Chi ha paura del migliore amico dell’orsetto Winnie the Pooh? Perché mai avere timore della storia per bambini nata dallo scrittore inglese Alan Alexander Milne e fatta propria dalla Disney, con al centro l’amicizia tra Winnie, il dolce orsetto «dal cervello molto piccolo» come egli stesso si definisce e la sua combriccola, tra cui il tigrotto Tigro, il coniglietto Tappo e il triste asinello Ih-Oh?
La risposta è semplice e disarmante al tempo stesso: ne ha paura uno Stato candidato a far parte dell’Unione europea. La Turchia, è ovvio. Chi se non altro? Ma il problema non è Winnie, non è Tigro, non è Ih-Oh e nemmeno Tappo. Il problema è un altro amico del protagonista e si chiama Pimpi. Ed è un maialino. O meglio, un “porco immondo” secondo i dettami della stretta osservanza islamica. Come poter allora mandare in onda i cartoni animati della serie senza urtare la suscettibilità ed il crescente integralismo musulmano in quella Turchia che molto, troppo tempo fa fu resa laica da Kemal Ataturk?
Una soluzione ci sarebbe stata, spiegano i giornali turchi Cumhuriyet e Sabah, dal momento che la televisione pubblica Trt, controllata dal governo filoislamico, sarebbe stata inizialmente disposta ad accettare il taglio delle scene dove l’“essere immondo” appare al fianco del dolce Winnie. Ma, a ben vedere, un taglio così consistente sarebbe stato di fatto impossibile, pena non permettere alle storie di continuare ad avere un senso logico. E allora proibiamo Winnie, andiamo avanti così. Il prossimo passo sarà quello di vietare ai nostri bimbi la favola dei Tre porcellini. Non sia mai che tra qualche loro compagno, un piccolo islamico ne venga sconvolto. Poi, quando la Turchia sarà “Europa”, proibiremo anche la Fattoria degli Animali di Orwell con i suoi maiali al potere. Tanto, a quel punto, sarà del tutto inutile. Perché la realtà avrà ancora una volta superato la satira e la fantasia




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