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  1. #11
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica
    (ANSA)-MILANO, 25 GIU -Riprende domani a Bergamo, dopo il rinvio del 12 giugno scorso,il processo ad Oriana Fallaci imputata per vilipendio della religione islamica. Il procedimento nei confronti della giornalista e scrittrice e' nato da una denuncia di Adel Smith, il presidente dell' Unione Musulmani d'Italia,per 18 frasi contenute nel libro 'La forza della ragione'.Lo stesso Smith ha in corso diversi procedimenti, per vilipendio della religione cattolica.Alla prima udienza non erano presenti ne' Smith ne' Fallaci. © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati2006-06-25 10:41

    Ma che frasi ha detto la Fallaci?
    Perché non è veillipendio della religione se non viene offesa la divinità... cioé Smith ha offeso il crocifisso e quindi Gesù, che è la divinità del cristianesimo (essendo una religione trinitaria se si offende Padre, Figlio o Spirito Santo è villipendio), ad esempio non sarebbe così se avesse bestemmiato contro Maria. Ma la Fallaci ha detto qualcosa su Allah?
    A me sembrava su Maometto, che essendo un profeta non è una divinità.

  2. #12
    MazingaZ
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    In Tribunale non andrà “manco morta”. Solidarietà da tutto il mondo per il clamoroso rinvio a giudizio



    --------------------------------------------------------------------------------


    New York. “Questo processo non è contro di me” dice Oriana Fallaci. “Non è neanche il processo di un giudice in cerca di pubblicità, di un signore che esce dal suo minuscolo cosmo di provincia e finalmente vede il suo nome pubblicato sui giornali. E’ un processo che mira a creare un Caso, il Caso Fallaci. Cioè un processo che mira a condannare una persona nota per poterne condannare altre. Io sarò condannata. E in certo senso, paradossalmente, sarà un bene. Una cosa che gioverà a chiarire le cose, a dimostrare che stiamo perdendo la libertà. Perché la mia condanna non si limiterà a soddisfare la vanità di certi magistrati, ossia i magistrati che incapaci di separare la Legge dalle loro scelte ideologiche o partitiche vorrebbero sostituirsi al potere politico. Ed aprirà un varco che a cuor leggero consentirà di condannare per reato d’opinione coloro che, contrariamente ai magistrati, hanno il diritto e il dovere di prendere pubblica posizione. Giornalisti, scrittori, intellettuali, cittadini che rifiutano il Politically Correct e osano andare controcorrente. Sa, non è la prima volta che vengo usata per aprire un varco: servire da esempio, accendere la miccia. Successe anche quando denunciai la verità sull’assassinio di Pasolini. Per non rivelare i nomi, non mettere a rischio la vita dei testimoni, mi appellai all’articolo Numero Uno dello Statuto dei Giornalisti. L’articolo che vieta di fornire le fonti di informazione quando a fornirle si rischia di rovinare qualcuno o addirittura di condurlo al cimitero. Eppure mi condannarono lo stesso. E nei giorni seguenti altri giornalisti vennero incriminati per lo stesso motivo. Uno, addirittura sbattuto in prigione”.
    Nello studio newyorchese di Oriana Fallaci il telefono, un telefono bizzarramente rosso vermiglio, squilla tutto il pomeriggio. Il segretario la chiama dal suo ufficio della 57esima strada per informarla che la Associated Press e la Reuters e la Cbc canadese vorrebbero un suo commento sul processo di Bergamo. Martedì pomeriggio, dopo la querela di un cittadino musulmano noto alle cronache per aver vilipeso la religione cristiana e aver minacciato la Fallaci con un libretto che chiede ai musulmani di applicare su di lei il castigo di Allah, il giudice Armando Grasso l’ha rinviata a giudizio per vilipendio alla religione islamica. La notizia del rinvio a giudizio ha fatto il giro del mondo. E il telefono rosso vermiglio non tace un momento. Giornali e agenzie di stampa la cercano. Il New York Times ne ha già scritto, così come il Washington Post. Il Wall Street Journal insiste per intervistarla. Su Internet trovi siti che esprimono sdegno per il reato-d’opinione e vogliono organizzarsi per darle una mano. Oriana Fallaci non lo sa. Non vuole neanche sapere che cosa sta succedendo al di fuori della sua casa traboccante di libri. Non vuole neanche sentir parlare di avvocati e leggi e querele.
    La notizia di Bergamo è arrivata mentre aspettava la visita del suo oncologo, e vi ha reagito con una amara risata. Il telefono squilla di nuovo. Stavolta il segretario le fa sapere che attraverso un’amica s’è fatto vivo il grande giurista Alan Dershowitz, insegnante di Legge ad Harvard, che si offre anche come suo difensore. Inoltre è arrivato un e-mail dal professor Grayling della School of Philosofy dell’Università di Londra il quale la informa che insieme a un gruppo di scrittori britannici le manderà un messaggio di solidarietà e insieme alla sezione inglese del Pen e ad altri colleghi sta preparando un’azione di protesta da diffondere in Italia e nel resto dell’Europa.
    La Fallaci appare irritata da tanto fracasso. Non ama parlare con la stampa, non va in televisione, non frequenta quasi nessuno, non si esibisce. Vive da sola col suo cancro, anzi con i suoi vari cancri. “Apro bocca soltanto quando lo ritengo un dovere”, brontola con la sua voce dura. “E negli ultimi tempi l’ho aperta soltanto per dire la mia sull’infame condanna a morte di Terri Schindler (ndr, Terri Schiavo), poi quando hanno scoperto che Pasolini fu ucciso da tre o quattro persone non da una e basta. (Io l’avevo scritto trent’anni fa e per questo ero stata processata, condannata a quattro mesi di galera). Sa, di solito non mi piace parlare attraverso gli altri, le interviste eccetera. Se ho qualcosa da dire, la dico scrivendo un libro, come ho fatto con La Rabbia e l’Orgoglio, La Forza della Ragione e Oriana Fallaci intervista sé stessa e L’Apocalisse: la Trilogia sull’Islam e sull’Occidente. E pazienza se, come nel caso della Trilogia, scrivere quando siamo molto malati è un vero suicidio”. (segue a pagina due)


    il Foglio (28/05/2005)

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    [...]La recidiva eresia è compiuta e Mastro Cecco si prepara a salire, risalire, sul rogo. Non quello della nostra civiltà che, ripeto, è già in atto. Quello suo personale. È così pronto, povero Mastro Cecco anzi povera Mastra Cecca, che può immaginare sin d'ora l'autodafé con cui gli allievi di Sigrid Hunke celebreranno il castigo. ( Un autodafé col cerimoniale obbligato, mai modificato nei secoli). Lo immagino a Firenze, in piazza Santa Croce dove Messer Jacopo da Brescia mi bruciò nel 1328 e dove nel 2002 l'ex- repubblichino di Salò voleva fare lo stesso. Quindi ecco. La piazza è colma, e a colmarla è una folla che non ha capito bene chi sia il reo o la rea. Che cosa voglia, da che parte si metta. In compenso sa che morirà fra atroci sofferenze, e la cosa diverte come una partita di calcio. Sono colmi anche i balconi requisiti dalle dame e dai cavalieri della Triplice Alleanza. Parlamentari, europarlamentari, extraparlamentari, capipartito, vescovi, arcivescovi, cardinali, ayatollah, imam, direttori di giornali, alti funzionari e funzionarie della Rai. Ciascuno di loro sventola una bandiera o una sciarpa arcobaleno e intanto le campane suonano a morto. Tacevano da un'eternità, le campane. Il pluriculturalismo le aveva zittite per riguardo al Profeta, ma visto che oggi si tratta di farle suonare a morto il sindaco di Firenze ( diessino) ha elargito un permesso speciale. È un don- don assai cupo. Tanto più cupo in quanto si mischia alla brutta voce dei muezzin che latrano gli inevitabili Allah- akbar. E in questo scenario sfila il corteo, anima dell'evento. Ad aprirlo sono infatti i frati Domenicani che avanzano levando gli stendardi col motto « Iustitia et Misericordia » sormontato da un ramo d'ulivo. Per l'appunto, ( trovo la preziosa notizia a pagina 78 de « L'Inquisizione in Toscana » ) , un ramo identico al ramo che simboleggia l'odierno raggruppamento dell'Ulivo. Dietro i frati Domenicani, i frati Comboniani che distribuiscono ai clandestini i « Permessi di Soggiorno in Nome di Dio » . Poi i no- global con le elegantissime tute bianche disegnate dagli stilisti Politically Correct. Poi i kamikaze palestinesi, tunisini, algerini, marocchini, sauditi eccetera, con l'esplosivo alla cintura e la mamma che esibisce un lauto assegno in dollari. Poi il Grande Inquisitore che sfoggiando il kaffiah incede a cavallo d'un purosangue iracheno, e che stavolta non è Fra' Accursio. È il vescovo di Caserta. Dietro il vescovo di Caserta, i frati Picchiatori di Avanguardia Nazionale con lo sceicco Ahmed Yassin in carrozzella e la cicciuta nipote di Mussolini che tra le risate della folla avanza reggendo un cartello che dice « Partito del Nonno » . Alle sue spalle, Mortadella e l'emulo di Togliatti che incedono a braccetto alzando un cartello su cui è scritto invece « Partito del Voto » . Dietro di loro i frati Berciatori del Fronte Antimperialista, i Francescani d'Assisi che tengono per mano i magistrati di cuor tenero, e i quattro soft- infibulisti che obesi pelati rincoglioniti cioè castrati e ridotti a eunuchi gorgheggiano l'assolo di Violetta. « Amami, Alfreeedooo! Amami quanto io t'amooo! » . Infine i giornalisti strappa- lacrime e i vignettisti mea- condicio che felici del mio ormai imminente martirio declamano a squarciagola il Requiem Aeternam. E in coda a tutti io che mi trascino scalza, esangue, consunta, nonché infagottata in un sambenito simile al burkah e ridicolizzata dalla mitra a pan di zucchero che m'hanno ficcato in testa. Accanto a me, l'Esecutore di Giustizia che stavolta non è Messer Jacopo da Brescia. È la capessa delle Brigate Rosse che ha ottenuto una licenza per buona condotta e che dopo avermi legato al palo mi chiede ( rientra nel cerimoniale stabilito dal Sant'Uffizio) in quale religione desideri morire. Se rispondo in- quella- cattolica- apostolica- romana o meglio ancora in- quella- islamica, può esercitare infatti la misericordia alla quale alludono gli stendardi dei Domenicani Ulivisti. Cioè strangolarmi e bruciarmi morta. Se rispondo ( come risponderò) con una pernacchia, invece no. E dichiarando che delle sue azioni lei risponde solo al proletariato- metropolitano mi brucia viva. Intendiamoci. Lo immagino senza crederci troppo, l'autodafé è una faccenda politicamente rischiosa per via dei crocifissi e delle campane, simboli troppo sgraditi al Dialogo Euro- Arabo. Infatti penso che il castigo avverrà come Alexis de Tocqueville spiega a conclusione del suo intramontabile libro sulla democrazia. * Nei regimi dittatoriali o assolutisti, spiega Tocqueville, il dispotismo colpisce grossolanamente il corpo. Lo incatena, lo sevizia, lo sopprime con gli arresti e le torture, le prigioni e le Inquisizioni. Con le decapitazioni, le impiccagioni, le fucilazioni, le lapidazioni. E così facendo ignora l'anima che intatta può levarsi sulle carni martoriate, trasformare la vittima in eroe. Nei regimi inertemente democratici, al contrario, il dispotismo ignora il corpo e si accanisce sull'anima. Perché è l'anima che vuole incatenare, seviziare, sopprimere. Alla vittima, infatti, non dice: « O la pensi come me o muori » . Dice: « Scegli. Sei libero di non pensare o di pensarla come me. E se la penserai in maniera diversa da me, io non ti punirò con gli autodafé. Il tuo corpo non lo toccherò, i tuoi beni non li confischerò, i tuoi diritti politici non li lederò. Potrai addirittura votare. Ma non potrai essere votato perché io sosterrò che sei un essere impuro, un pazzo o un delinquente. Ti condannerò alla morte civile, ti renderò un fuorilegge, e la gente non ti ascolterà. Anzi, per non essere a loro volta puniti coloro che la pensano come te ti abbandoneranno » . Poi aggiunge che nelle democrazie inanimate, nei regimi inertemente democratici, tutto si può dire fuorché la verità. Tutto si può esprimere, tutto si può diffondere, fuorché il pensiero che denuncia la verità. Perché la verità mette con le spalle al muro. Fa paura. I più cedono alla paura e, per paura, intorno al pensiero che denuncia la verità tracciano un cerchio invalicabile. Un'invisibile ma insormontabile barriera all'interno della quale si può soltanto tacere o unirsi al coro. Se lo scrittore scavalca quel cerchio, supera quella barriera, il castigo scatta alla velocità della luce. Peggio: a farlo scattare son proprio coloro che in segreto la pensano come lui ma che per prudenza si guardano bene dal contestare chi lo anatemizza e lo scomunica. Infatti per un po' tergiversano, danno un colpo al cerchio ed uno alla botte. Poi tacciono e terrorizzati dal rischio che anche quell'ambiguità comporta s'allontanano in punta di piedi, abbandonano il reo alla sua sorte. In sostanza, quel che fanno gli apostoli quando abbandonano Cristo arrestato per volontà del Sinedrio e lo lasciano solo anche dopo la carognata di Caifa cioè durante la Via Crucis. Chiariamo dunque questa faccenda. Né l'uno né l'altro castigo mi turba. La morte del corpo perché, più odio la Morte anzi più la considero uno spreco della natura, meno la temo. ( Sia in pace che in guerra, sia in salute che in malattia, con la Morte io ho sempre giocato a dadi e chi crede di spaventarmi con lo spettro del cimitero commette una grossolana sciocchezza). La morte dell'anima perché al ruolo di fuorilegge ci sono abituata. Più si cerca di imbavagliarmi anatemizzarmi scomunicarmi, più disubbidisco. Più mi irrobustisco. E questa recidiva eresia lo conferma. Mi turba, invece, l'invalicabile cerchio che gli italiani hanno tracciato intorno al Pensiero. L'insormontabile barriera all'interno della quale si può solo tacere o unirsi al coro delle condanne e delle menzogne che esprimono ossequio per il nemico e mancanza di rispetto per chi lo combatte.[...]


    [...]Invece delle carceri gestite dal Sant'Uffizio, gli stadi e le piazze e i cortei che approfittandosi della libertà uccidono la Libertà. Invece delle tonache col cappuccio, i jalabah e i chador e le tute degli arcobalenisti che si definiscono pacifisti, nonché i completi grigi e le cravatte dei loro burattinai. Deputati, senatori, scrittori, sindacalisti, giornalisti, banchieri, accademici, prelati. I membri del Sant'Uffizio, insomma, i Fra' Accursio al servizio del Potere alleato con un anti- Potere che è il vero Potere... In parole diverse, ha cambiato volto. Ma la sua essenza è rimasta inalterata. E se scrivi che la Terra è rotonda, sta' certo: diventi subito un fuorilegge. Un Barabba, un Mastro Cecco. Ergo, la rabbia che oltre due anni fa mi squassava non s'è placata. Semmai si è raddoppiata. L'orgoglio che oltre due anni fa m'irrigidiva non s'è affievolito. Semmai s'è approfondito. E quando un Fra' Accursio mi chiede se in ciò che scrissi allora v'è qualcosa di cui mi pento, qualcosa cui vorrei abiurare, rispondo: « Al contrario. Io mi pento soltanto d'aver detto meno di quanto avrei dovuto, e d'aver chiamato semplicemente cicale coloro che oggi chiamo collaborazionisti. Cioè traditori » . Poi aggiungo che la rabbia e l'orgoglio si sono sposati e hanno partorito un figlio robusto: lo sdegno. E lo sdegno ha aumentato la riflessione, ha rinvigorito la Ragione.[...]

    Oiana Fallaci - La Forza della Ragione -

    Come da avatar: IO la penso come Oriana, PROCESSATE ANCHE ME!!

  4. #14
    sono felice e tanto mi basta
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim
    Andrebbe fatta così vedremo cosa accade a testate vicine alla sinistra in relazione alle palesi incitazioni alla rivolta violenta nei confronti della Destra e al tacito consenso avuto nei confronti di coiloro che con la violenza hanno sempre cercato di mettere a tacere le manifestazioni di Destra.

    Per farsi un idea esiste una raccolta di parte di queste manifestazioni gartutite di odio, una delle poche argomentazioni continuative del CSX negli ultimi 10 anni bisognerebbe iniziare a leggere questo libro.

    Berlusconi, ti odio. Le offese della Sinistra al premier pubblicate dall'agenzia ANSA
    Di, Luca D'Alessandro

    Contenuto:
    "Aggettivi come 'dittatorello', 'rozzo', 'irresponsabile', 'pagliaccio', 'volgare', 'intollerante', 'impudente', 'immorale', 'antidemocratico', 'folle', 'incapace', 'portasfiga', 'vigliacco', 'stalinista', 'estremista' hanno orientato la dialettica di esponenti che ricoprono le cariche più importanti dei partiti della Sinistra e sono stati la costante di questi ultimi quattro anni di politica." Luca d'Alessandro ogni giorno passa in rassegna tutte le dichiarazioni politiche e quindi anche quelle che riguardano il premier. In questo libro ha raccolto una selezione degli insulti rivolti a Berlusconi, presi dall'archivio delle note diramate dall'agenzia ANSA e divisi per "insultatore", in ordine alfabetico, da Gavino Angius a Francesco Rutelli e Luciano Violante. Con un'appendice che ripropone alcuni titoli di prima pagina de "L'Unità", tutt'altro che teneri con l'attuale presidente del Consiglio.
    http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880454961.html
    Se poi qualcuno facesse anche un libro analogo con le offese della destra alla sinistra, verrebbe fuori un catalogo ancora peggiore, da "coglioni" a "portatori di miseria terrore e morte", e cose come queste. Se poi ci fanno un'appendice con i titoli di Libero e de Il Giornale, con i "bamba" e roba simile, ancora peggio.

    Anche su questo non potete parlare, la destra è la fazione dell'odio.

  5. #15
    Giu' la maschera!
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    Citazione Originariamente Scritto da Pericle
    Se poi qualcuno facesse anche un libro analogo con le offese della destra alla sinistra, verrebbe fuori un catalogo ancora peggiore, da "coglioni" a "portatori di miseria terrore e morte", e cose come queste. Se poi ci fanno un'appendice con i titoli di Libero e de Il Giornale, con i "bamba" e roba simile, ancora peggio.

    Anche su questo non potete parlare, la destra è la fazione dell'odio.
    e ke ci dici di coloro cui la Fallaci spesso "semina odio" contro, compagno Pericle? tutte seghe mentali nostre, su, dicci..
    Mr. Hyde


  6. #16
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    A parte che processare una persona per aver espresso un'idea è scandaloso, questo processo è proprio la dimostrazione delle tesi della Fallaci (cfr processo a Houellebecq in Francia): due parole storte sul dogma maomettano e ti ritrovi ad affrontare un processo.

    nota: a punto il programma del CSM e omologo yemenita per la familiarizzazione dei giudici e magistrati italiani con la legge coranica.

  7. #17
    sono felice e tanto mi basta
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Hyde
    e ke ci dici di coloro cui la Fallaci spesso "semina odio" contro, compagno Pericle? tutte seghe mentali nostre, su, dicci..
    Compagno di chi o di che cosa? Evidentemente non mi conosci.

    La Fallaci è una seminatrice d'odio professionista, perchè lo fa contro i mussulmani tutti, non contro Al-Qaeda. Se si limitasse a scrivere quelle cose di Al-Qaeda nessuno la criticherebbe, ma quello che voi pensate relativamente al mondo islamico tutto, sono davvero vostre seghe mentali, e te lo dico citandoti Berlusconi, che dice che in alcuni paesi mussulmani la situazione è ferma al 1400. Io in questo la penso esattamente come Berlusconi, molti paesi mussulmani sono culturalmente arretrati, ma lo sono perchè sono poveri e le poche fonti di ricchezza sono concentrate in poche mani, perché si tratta di petrolio, settore che ha barriere all'ingresso altissime e di vario genere. Anche qui da noi i petrolieri si contano sulle dita di due mani al massimo, se l'unica ricchezza dell'Italia fosse il petrolio anche l'Italia sarebbe nelle stesse condizioni economico-culturali di molti paesi arabi. Loro in fondo sono come noi, ma vivono condizioni diverse che li rendono diversi, e non molto dissimili a come eravamo noi alcuni secoli fa.

    Pertanto criticare in quel modo il mondo arabo tutto, è davvero una vostra sega mentale, perchè significa criticare fattori dei quali loro non hanno colpa, e perché in fondo significa anche criticare noi e il nostro passato.

  8. #18
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da Pericle
    Compagno di chi o di che cosa? Evidentemente non mi conosci.

    La Fallaci è una seminatrice d'odio professionista, perchè lo fa contro i mussulmani tutti, non contro Al-Qaeda. Se si limitasse a scrivere quelle cose di Al-Qaeda nessuno la criticherebbe, ma quello che voi pensate relativamente al mondo islamico tutto, sono davvero vostre seghe mentali, e te lo dico citandoti Berlusconi, che dice che in alcuni paesi mussulmani la situazione è ferma al 1400. Io in questo la penso esattamente come Berlusconi, molti paesi mussulmani sono culturalmente arretrati, ma lo sono perchè sono poveri e le poche fonti di ricchezza sono concentrate in poche mani, perché si tratta di petrolio, settore che ha barriere all'ingresso altissime e di vario genere. Anche qui da noi i petrolieri si contano sulle dita di due mani al massimo, se l'unica ricchezza dell'Italia fosse il petrolio anche l'Italia sarebbe nelle stesse condizioni economico-culturali di molti paesi arabi. Loro in fondo sono come noi, ma vivono condizioni diverse che li rendono diversi, e non molto dissimili a come eravamo noi alcuni secoli fa.

    Pertanto criticare in quel modo il mondo arabo tutto, è davvero una vostra sega mentale, perchè significa criticare fattori dei quali loro non hanno colpa, e perché in fondo significa anche criticare noi e il nostro passato.
    Fondi le tue teorie sul nulla. Non è vero che il prolema dell'Islam è che è diramata in paesi poveri, il problema dell'Islam è l'Islam.

    La condizione socio-economica della gran parte dei terroristi che partecipano alle operazioni criminali in giro per il mondo è molto buona. Per esempio, Faysal Zayd Al-Matiri , un giovane kuwaitiano proveniente da una famiglia agiata, è andato a Falluja per combattere a fianco dei terroristi a sostegno di Al-Qaeda, assieme al terrorista Abu Mus'ab Al-Zarqawi . Ha lasciato genitori, moglie e tre bambine. E' stato ucciso nei combattimenti, lasciando una vedova, tre bambine orfani e dei genitori devastati che piangono la sua morte.
    Gli interrogatori fatti dalle autorità irachene a terroristi arrestati durante le incursioni e le ricerche nelle città irachene hanno rivelato che gran parte dei giovani sauditi, e alcuni provenienti dal Golfo, che sono andati in Iraq per aderire al gruppo terroristico di Al-Qaeda, vengono da famiglie che non sono povere e da un ambiente sociale che non soffre di problemi economici.




    ------------------------------------------------------------------

    Abdelkrim Al Mejjati, da ragazzo, sognava l’America. Nella sua stanza aveva appeso il poster di Clint Eastwood e non appena aveva potuto farlo si era trasferito negli Stati Uniti sposando una donna americana.
    Ma il sogno americano è durato poco. Al Mejjati, entrato in contatto con ambienti islamici proprio negli Usa, si è trasformato in un operativo del qaedismo. Marocchino, 37 anni, avrebbe partecipato all’organizzazione della strage di Casablanca (maggio 2003) ed avrebbe avuto un ruolo anche nel massacro dell’11 marzo in Spagna. Nella notte di lunedì, se sono vere le ricostruzioni giunte da Riad, è stato ucciso dalle forze speciali saudite.

    --------------------------------------------------------------


    Gli attentatori di Madrid, di Londra, dell'11 settembre.....

  9. #19
    Israele= Paese terrorista
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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Hyde
    e ke ci dici di coloro cui la Fallaci spesso "semina odio" contro, compagno Pericle? tutte seghe mentali nostre, su, dicci..
    Lei mr Hyde e' gia' una sega (mezza) di suo.
    Sparisca AM che poi e' un padagno.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ
    Fondi le tue teorie sul nulla. Non è vero che il prolema dell'Islam è che è diramata in paesi poveri, il problema dell'Islam è l'Islam.

    La condizione socio-economica della gran parte dei terroristi che partecipano alle operazioni criminali in giro per il mondo è molto buona. Per esempio, Faysal Zayd Al-Matiri , un giovane kuwaitiano proveniente da una famiglia agiata, è andato a Falluja per combattere a fianco dei terroristi a sostegno di Al-Qaeda, assieme al terrorista Abu Mus'ab Al-Zarqawi . Ha lasciato genitori, moglie e tre bambine. E' stato ucciso nei combattimenti, lasciando una vedova, tre bambine orfani e dei genitori devastati che piangono la sua morte.
    Gli interrogatori fatti dalle autorità irachene a terroristi arrestati durante le incursioni e le ricerche nelle città irachene hanno rivelato che gran parte dei giovani sauditi, e alcuni provenienti dal Golfo, che sono andati in Iraq per aderire al gruppo terroristico di Al-Qaeda, vengono da famiglie che non sono povere e da un ambiente sociale che non soffre di problemi economici.




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    Abdelkrim Al Mejjati, da ragazzo, sognava l’America. Nella sua stanza aveva appeso il poster di Clint Eastwood e non appena aveva potuto farlo si era trasferito negli Stati Uniti sposando una donna americana.
    Ma il sogno americano è durato poco. Al Mejjati, entrato in contatto con ambienti islamici proprio negli Usa, si è trasformato in un operativo del qaedismo. Marocchino, 37 anni, avrebbe partecipato all’organizzazione della strage di Casablanca (maggio 2003) ed avrebbe avuto un ruolo anche nel massacro dell’11 marzo in Spagna. Nella notte di lunedì, se sono vere le ricostruzioni giunte da Riad, è stato ucciso dalle forze speciali saudite.

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    Gli attentatori di Madrid, di Londra, dell'11 settembre.....
    In primis, ricordarsi sempre di postare la fonte, altrimenti i posts senza fonte li si salta a piè pari.

    In secundis, non hai capito una sega del punto della questione, io non ho scritto che solo i poveri facciano i terroristi, ho scritto che la povertà crea un clima culturale di quel tipo, certamente più barbarico di quello che c'è in paesi più agiati e più evoluti. E quel clima sociale ovviamente coinvolge tutti, anche i ricchi.

    Ma so benissimo che voi avete bisogno solo di un nemico, e l'Islam per voi è solo il nemico di turno, da demonizzare in ogni modo.

    In tertiis: quali sarebbero i problemi culturali insiti nell'Islam? Elencameli, e mostrerò a te, che da solo non lo vedi, che sono gli stessi dai quali era affetto il cattolicesimo fino a qualche secolo fa.

 

 
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