Il risultato del referendum sembra evidenziare anche in città un fenomeno che un altro forumista, Rudy, aveva ipotizzato, prendendo ispirazione dagli Stati Uniti. All'epoca avevo contestao la sua tesi, ma mi sembra che invece possa avere qualche fondamento.
Come negli Usa, le città tendono a votare "liberal", mentre le campagne (diciamo i paesi e i borghi sotto i 50.000 abitanti) votano "conservative".
La cosa pare dimostrata dal fatto che, ina una Lombardia e Veneto dove il SI' ha prevalso, nei capoluoghi di regione (Milano e Venezia) e in gran parte dei capoluoghi di provincia (Pavia, Cremona, Brescia, Padova, Vicenza, Mantova, Rovigo, perfino Treviso) ha invece vinto il NO.
Da notare la vittoria del NO anche nelle provincie afferenti ai capologhi di Regione, e nei paesini della cintura dei capoluoghi di provincia (penso al caso di Pavia). Oviamente in queste zone abitano persone che fanno comunque riferimento al capoluogo, per lavoro, svago, situazioni di vita, e quindi vanno considerate "cittadine" o comunque metropolitane.
Secondo voi è una tendenza che proseguirà? O c'è un altra spiegazione di questo risultato singolare del NO nelle città?




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