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  1. #201
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    Citazione Originariamente Scritto da Dario
    - I paesi comunisti hanno la pena di morte. E anche gli Stati Uniti.
    - I paesi canaglia vogliono la bomba atomica. Stati Uniti e compagni di merende ce l'hanno da sempre.
    - I paesi comunisti non rispettano i diritti umani. Gli Stati Uniti hanno Guantanamo e decine di altri posti segreti in nazioni conniventi, dove la CIA fa ciò che vuole all'insaputa del mondo.
    - Gli islamici sono terroristi. Gli Stati Uniti uccidono migliaia di civili, comprese donne e bambini. Ma lo fanno in uniforme.

    E noi siamo "tutti tesi" a salvare embrioni ed ovociti. Bella morale, bella etica.
    Non esiste stato Canaglia che sia più canaglia degli USA...

  2. #202
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    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi
    E poi sono io quello che svia il discorso.
    Si aprla di pena di morte e tira fuori Guevara senza sapere neinte di lui.
    Poi ci dice che Bush non c'entra niente.
    Pero non fa parole delle enfandezze che hanno fatto gli USA oltre alla pena di morte, nessun cenno, ma si vergogni.

    Stiamo discutendo la pena di morte, la quale piaceva al tuo eroe, Che Guevara.

  3. #203
    Anti-Obama
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    Citazione Originariamente Scritto da icanfo
    Non esiste stato Canaglia che sia più canaglia degli USA...


    Diritti umani

    Stupro, donne condannate a morte
    Nell’Iran di Amadinejad due vittime che si sono ribellate alla violenza attendono il patibolo
    di Maria Aurora Buono



    Nei giorni di festa del capodanno persiano, festa di Sisdebedar, la gente si scambia tradizionalmente i gesti d’affetto e di cortesia, esce dalle case e si rifugia nella campagna per espellere i mali e ricaricarsi di nuove energie e speranze.
    Durante questa giornata in Iran c’è l’usanza che le ragazze, girando in campagna cerchino due fili lunghi d’erba e riunendo le estremità in un nodo esprimano il desiderio di trovare nell’anno a venire, il marito.
    In questo giorno di festa l’apparato di morte del regime dei mullah iraniani, sempre più in difficoltà dopo il deferimento del caso nucleare al Consiglio di sicurezza dell’Onu e le manifestazioni popolari di protesta nella festa del fuoco, si è messo in moto per spargere e fomentare il terrore e la violenza, con l’uccisione di donne innocenti, prime vittime di questo sistema,
    Questa volta il sorteggio della morte ha toccato una donna che vive da 9 anni nelle carceri disumane del regime, accusata di aver difeso l’innocenza di una figlia 15enne dalla violenza carnale del marito. La donna si chiama Fatemeh Haghighat-Pajouh. In questo momento Fatemeh vive nel terrore del cappio al collo. Secondo le informazioni giunte dall’Iran, l’esecuzione è prevista nei primi giorni del dopo le feste iraniane del Nooruz che si finiscono il 2 aprile. Fatemeh, da sempre vittima della violenza del marito, ha reagito quando l’uomo ha tentato di abusare della figlia. Nella difesa dell’innocenza della figlia, la donna fu costretta ad usare tutte le sue forze, pur di salvare la sua bambina: l’uomo morì nel corso della colluttazione. Da quel momento Fatemeh è diventata cliente permanente delle carceri dei Mullah- Sono passati 9 anni e 4 anni fa e, soltanto grazie alla campagna avviata dalla figlia di Fatemeh e alle proteste internazionali la donna è stata salvata, all’ultimo momento, dall’esecuzione. Dal 7 ottobre del 2004 Amnesty International ha iniziato una campagna urgente per salvare la vita di Fatemeh Haghighat-Pajouh, ma questa non è la sola donna che attentre la morte nelle carceri dei mullah, esponenti di un regime totalitario e misogino che disconosce i più elementari diritti umani infierendo in particolare sulle donne. Quest’anno, infatti, è iniziato con la notizia della condanna a morte per impiccagione di una ragazza, Nazanin, accusata di omicidio. A Teheran, nel marzo dello scorso anno, Nazanin, quando aveva ancora solo 17 anni, avrebbe ucciso con un coltello uno dei due uomini che tentavano di violentarla. L’organizzazione internazionale Nessuno Tocchi Caino ha mandato un pressante appello al Segretario Generale dell’ONU, Kofi Annan, all’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU, Louise Arbour e al Presidente di turno dell’UE, Wolfgang Schüssel affinché si mobilitino per la salvezza della ragazza.La storia di Nazanin è l’ennesimo caso di minorenne condannata a morte in Iran, Nel carcere minorile di Teheran e in quello di Rajai-Shahr ci sono almeno 30 persone condannate a morte che avevano meno di 18 anni quando hanno compiuto il reato. Nel 2005 almeno otto minorenni al momento del fatto sono stati impiccati in violazione della Convenzione internazionale sui diritti del Fanciullo. Eppure in quanto stato parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) e della Convenzione sui diritti dell’infanzia (CRC), l’Iran si è impegnato a non mettere a morte persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato. Tuttavia, dal 1990 l’Iran ha messo a morte almeno 18 persone per crimini commessi quando erano minorenni. Nel solo 2005, nonostante in gennaio il Comitato sui diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite abbia sollecitato le autorità iraniane a sospendere immediatamente questa pratica, almeno otto imputati minorenni sono stati messi a morte, inclusi due che erano ancora minori al momento della loro esecuzione. L’ultima esecuzione registrata di un imputato minorenne, Rostam Tajik, è avvenuta lo scorso 10 dicembre 2005, nel giorno dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Sono ormai quattro anni che le autorità iraniane annunciano di aver preso in considerazione una proposta di legge volta a proibire questa pratica crudele, ma nonostante questo, negli ultimi due anni il numero di imputati minorenni messi a morte è aumentato notevolmente. Secondo i recenti commenti di un funzionario dell’autorità giudiziaria, sembra che la nuova legge potrebbe proibire la pena di morte solo per alcuni crimini commessi dai minori.

    7-04-2006

  4. #204
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    Iran, unico Paese al mondo a giustiziare i minorenni

    --------------------------------------------------------------------------------


    L'unico Paese nel mondo a condannare a morte dei minorenni e a procedere a tali esecuzioni è l'Iran. Il 12 maggio scorso, a Khorramabad, sono stati messi a morte un giovane di 17 anni e uno di 20, ambedue accusati di crimini gravi per i quali – così l'ha giudicato il tribunale – erano complici. Si teme adesso un'altra esecuzione di un minorenne a Ispahan, se non è già accaduta. La vittima si chiama Ne'mat. Non si sa quasi niente di più.
    Magari Ne'mat o il giovane di Khoramabad sarà l'ultimo a essere legalmente messo a morte da uno Stato. Ma sarebbe meglio dire illegalmente. Il Parlamento iraniano prepara con lentezza una legge che, si dice, chiaramente proibisce la condanna a morte di persone minorenni al momento dei fatti incriminati. L'entrata in vigore di queste norme non sarà in teoria una rivoluzione giuridica, perché già adesso, l'Iran è parte alla Convenzione dei diritti del bambino del 1994. Questa Convenzione dell'Onu prevede che i minori di 18 anni godano di regole particolari, che tra l'altro escludono la possibilità della pena di morte.

    Ma con la Cina e gli Stati Uniti, l'Iran è uno degli Stati che procedono al massimo numero di esecuzioni. Anche se il diritto internazionale attuale autorizza questa pena, esistono delle regole universali che richiedono un uso limitato e delle garanzie particolari per evitare abusi. L'Iran si è liberamente sottomesso a queste regole ma non le applica. Il calamitoso sistema giudiziaro, usando senza controllo stretto un codice penale discriminatorio (contro le donne e le minoranze) e spesso poco chiaro, continua ad imporre la pena di morte a molti, anche ai minorenni, anche talvolta in fretta e in pubblico.

    Tra gli argomenti a favore della pena di morte, ci sarebbe l'esemplarità della pena. Ma in verità, la Giustizia iraniana non rende pubbliche statistiche o elenchi delle condanne a morte. Per parlare di questo fenomeno e per denunciare i casi i più scandalosi, le Ngo si basano sui vari giornali locali iraniani con le loro notizie, pur se sempre lacunosi e talvolta contraddittori. Ed è difficile non pensare che, di fatto, il ricorso a questa pena è piuttosto un modo di governare il Paese, giocando con le passioni della folla quando le esecuzioni sono fatte in pubblico e mantenendo un clima di paura e di repressione.

    “Giustizia”: quasi non c’è discorso o testo di Ahmadinejad che non contenga questa parola, usatissima dalle autorità iraniana. “Giustizia” a proposito del nucleare, del prezzo del petrolio, della condanna contro l'arroganza imperialistica… Però, l'Iran non è uno Stato di diritto e non applica neppure le norme internazionali di giustizia e d'umanità alla elaborazione delle quali ha partecipato ed alla applicazione delle quali si è obbligato liberamente. Senza entrare nella nebbia delle discussioni sul diritto islamico e le varie scuole di interpretazione, basta parlare della sorte di Ne'mat. Se il tribunale che l'ha condannato ha preso la decisione nell'ignoranza dei trattati firmati dall'Iran, il capo del potere giudiziario, Shahroudi, avrebbe la possibilità – e il dovere – di evitare l'esecuzione. E se l'ayatollah Sharoudi non fa niente, se ne dovrebbe assumere la responsabilità il depositario religioso del potere supremo in Iran, la Guida Khamenei, che ha il controllo sui tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

    Nel 2005, almeno sei, sette o otto minorenni, secondo le fonti, sono stati uccisi (il)legalmente dalla Repubblica islamica. Nel 2006, già uno, forse due. Secondo diverse fonti, sembra che Ne'mat il 17enne no ha neppure potuto ricorrere ad un avvocato durante il processo.

    Fonte: Asia News, Dariush Mirzai

  5. #205
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    Citazione Originariamente Scritto da antoninus
    Iran, unico Paese al mondo a giustiziare i minorenni

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    L'unico Paese nel mondo a condannare a morte dei minorenni e a procedere a tali esecuzioni è l'Iran. Il 12 maggio scorso, a Khorramabad, sono stati messi a morte un giovane di 17 anni e uno di 20, ambedue accusati di crimini gravi per i quali – così l'ha giudicato il tribunale – erano complici. Si teme adesso un'altra esecuzione di un minorenne a Ispahan, se non è già accaduta. La vittima si chiama Ne'mat. Non si sa quasi niente di più.
    Magari Ne'mat o il giovane di Khoramabad sarà l'ultimo a essere legalmente messo a morte da uno Stato. Ma sarebbe meglio dire illegalmente. Il Parlamento iraniano prepara con lentezza una legge che, si dice, chiaramente proibisce la condanna a morte di persone minorenni al momento dei fatti incriminati. L'entrata in vigore di queste norme non sarà in teoria una rivoluzione giuridica, perché già adesso, l'Iran è parte alla Convenzione dei diritti del bambino del 1994. Questa Convenzione dell'Onu prevede che i minori di 18 anni godano di regole particolari, che tra l'altro escludono la possibilità della pena di morte.

    Ma con la Cina e gli Stati Uniti, l'Iran è uno degli Stati che procedono al massimo numero di esecuzioni. Anche se il diritto internazionale attuale autorizza questa pena, esistono delle regole universali che richiedono un uso limitato e delle garanzie particolari per evitare abusi. L'Iran si è liberamente sottomesso a queste regole ma non le applica. Il calamitoso sistema giudiziaro, usando senza controllo stretto un codice penale discriminatorio (contro le donne e le minoranze) e spesso poco chiaro, continua ad imporre la pena di morte a molti, anche ai minorenni, anche talvolta in fretta e in pubblico.

    Tra gli argomenti a favore della pena di morte, ci sarebbe l'esemplarità della pena. Ma in verità, la Giustizia iraniana non rende pubbliche statistiche o elenchi delle condanne a morte. Per parlare di questo fenomeno e per denunciare i casi i più scandalosi, le Ngo si basano sui vari giornali locali iraniani con le loro notizie, pur se sempre lacunosi e talvolta contraddittori. Ed è difficile non pensare che, di fatto, il ricorso a questa pena è piuttosto un modo di governare il Paese, giocando con le passioni della folla quando le esecuzioni sono fatte in pubblico e mantenendo un clima di paura e di repressione.

    “Giustizia”: quasi non c’è discorso o testo di Ahmadinejad che non contenga questa parola, usatissima dalle autorità iraniana. “Giustizia” a proposito del nucleare, del prezzo del petrolio, della condanna contro l'arroganza imperialistica… Però, l'Iran non è uno Stato di diritto e non applica neppure le norme internazionali di giustizia e d'umanità alla elaborazione delle quali ha partecipato ed alla applicazione delle quali si è obbligato liberamente. Senza entrare nella nebbia delle discussioni sul diritto islamico e le varie scuole di interpretazione, basta parlare della sorte di Ne'mat. Se il tribunale che l'ha condannato ha preso la decisione nell'ignoranza dei trattati firmati dall'Iran, il capo del potere giudiziario, Shahroudi, avrebbe la possibilità – e il dovere – di evitare l'esecuzione. E se l'ayatollah Sharoudi non fa niente, se ne dovrebbe assumere la responsabilità il depositario religioso del potere supremo in Iran, la Guida Khamenei, che ha il controllo sui tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

    Nel 2005, almeno sei, sette o otto minorenni, secondo le fonti, sono stati uccisi (il)legalmente dalla Repubblica islamica. Nel 2006, già uno, forse due. Secondo diverse fonti, sembra che Ne'mat il 17enne no ha neppure potuto ricorrere ad un avvocato durante il processo.

    Fonte: Asia News, Dariush Mirzai
    Tutto probabilmente vero...(sono in Iran mentre ti scrivo) come pure sono altrettanto vere ed aberranti le sconcezze di un altro paese che guarda caso non viene mai messo sotto accusa e peggio ancora aiutato e sostenuto dai "tuoi" difensori della democrazia a singhiozzo.

    Parliamo dei porci in sottana bianca della dinastia Al Saud....si, quelli che finanziano i ribelli palestinesi, quelli che coccolano i Bin Laden e che fanno lucrosi affari con i tuoi compatrioti.

    Quell'Arabia Saudita terra di prevaricazioni dove il culto di una religione che non sia l'Islam viene punito con l'arresto o con pene corporali, dove un'infrazione al codice della strada viene punita con scudisciate (solo per i terzomondisti però) dove ancor oggi si tagliano dita, mani e teste come in macelleria.

    Una nazione dove l'ARAMCO (ArabAmericanCompany) controlla il mercato interno del petrolio e non solo.
    Se loro sono dei "criminali" chi li sostiene lo sono ancor di più...

  6. #206
    marea
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    Citazione Originariamente Scritto da T34
    Tutto probabilmente vero...(sono in Iran mentre ti scrivo) come pure sono altrettanto vere ed aberranti le sconcezze di un altro paese che guarda caso non viene mai messo sotto accusa e peggio ancora aiutato e sostenuto dai "tuoi" difensori della democrazia a singhiozzo.

    Parliamo dei porci in sottana bianca della dinastia Al Saud....si, quelli che finanziano i ribelli palestinesi, quelli che coccolano i Bin Laden e che fanno lucrosi affari con i tuoi compatrioti.

    Quell'Arabia Saudita terra di prevaricazioni dove il culto di una religione che non sia l'Islam viene punito con l'arresto o con pene corporali, dove un'infrazione al codice della strada viene punita con scudisciate (solo per i terzomondisti però) dove ancor oggi si tagliano dita, mani e teste come in macelleria.

    Una nazione dove l'ARAMCO (ArabAmericanCompany) controlla il mercato interno del petrolio e non solo.
    Se loro sono dei "criminali" chi li sostiene lo sono ancor di più...
    cultura islamica o no?

  7. #207
    marea
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    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi
    E poi sono io quello che svia il discorso.
    Si aprla di pena di morte e tira fuori Guevara senza sapere neinte di lui.
    Poi ci dice che Bush non c'entra niente.
    Pero non fa parole delle enfandezze che hanno fatto gli USA oltre alla pena di morte, nessun cenno, ma si vergogni.
    scusi tanto ma è un comportamento incoerente dichiararsi contro la pena di morte in ongi caso e fare la morale agli altri sfoggiando la maglietta con il Che!!

  8. #208
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    cultura islamica o no?
    Certo...ma non capisco perché una (laica tra l'altro) debba essere massacrata a suon di bombe e l'altra (fondamentalista) no.

  9. #209
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    Citazione Originariamente Scritto da antoninus
    Iran, unico Paese al mondo a giustiziare i minorenni

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    L'unico Paese nel mondo a condannare a morte dei minorenni e a procedere a tali esecuzioni è l'Iran. Il 12 maggio scorso, a Khorramabad, sono stati messi a morte un giovane di 17 anni e uno di 20, ambedue accusati di crimini gravi per i quali – così l'ha giudicato il tribunale – erano complici. Si teme adesso un'altra esecuzione di un minorenne a Ispahan, se non è già accaduta. La vittima si chiama Ne'mat. Non si sa quasi niente di più.
    Magari Ne'mat o il giovane di Khoramabad sarà l'ultimo a essere legalmente messo a morte da uno Stato. Ma sarebbe meglio dire illegalmente. Il Parlamento iraniano prepara con lentezza una legge che, si dice, chiaramente proibisce la condanna a morte di persone minorenni al momento dei fatti incriminati. L'entrata in vigore di queste norme non sarà in teoria una rivoluzione giuridica, perché già adesso, l'Iran è parte alla Convenzione dei diritti del bambino del 1994. Questa Convenzione dell'Onu prevede che i minori di 18 anni godano di regole particolari, che tra l'altro escludono la possibilità della pena di morte.

    Ma con la Cina e gli Stati Uniti, l'Iran è uno degli Stati che procedono al massimo numero di esecuzioni. Anche se il diritto internazionale attuale autorizza questa pena, esistono delle regole universali che richiedono un uso limitato e delle garanzie particolari per evitare abusi. L'Iran si è liberamente sottomesso a queste regole ma non le applica. Il calamitoso sistema giudiziaro, usando senza controllo stretto un codice penale discriminatorio (contro le donne e le minoranze) e spesso poco chiaro, continua ad imporre la pena di morte a molti, anche ai minorenni, anche talvolta in fretta e in pubblico.

    Tra gli argomenti a favore della pena di morte, ci sarebbe l'esemplarità della pena. Ma in verità, la Giustizia iraniana non rende pubbliche statistiche o elenchi delle condanne a morte. Per parlare di questo fenomeno e per denunciare i casi i più scandalosi, le Ngo si basano sui vari giornali locali
    Fonte: Asia News, Dariush Mirzai
    Articolo falso, perche non solo l'iran condana i minorenni, ma anche i democratici USA che metto a morte non solo i minorenni ma anche i ritardati metali.
    Caro AM, impari a riportare le notizie per intero senza cancekllare le nefandezze del suo "democratico" paese.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  10. #210
    Israele= Paese terrorista
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    Citazione Originariamente Scritto da marea
    scusi tanto ma è un comportamento incoerente dichiararsi contro la pena di morte in ongi caso e fare la morale agli altri sfoggiando la maglietta con il Che!!
    Lei se non erro portera' un crocefisso al collo e si ritiene cattolica quindi ipocrita.
    Non vedo cosa ci incastri il Guevara, eroe, con la pena di morte.
    Ma si sa le cattoliche come lei di fantasie ne hanno tante, tante represse non per scelta loro, ma per scelta degli altri.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
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