1. 80 pagine che modificano 50 articoli della Costituzione sono essi stessi anticostituzionali, prevedendosi agli articoli 138-139 la possibilità di emendare un articolo alla volta con votazioni disgiunte.
2. Dare al "premier" poteri pressoché assoluti a cominciare dallo scioglimento della Camera a suo piacimento è negativo e può portare a svolte autoritarie.
3. L'annullamento pressochè totale dei poteri del capo dello Stato rappresenta un grave squilibrio dei poteri a vantaggio del premier, mai visto un nessuna democrazia occidentale
4. La riduzione del Parlamento al ruolo di pura registrazione dei voleri del premier è uno schifo. Basta paragonare il ben più forte peso del parlamento nelle democrazie presidenziali a cominciare dagli USA
5. L'attribuzione alle Regioni di poteri esclusivi su materie della massima importanza come sanità, polizia regionale, istruzione è l'inizio della disgregazione dello stato nazionale ed il ritorno all'Italia pre unificazione.
6. La ripartizione conflittuale dei ruoli della Camera e del Senato servirà solo a disarticolare e paralizzare il potere legislativo di Stato e delle Regioni per i conflitti tra le stesse ed il Senato.
7. La struttura federale costerà follie ed il peso maggiore graverà soprattutto sulle regioni del nord più ricche e quindi più esposte agli effetti della tassazione. Non a caso ciò preoccupa Confindustria, associati, investitori e banche internazionali che temono una permanente impennata della spesa corrente a danno degli investimenti e del debito pubblico già sotto tiro delle agenzie di "rating" e dei mercati.
Il voto è libero ma tra una riforma fatta da Calderoli, nell'interesse di chi credeva di essere il premier, e quello che funziona da sessant'anni scelgo la costituzione attuale.
A me piace pure così com'è




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