Trieste 1 agosto 1882: visita dell'arciduca Carlo Lodovico, in occasione dell'inaugurazine dell'esposizione Internazionale (una specie di Expo).
Da "Oberdank il terrorista":
"Tutti riportavano l'invito che la Società dei Veterani e dei Reduci rivolgeva alla popolazione di partecipare alla fiaccolata che si sarebbe svolta quella sera in omaggio all'Arciduca.
Dopo il tramonto moltissimna gente cominciò ad affollare i marciapiedi del centro.
Le fiaccole formavano delle lunghe strisce di fuoco baluginante che si allungavano man mano che il corteo procedeva. Nella pause della musica, echeggiavano gli Evviva l'Austria, Evviva l'Imperatore, Evviva l'Arciduca. Alcuni spettatori gettavano fiori. Il corteo si avvicinava e quando la Banda Militare del Presidio, svoltò da Via San Spiridione per immettersi nel Corso all'altezza dell'Hotel Aquila Nera il fragore degli ottoni si fece assordante. Una selva di bandiere giallo-nere seguiva la banda e, distanziata di alcuni metri, marciava la schiera dei Veterani impettiti con giubbe adorne di decorazioni. Quel corteo dava un emozione intensa; la folla ne era avvinta; le grida di Viva l'Austria si moltiplicavano; i simboli della dominazione asburgica trionfavano in un tripudio generale. Un fremito di rabbia colse Guglielmo; affondò la mano in tasca, afferrò una bomba a mano e la scagliò altissima verso le bandiere."
....
"La mattina seguente Guglielmo tornò verso Piazza Grande. Lesse i primi giornali. Tutti i titoli, a grandi caratteri esprimevano esecrazione, sdegno, condanna per l'attentato. Un ragazzo triestino di 16 anni era morto. Si chiamava Angelo Fortis. Un altro giovane di Castelnuovo del Carso era moribondo. Altre 16 persone erano rimaste ferite e giacevano all'ospedale.
Tutti i giornali condannavano l'attentato con espressioni di indignazione e di orrore. Persino "L'Indpendente" lo definiva una folle azione criminale contro cittadini inermi e pacifici."
La prefazione al libro dice:
"Definire Oberdank il terrorista darà sui nervi a qualcuno.
Nell'anno della sua morte e finno al 1918, egli fu considerato a Vienna ed anche a Roma solamente un criminale.
Dal 1918 solo un eroe.
Non era ne l'uno ne l'altro. Era soltanto un terrorista. Ma il vero processo ad un terrorista può farsi solamente quando il suo nome non serve più a nessun regime."




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