Senza il fiammifero il rito non sarebbe completo![]()


Senza il fiammifero il rito non sarebbe completo![]()
Lorenzo Proia
Responsabile Ufficio Stampa Lega Nord Toscana
Coordinatore Zoonale GnP
Vice Coordinatore Movimento Giovani Toscani


Io assai più modestamente ho passato il tempo che mi separava dal ritorno dall'uscita notturna all'impegno mattituno prefissato (dalle 5 alle 9... sarebbe stato troppo traumatico utilizzarle in sonno, sai: il risveglio; e comunque voglia di dormire non ne avevo) con un ottimo Antico (due ammezzati...) e un Originale (sempre due ammezzati), gustandomi la visione dei migliori film di Sergio Leone... Clint Eastwood fumava con meOriginariamente Scritto da Shardana Ruju
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Lorenzo Proia
Responsabile Ufficio Stampa Lega Nord Toscana
Coordinatore Zoonale GnP
Vice Coordinatore Movimento Giovani Toscani


Concordo pienamente con ilMagnifico86 sull'uso preferenziale del fiammifero per accendere pipa e sigaried in particolare sull'uso degli svedesi. Darò qui due o tre dritte velocissime sull'uso da farne e sul modo.
Innanzitutto diciamo che due o tre fiammiferi sono indispensabili per una buona accensione. Altri (si spera pochi) per le riaccensioni. In questa funzione, non infilateli nel focolaio, ma teneteli all'altezza del bordo: è il tiraggio che fa scendere la fiamma. Si evita così di operare al buio e diprovocare bruciature.
Detto questo e visto il successo dei post precedenti (va a finire che mi monto la testa) darò alcuni consigli su come caricare la pipa. In gergo caricare la pipa significa sostanzialmente mettere il tabacco dentro il fornello. Può sembrare un operazione banale ma è alla base di una buona fumata.
Una carica corretta vuol dire buon tiraggio e buon tiraggio significa fumata soddisfacente. Il tabacco si mette nel fornello a piccoli pizzichi: i primi semplicemente deposti, gli altri via via sempre più premuti. Con il pollice si pareggia la superficie che è bene non superi in alcun modo l'orlo del fornello.
L'operazione di carica può essere preceduta da un controllo della pulizia del focolaio e da una soffiata per accertarsi che non ci siano ostruzioni. Può essere seguita da un paio di tirate di pipa spenta (con conseguente nausea istantanea) che servono a controllare quale resistenza offra la carica di tabacco al passaggio dell'aria. Ci si rende conto così se la carica è troppo "sciolta" (nel qual caso basta un altro colpo di pollice) o troppo serrata. In questa eventualità, l'ago del curapipe (oggetto di cui parlerò in un prossimo post) può rimuovere il tabacco.
E' importante considerare taglio e stato di umidità del trinciato. Tabacchi secchi e di taglio grosso si possono pigiare senza preoccupazione; al contrario, i sottili e gli umidi vanno tenuti leggeri, atrimenti si impastano. I trinciati a fette e a rondelle devono essere preventivamente sciolti fra le mani (modello hashish). Tenete conto anche che sono in genere più umidi degli altri (il che significa anche che sono dannatamente difficili da fumare con tranquillità).
Se la superficie della carica non è ben livellata, se peggio ancora si lasciano pendere filamenti di tabacco oltre l'orlo del fornello, non si avrà mai una buona accensione.
I fumatori francesi usano difrequente la "buche", vale a dire frammenti grossolani di tabacco con cui formano il primo strato sul fondo del fornello. E' un sistema che può essere utile quando ci si trova nella busta soltanto tabacco molto secco, quasi polverizzato.
Io personalmente sono propenso soprattutto per i principianti ad una carica non troppo serrata ad una condizione però...che poi non tiriate come mantici.
E veniamo all'accensione che è il momento gioioso della pipa.
Bisogna accendere con cura, portando la fiamma su tutta la superficie del tabacco e badando a non bruciacchiare, oltre l'inevitabile, l'orlo del fornello. Rischio che peggiora se si accende, come fanno molti, inclinando la pipa. Inutile, perchè la fiamma va dove vogliamo noi e obbedisce al tiraggio il quale in fase di accensione, può essere un pò robusto e frequente.
Due fiammiferi e un colpo di pollice (o di pigino del curapipe se non siete eroi del dolore iniziale) fra l'uno e l'altro sono la tecnica classica dell'accensione. Il contatto con la fiamma fa sollevare il tabacco, spesso anche oltre l'orlo della pipa. Occorre allora intervenire con il pigino, ma anche con la scatola dei fiammiferi ( e i più esperti,appunto, con il pollice che oramai ci ha fatto il callo) per premere e pareggiae il tabacco. Difficle comunque che resti acceso: da qui il ricorso al secondo fiammifero, cioè alla riaccensione, che dovrebbe essere definitiva.
Dopo aver fatto tutto, godetevi la vostra bella fumata profumata e rilassante.
A luta continua


Innanzitutto vorrei ringraziare shardana ruju e paolo82 per aver messo in rilievo questo 3d di discussione sulla pipa. Ne sono davvero soddisfatto e spero di poter contribuire con le mie conoscenze ed esperienze in merito. Oggi vorrei parlare dell'hookah e del narghilè, le pipe ad acqua usate dai popoli mediorientali.
L'Hookah è ua pipa ad acqua forse inventata in persia ma ora diffusa in tutto il Medio Oriente. Consiste di un contenitore d'acqua (di legno, vetro, metallo-a volte con decorazioni d'oro e argento- e altri materiali), un fornello piuttosto largo e due tubi: uno va dal fornello al contenitore spingendosi fin sotto il livello del'acqua (che può essere profumata), l'altro va dal contenitore, ma sopra il livello dell'acqua, alla bocca del fumatore. Quest'ultimo può essere flessibile, nel qual caso è decorato con argento e fili di seta, oppure (ma meno frequentemente) rigido. Il fumo è quindi aspirato attraverso l'acqua e così ripulito e raffreddato. Il tabacco da usare si chiama Tombak. Come il narghilè è una pipa che comporta spesso un uso collettivo e la si trova nei locali pubblici. Per i nostri gusti può essere fastidioso il gorgoglio che emette (a me personalmente piace molto) e poco soddisfacente il fumo rarefatto che arriva alla bocca ma le fragranze sono sempre molto intense e la possibilità di usare dell'acqua profumata da al sapore del fumo delle sfumature particolari molto esotiche (come ad esempio il retrogusto di rosa).
Il significato invece della parola narghilè è "noce di cocco". E' la pipa ad acqua più nota e classica. Il sistema è analogo a quello descritto per la pipa hookah, con la differenza che questa è sempre da tavolo (con fondo piatto o piedini), mentre del narghilè si fanno anche versioni da viaggio.
Un ultimo tipo di pipa ad acqua è il Chibouk. E' la tradizionale pipa turca, con fornello staccabile di terracotta o porcellana, un piccolo bocchino ed un cannello lungo da uno a tre metri.
Non ci si faccia illusioni, le pipe ad acqua sono molto diverse da quelle classiche occidentali e proprio per questo esistono due culture di fumata completamente diverse. Pur essendo sempre pipe, le due fumate non possono essere messe in paragone tra loro, non si può parlare di fumata migliore o peggiore, semplicemente per godersi pienamente una fumata con una pipa ad acqua bisogna entrare in un ottica completamente diversa e nuova.
A luta continua
A luta continua


Il fumo con le pipe ad acqua risulta meno tossico?
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Guarda con la pipa già la maggior parte degli agenti tossici derivati dalla combustione del tabacco risultano inefficaci dato che il fumo di pipa non va inspirato ma semplicemente gustato nella bocca senza essere respirato. Il passaggio nell'acqua poi lo depura da una buona quantità di tossine e rende meno tossiche altre attraverso il raffreddamento del fumo che il passaggio stesso comporta.Originariamente Scritto da Rick Hunter
A luta continua


Un consiglio anche da parte mia, permettetemi di intrufolarmi in questo bellissimo thread.
Un principiante del fumo di pipa, i primi tempi, avrà la sensazione di avere, in bocca, una lingua stranamente ingrossata, la cosiddetta "lingua di vitello". E' un fenomeno normalissimo per le new entry della radica, ed è dovuta al fumo degustato che è nettamente più caldo di quello delle sigarette. A volte questo effetto non c'è, dipende dai vari soggetti, sta di fatto che scomparirà lentamente con l'aumentare dell'esperienza. Si consiglia, comunque, specie nei primi tempi, l'uso di trinciati non eccessivamente forti e, soprattutto, di tirare il fumo in maniera lenta, molto lenta, anche per evitare di danneggiare la radica della pipa.
Detto questo, permettetemi un'altra piccola dissertazione sulle tecniche di fumo pipesco. La pipa, esattamente come il sigaro, non è una sigaretta. Il suo fumo è lento, da gustare, un fenomeno da vivere, non un bisogno fisiologico impellente. Da ciò si evince la necessità di dedicarle tempo e pazienza.
La pipa, inoltre, ha una tendenza particolare a spegnersi molto frequentemente, ed è un fenomeno normalissimo, specie per i novellini. Non si può rimediare a questo, solo il tempo e l'esperienza può fare da tampone, si consiglia, dunque, di tenere sempre a portata di mano fiammiferi o accendini.
Su questi ultimi si consiglia caldamente di evitare l'acquisto di accendini a benzina tipo i Zippo. A parte che la fiamma degli Zippo è troppo grande (si rischia di bruciare il bordo del fornello) sarebbe bene optare per accendini a fiamma orizzontale, anche se costano un po' di più degli altri, oppure, in alternativa, si consiglia l'uso dei fiammiferi, nettamente più economici nonchè dotati di una fiamma meno aggressiva.
Per ora ho finito, quando riuscirò a reperire altre informazioni ve le pubblicherò più che volentieri.
Saluti fumosi.
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Vi pubblico qualche piccolo spunto "professionale". Non l'ho preso da nessun sito, è tutta roba che ho imparato da solo, quindi se qualcuno vuole aggiungere qualcosa è il benvenuto.
La nuova pipa
Una volta usciti dal tabaccaio con una nuova pipa in tasca (e qualche soldo in meno nel portafogli), si pone il problema su come approcciare con la nostra nuova amica.
Molti fumatori sostengono ardentemente la necessità di "rodare" la pipa appena acquistata. Il rodaggio altro non è che una tecnica particolare di carica e di fumo che consente, alla pipa, di formare uno strato di carbone all'interno del fornello, strato protettivo della radica che permette, allo stesso tempo, di gustare meglio il sapore del trinciato che, nei primi tempi di vita di una pipa, potrebbe risultare alterato dal legno.
Personalmente questa cosa aveva suscitato in me molti dubbi, tanto che decisi, un giorno, di recarmi presso uno dei migliori tabaccai di Roma, specialista nel fumo di pipa nonchè fornitore privilegiato di tabacchi e di radiche dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini. In una parola, il sig. Fincato.
Gli esposi questi miei dubbi in merito al rodaggio, e questi mi rispose usando queste parole "mi prende per pazzo se le dico che la pipa non deve essere rodata?"
Ad oggi devo dire che aveva ragione. Le due pipe che comprai quel giorno non sono mai state rodate, e funzionano benissimo. Quindi, su questo punto, l'unica soluzione è affidarsi alla propria volontà. Si vuole rodare la pipa? Bene, allora iniziate a caricarla con poco tabacco, crescendo di volta in volta, fino a formare lo strato di carbone sopraccitato. Allora, e solo allora, la pipa sarà rodata.
Un'accortezza che, comunque, consiglio a tutti: appena si compra una nuova pipa provvedete a pulirne il bocchino con un po' di alcool puro (evitando di toccare il legno). Questo solo perchè non sappiamo chi, prima di noi, ha toccato la nostra pipa.
Fatto questo, iniziamo la fumata...


Disinfettata la pipa e acquistato il trinciato passiamo, ora, a prepararla per la fumata.
Gli inglesi, per descrivere la carica del fornello, usano una semplicissima metafora: il tabacco va inserito all'inizio con la mano di un bambino, poi con la mano di una donna e, alla fine, con la mano di un uomo...
Questa frase riassume perfettamente il modo di posare il tabacco all'interno della pipa. All'inizio, in fondo al fornello, va posto in maniera molto delicata crescendo, gradualmente, di intensità, fino ad arrivare al bordo dello stesso. A quel punto dovremo pigiare un po' di più, sempre con le dovute cautele dato che una pressione eccessiva può portare all'occlusione del forellino posto sul fondo del fornello, che altro non è che il "canale" che porta il fumo all'interno del bocchino. Vi accorgerete dell'eventuale occlusione del buchino solo quando accenderete la pipa, in quanto noterete che il tabacco non tira. Può capitare, non è un problema. La soluzione è una sola: svuotare la pipa del tabacco attraverso l'apposito spillo del curapipa e ricaricare di nuovo. La prossima volta si dovrà fare più attenzione.
Un consiglio che do per evitare questo piccolo inconveniente: mentre state caricando il fornello fate delle "prove di tenuta" aspirando dal bocchino. Se notate che il tiraggio è facile vuol dire che sta andando tutto bene, se notate, invece, una certa difficoltà nel tiraggio vuol dire che bisogna togliere un po' di tabacco dal fornello.
Tempo e pazienza...
A questo punto dobbiamo accendere la pipa...


Siamo arrivati, dunque, al momento più importante: l'accensione.
Una buona accensione, fatta con i dovuti crismi, determinerà indubbiamente la qualità della nostra fumata nonchè il numero di spegnimenti di cui si renderà protagonista la nostra amica.
Ribadendo ancora una volta la necessità di utilizzare fiammiferi o, in alternativa, degli accendini a gas, passiamo alla tecnica.
La fiamma deve essere distribuita in maniera uniforme lungo tutta la superficie visibile del tabacco. Unitamente a questa operazione si dovrà pigiare lentamente il tabacco all'interno della pipa attraverso il curapipe. Il tutto va fatto sapientemente, senza fretta, aspirando ed espirando, testando la qualità del fumo e del tiraggio, dosando bene la pressione del curapipe. Vi accorgerete da soli quando l'accensione sarà stata compiuta in maniera efficace. Non si può spiegare, è un fatto puramente soggettivo. Attenzione, comunque, a non lavorare troppo di accendino: si rischia di surriscaldare la pipa con effetti deleteri per la radica, per non parlare poi delle bruciature sul bordo del fornello... Calma, molta calma, pazienza e sapienza. Accendere una pipa non è difficile, ma bisogna comunque stare attenti a non rovinare la vostra amica con delle tecniche troppo frettolose o pacchiane.
Una volta accesa la pipa bisogna, ovviamente, fumarla...
...e sarà il tema della prossima "puntata". A presto.![]()
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