Capitalismo? Arcaismo fuori moda! Aggiornatevi e usate la parola adeguata: liberalismo. Il Littré definisce il termine "liberale" come: "ciò che è degno di un uomo libero". Non suona bene? E il Petit Robert ci offre una convincente lista di antonimi: "avaro, autocrate, dittatoriale, dirigista, fascista, totalitario". Troverete forse giustificabile definirsi anticapitalisti, confessate però che occorre una buona dose di cattiveria per proclamarsi antiliberali!
Cos'è dunque questo scherzo di un libro nero del capitalismo? Non vi accorgete che l'enormità dell'impresa sconfina nel delirio? Il peggior assassino di massa della storia? E sia pure. Ma un assassino senza volto né codice genetico. Un assassino che opera impunemente da secoli nei cinque continenti. Buon divertimento. E a che prò? Non avete sentito il colpo di gong che annunciava al tempo stesso il termine dell'incontro e la fine della Storia? Quell'assassino ha vinto. E ora si prende, nella sua versione mafiosa, le spoglie dei nemici. Quale avversario credibile si profila all'orizzonte?
Quale avversario? L'immensa moltitudine delle parti civili al suo processo. I vivi e i morti. La folla innumerevole di quelli che vennero deportati dall'Africa nelle Americhe, fatti a pezzi nelle trincee di una guerra idiota, bruciati vivi dal napalm, torturati a morte nelle prigioni dei cani da guardia del capitalismo, fucilati al Mur des Fédérés, a Fourmies, a Sétif, massacrati a centinaia di migliaia in Indonesia, quasi estinti come gli indiani d'America, assassinati in massa in Cina per assicurare la libera circolazione dell'oppio. Da tutti costoro le mani dei vivi hanno ereditato la fiaccola della rivolta dell'uomo non riconosciuto nella sua dignità. Sono le mani troppo presto senza vita di quei bambini del Terzo mondo che la sottoalimentazione, ogni giorno, uccide a decine di migliaia; sono le mani scheletrite dei popoli condannati a rimborsare gli interessi di un debito di cui i loro dirigenti-fantoccio hanno rubato il capitale; sono le mani tremanti degli esclusi, sempre più numerosi, tenuti ai margini dell'opulenza.
Sono mani di tragica debolezza e, per ora sono disgiunte. Ma non potranno che congiungersi, un giorno. Sarà allora che la fiaccola che esse portano incendierà il mondo.
Gilles Perrault