non va da nessuna parte.
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Palvesario
Sovranità nazionale: riprende in mano i settori strategici del paese e nazionalizzarli. Questo è il primissimo passo.
Senza energia, materie prime, ricerca e industria chimica una nazione non va da nessuna parte.
E l'esercito di conseguenza.
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Stalinator
Con me sfondi una porta aperta. Lo sto dicendo da un secolo. Anzi per me i gay non sono nemmeno normali.
Ma Stalin certe brillanti osservazioni le ha già fatte tanto tempo fa. Non abbiamo bisogno di osannare Chavez (che comunque sul piano geopolitico VA DIFESO).
Assolutamente d'accordo (a parte l'affermazione sui gay che per me rientrano solo nel piano sociale come persone e lavoratori).
Chavez non va osannato, però il suo percorso di unificazione simbolica tra socialismo e patria va innescato anche qua. Con le caratteristiche che assumerà nel nostro paese.