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  1. #1
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    Predefinito Prodi e «l’amico Putin»

    Maurizio Blondet
    22/06/2006
    L'incontro tra Vladimir Putin e Romano Prodi del 20 giugno al Cremlino

    MOSCA - L’accordo ENI-Gazprom lo stava facendo Berlusconi: misteriosi bastoni tra le ruote, nel consiglio d’amministrazione dell’ente, l’hanno liquidato, o meglio ritardato fino alle elezioni e al cambio di regime a Roma.
    Ora si capisce perché: l’accordo lo doveva fare Prodi.
    Perché è un buon accordo, bilaterale, da Stato a Stato e non abbandonato al «libero mercato», secondo la tradizionale politica italiana - alla Mattei, da quel che si può capire.
    «Le nostre relazioni nel campo dell’energia non sono più quelle tra venditore e cliente», ha detto Prodi all’uscita dal Cremlino: «ora si tratta della presenza italiana sul mercato russo e della presenza russa sul mercato italiano».
    Dal canto suo, Putin ha annunciato che Mosca osserverà l’Energy Charter (vedi sotto) «nei riguardi dell’Italia» (sottinteso: esclusi gli altri) senza nemmeno che il parlamento russo lo approvi.
    La cosa ha stupito non poco Andrey Kolesnikov, il giornalista di Kommersant esperto del settore, che da settimane aveva sentito Putin e i suoi scagliarsi contro l’Energy Charter come «un documento che discrimina la Russia» e «in contrasto con il concetto russo di sicurezza energetica».
    E la cosa si spiega: stipulato nel ‘91 e firmato a Lisbona nel ‘94, ossia negli anni di Eltsin e del saccheggio occidentale delle risorse russe (sotto il nome di «privatizzazioni e liberalizzazioni»), l’Energy Charter è il trattato che la Casa Bianca e i suoi maggiordomi europei (Barroso e Solana fra i primi) usano per criticare la mancata privatizzazione della Gazprom, il mancato accesso occidentale agli oleodotti russi, e in generale il fatto che Putin usi gas e greggio non come una merce, ma come un’arma strategica.

    Inoltre, viene usato per rafforzare l’Ucraina ostile - e Paese di transito - di fronte alla Russia. Sicchè Putin non l’ha ratificato fino ad oggi.
    Né adesso Putin ha cambiato politica, anzi: proclamando che osserva l’Energy Charter, ma solo verso chi pare a lui, conferma in pieno l’uso politico dell’energia.
    Prodi ha aperto a Gazprom il mercato italiano della distribuzione (il cosiddetto downstream), cosa che gli eurocrati non volevano concedere non essendo Gazprom una ditta privata; in cambio, Putin dà all’ENI l’accesso allo sviluppo dei campi di gas in Russia, dai quali ha tenuto fuori le «sorelle» anglo-americane.
    Una lezione per tutti gli altri aspiranti.
    Infatti Putin ha sottolineato che la stessa cooperazione è possibile con qualunque altro Paese «che ci venga incontro e tratti su basi paritarie».
    Ed ha poi ripetuto: «siamo pronti ad osservarlo [il Charter] ma non per chiunque, solo per chi ci considera partner uguali».
    Per ora solo l’ENI e la tedesca BASF hanno aperto i rispettivi mercati interni a Gazprom.
    Prodi non si è fermato a questo.
    Ha fatto un grosso regalo politico a Putin con una semplice frase: «Ci preoccupa che l’Ucraina non pompi il gas russo nei suoi serbatoi sotterranei; vorremmo evitare i rischi corsi l’inverno scorso; faremo il possibile perché i serbatoi siano riempiti e possiamo affrontare il prossimo inverno con calma».

    Come si ricorderà, nel gelido gennaio scorso Gazprom chiuse i rubinetti all’Ucraina che non solo pagava il gas russo molto al disotto dei prezzi di mercato, ma lo rubava a man bassa, non facendone transitare abbastanza ai clienti europei occidentali.
    Di questo incidente, gli eurocrati e Washington hanno dato sempre la colpa a Mosca (anche se a rubare era Kiew); ora dunque Prodi è parso rimproverare all’Ucraina di non costituirsi riserve per l’inverno, con la chiara intenzione di continuare a spillare dai gasdotti, venuto il freddo, il gas destinato da Mosca all’Europa occidentale.
    Inoltre, Prodi e Putin sono apparsi molto vicini sulla questione del nucleare iraniano.
    «Per l’Italia, l’Iran è un partner commerciale primario», ha detto il nostro.
    E Putin: «terremo presente la posizione italiana nel corso dei negoziati» con l’Iran, che la Russia sta conducendo con cinque membri (ma non l’Italia) della UE.
    Questo atteggiamento non solo contrasta coi diktat di Washington («isolare la Russia», «bombardare l’Iran»), ma contraddice nei fatti la proclamata intenzione prodiana di «ridare vita al progetto europeo», visto che l’accordo è di tipo bilaterale e scavalca Bruxelles.
    E’ tuttavia un accordo realistico, che segue quello tedesco, basato sulla constatazione che l’Europa dipende da Gazprom per un quarto delle sue forniture energetiche e ne dipenderà sempre più.

    Non basta.
    Putin ha consentito a Finmeccanica di acquisire il 25 % con la Sukhoi Civil Aircraft: ciò in aperta contravvenzione con le norme, volute dallo stesso Putin, che limitano la partecipazione di capitale straniero nell’industria aeronautica russa, giustamente considerata strategica.
    Le due imprese dovrebbero costruire insieme un aereo civile a medio raggio, detto Russia Regional Jet, inteso a sostituire il Tu-134 per il 2008.
    Il contratto vale 1,5 miliardi di dollari; nella cifra va compreso lo sviluppo del nuovo motore aereo SaM 146, che è russo-francese.
    Sarà la Alenia, sussidiaria di Finmeccanica, ad acquisire la quota del 25% della Sukhoi Civil Aircraft dalla «holding» Sukhoi, che è al 96% azienda di Stato.

    Maurizio Blondet




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    ma che succede non è possibile

    i piani amerekani

    oppure e semplice doppiogiochismo (anche se non conviene fare il doppio gioco con la Russia a Prodi rischia di brutto).

    Quindi e realtà

  2. #2
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    Lo" spione nano" e "mortadella", non vanno da
    nessuna parte.......

    L'italia, con centinaia di miliardi di debiti, HA BISOGNO
    delle banche anglosassoni......figurarsi se qualche
    vodkalcolizzato, puo cambiare questa situazione.....

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7
    Lo" spione nano" e "mortadella", non vanno da
    nessuna parte.......

    L'italia, con centinaia di miliardi di debiti, HA BISOGNO
    delle banche anglosassoni......figurarsi se qualche
    vodkalcolizzato, puo cambiare questa situazione.....
    o forse ha bisogno di arrichire i debiti degli usa

    dove sono finiti i vostri piani contro Putin e la sua ascesa?

  4. #4
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    Soviet,
    dovresti considerare che Frodi è considerato a livello internazionale ancor meno di Berlusca .
    Pudin lo ha accolto nel quadro delle relazioni internazionali e per capire se la politica estera frodiana sarà di disturbo ai suoi affari.
    Del resto per sapere quanto poco contiamo nel panorama dello zar lo si vedrà appena farà freddo e il gas arriverà con il misurino.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    Soviet,
    dovresti considerare che Frodi è considerato a livello internazionale ancor meno di Berlusca .
    Pudin lo ha accolto nel quadro delle relazioni internazionali e per capire se la politica estera frodiana sarà di disturbo ai suoi affari.
    Del resto per sapere quanto poco contiamo nel panorama dello zar lo si vedrà appena farà freddo e il gas arriverà con il misurino.
    E per quale ragione sarebbe considerato meno di berlusca? Prodi è stato eletto Presidente della Commissione Europea con il voto unanime della sinistra e della destra: guarda solo la differenza con Buttiglione. Helmut Kohl, il vecchio leader dei democristiani tedeschi, si è persino speso nella ultima campagna elettorale italiana a favore di Prodi nonostante non fosse della sua parte politica.
    Ha ottenuto una sequela di riconoscimenti accademici a livello internazionale addirittura impressionante dalle più prestigiose Università (London School of Economics, Oxford,Harvard, Stanford) e accademie internazionali tra cui Russia e Giappone. Gli è stato conferito l'importante premio Schumpeter per l'economia.
    Goldman & Sachs e Soros (che non credo si affidino a deficenti) hanno chiesto espressamente la sua collaborazione quando se ne andò dall'IRI.
    Cetamente la sua opera per rafforzare l'Unione Europea ha provocato i risentimenti di chi questo rafforzamento non voleva per varie ragioni (non ultimo il rafforzamento dell'autonomia europea rispetto agli USA). Ma queste sono legittime contrapposizioni politiche (magari fatte con quelche piccolo sgambetto), niente a che vedere con la reputazione di truffatore (ed uso un termine edulcorato) che si è fatto Berlusconi nel mondo.
    In realtà il governo Prodi gode di prestigio tra tutti coloro che contano: Francia, Spagna,Germania, Russia (di cui ha una buona conoscenza), Cina anche per via di D'Alema che è stato il responsabile dei rapporti con questo paese dell'Internazionale Socialista in cui il Partito Comunista Cinese ha lo status di osservatore. Inoltre ha il rispetto anche dei britannici e degli americani.
    Berlusconi era solo un leccapiedi senza una visione della collocazione strategica dell'Italia in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo. La politica della pacche sulle spalle. Berlusconi non avrebbe mai ottenuto quello che Prodi ha ottenuto dai russi perchè non capisce nulla della situazione e del dibattito politico attuale in Russia che è incentrato sul ritorno al patriottismo e alla salvaguardia della dignità nazionale che gli americani hanno cercato di calpestare.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    Soviet,
    dovresti considerare che Frodi è considerato a livello internazionale ancor meno di Berlusca .
    Pudin lo ha accolto nel quadro delle relazioni internazionali e per capire se la politica estera frodiana sarà di disturbo ai suoi affari.
    Del resto per sapere quanto poco contiamo nel panorama dello zar lo si vedrà appena farà freddo e il gas arriverà con il misurino.
    No, no! Il gas arriverà e come, è l'ENI che fallirà, perché sarà Gazprom ha vendere gas direttamente in Italia, sottocosto rispetto ai competitori...Bella cagata ha fatto il nostro primo ministro!!

    Miles Insulae

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    No, no! Il gas arriverà e come, è l'ENI che fallirà, perché sarà Gazprom ha vendere gas direttamente in Italia, sottocosto rispetto ai competitori...Bella cagata ha fatto il nostro primo ministro!!

    Miles Insulae
    bè, si potranno avere tariffe più basse e diminuirà il rischio di trovarsi al freddo... comunque in cambio dell'entrata di Gazprom nel mercato italiano ENI avrà maggiori quote di giacimenti di gas in siberia che le permetteranno di aumentare di molto i metri cubi di gas importato; in più l'accordo vero e proprio dovrà essere preso tra i dirigenti di Gazprom e ENI,e questi ultimi apparivano molto soddisfatti dell'incontro tra Prodi e Putin. Non ci vedo questo grosso trauma per ENI.
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  8. #8
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    Il principale, quasi unico, mercato di ENI è l'Italia, Gazprom entrearà con tariffe, che faranno piacere ai consumatori(almeno in un primo momento), ma distruggeranno le compagnie italiane, anche l'ENI.

    Miles Insulae

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    Il principale, quasi unico, mercato di ENI è l'Italia, Gazprom entrearà con tariffe, che faranno piacere ai consumatori(almeno in un primo momento), ma distruggeranno le compagnie italiane, anche l'ENI.

    Miles Insulae
    se si crea un unica comopagnia statale ben venga.

  10. #10
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    Prodi e' un dittatore e il suo governo e' illegittimo !

 

 
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