La scelta di Boranga: sì alla Lega.
L’ex portiere del Perugia ha deciso di correre per il consiglio comunale di Reggio Emilia. “Altro che sinistra, è questo il partito vicino alla gente”.
PERUGIA28.04.2009
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Carriera lunghissima Lamberto Boranga ha giocato con Perugia, Fiorentina, Reggiana, Varese, Parma, Cesena e nelle file di molte squadre dilettantistiche umbre
Candidatura da esportazione, quella di Lamberto Boranga, che a conferma del proprio eclettismo ha scelto di mettersi in politica lontano da Perugia. Alle prossime elezioni amministrative correrà nelle file della Lega per un posto in consiglio comunale a Reggio Emilia. Sì, proprio in una delle città più ”rosse” d’Italia, là dove i partiti di sinistra non hanno mai incontrato problemi a far eleggere i propri rappresentanti. Partita impossibile, dunque? No. Una partita come tante, una sfida come tante, che l’indimenticato portiere di Perugia, Fiorentina, Reggiana, Varese, Parma e Cesena, ma anche di Mugnano, Bastardo, Bettona e Tavernelle si accinge a giocare con più di una certezza. La prima serve a rispondere alla principale domanda dei più: perché Reggio Emilia e non Perugia, città nella quale Boranga risiede da anni? “Intanto - risponde il diretto interessato - perché nessuno è profeta in patria. E poi perché la proposta che mi è stata fatta dall’onorevole Alessandri, candidato sindaco per la Lega a Reggio, è stata davvero interessante e coinvolgente. Non va dimenticato, poi, che il mio legame con Reggio Emilia è fortissimo: ho vissuto anni indimenticabili con la Reggiana, conosco molte persone, frequento la città con una certa assiduità e, modestamente, penso anche di conoscerla abbastanza”. Un perugino in corsa a Reggio Emilia, dunque, non deve sorprendere. Ma un candidato della Lega che fra le esperienze politiche vissute annovera anche una certa promiscuità con la sinistra e il movimento operaio, qualche commento lo genera anche per forza. “Per quanto mi riguarda - ribatte Boranga - ritengo che ci sia poco da stupirsi perché solo uno con i paraocchi non si accorgerebbe che da allora tutto è cambiato. Quella sinistra era in grado di rappresentare i problemi della gente, quella di oggi è talmente latitante da suscitare anche qualche dubbio sulla sua effettiva esistenza. Oggi come oggi, è la Lega il partito che più si avvicina al popolo, che cerca di rappresentarne istanze talmente normali da essere ignorate da una sinistra che riflette sui massimi sistemi senza ascoltare davvero la gente”. Secondo Boranga, quindi, questo suo riconoscersi nel partito di Bossi altro non è se non una sorta di evoluzione del proprio rapporto con la politica. “Il problema di molti partiti - spiega - è quello di ragionare per compartimenti stagni e senza capire che tutto è in evoluzione. Non stare al passo con i tempi è pericolosissimo, rischia di far perdere quel contatto con la realtà che invece è fondamentale per chi dice di mettersi al servizio della gente. E’ un atteggiamento vecchio e superato, che si manifesta attraverso una contrapposizione strumentale e tutt’altro che funzionale a progredire”. Alla base della decisione di accettare la proposta della Lega di candidarsi per il consiglio comunale di Reggio Emilia c’è molto di questo genere di rifiuto. “Il fatto è - conferma Boranga - che in Umbria il confronto politico viene ancora concepito come avversione preconcetta all’avversario. A Reggio, invece, non ho avvertito questo tipo di atteggiamento. Con un mio carissimo amico, che è l’assessore comunale allo Sport, resteremo legati a prescindere. Da noi, invece, non è così facile che ciò accada. Il rispetto per l’avversario, invece, deve essere alla base di tutto. Nessuno può pensare di avere verità scritte in tasca”. Richieste semplici, anche per quanto riguarda Perugia, dove Boranga non si candiderebbe pur avendo naturalmente un quadro della situazione abbastanza chiaro. “Ciò di cui ha bisogno la città - specifica il sessantaseienne medico sportivo perugino - è sotto gli occhi di tutti. L’obiettivo che ci si dovrebbe dare è quello della restituzione del centro storico ai cittadini. Invece accade l’esatto contrario, come del resto succede in moltissime città italiane, in cui si fa fatica a riconoscersi nei luoghi e nelle culture nelle quali si è nati. Integrazione e convivenza sono valori importanti, ma è evidente che qualcuno si sta approfittando. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, vista e considerata la richiesta insistente di sicurezza da parte dei cittadini. Sfido chiunque a lasciare i propri figli in giro nel centro storico di Perugia di sera”. Non c’è da sorprendersi, secondo Boranga, neanche di questo suo affrontare di petto questioni importanti. “Forse - scherza, ma non troppo, l’indimenticato giocatore del Perugia - dipende anche dall’esperienza acquisita con il calcio. Il portiere ha il privilegio di vedere la realtà con un occhio speciale: spesso non hai vicino nessuno che ti condiziona, quindi riesci a sapere da solo qual è la soluzione migliore per intervenire. Non a caso anche un altro portiere, Giovanni Galli, ha deciso di scendere in campo candidandosi a sindaco di Firenze”. mauro.barzagna@edib.it
Mauro Barzagna
http://www.corrieredellumbria.it/news.asp?id=43





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