Mercoledí 28.06.2006 153
La Lega è una costola della sinistra. Era il febbraio del 1995 e a dire queste parole era Massimo D’Alema, fra una stretta di mano a Bossi e l’altra. Erano i tempi della Bicamerale e degli inciuci fra il Carroccio e il Botteghino. Ora questi tempi sembrano tornare. Dichiarazioni, interviste e voci di corridoio di questi giorni confermano un interessamento reciproco fra i Lumbard e la Quercia, specialmente la fetta dalemiana. Di elementi in comune ce ne sono tanti. La provenienza dal Pci di tanti iscritti, esponenti ed elettori.
La comune cultura federalista, che unisce gli studiosi e i tecnici di entrambe le parti. Ma non solo. Domina oggi la volontà di mettere mano alle riforme in senso federale. In un’intervista al Corriere della Sera, Nicola Latorre ha lasciato poco all’immaginazione. “Dobbiamo realizzare il federalismo fiscale e verificare alcune incongruenze che si sono realizzate nella concreta attuazione di questa riforma”. Poi ha aggiunto: “Quando dico che bisogna aprire un confronto voglio dire che anche la Lega può e deve essere protagonista di questo processo”.
Una seconda bicamerale è improponibile, per ammissione dello stesso Latorre, ma che si parli e si tratti è molto probabile. Secondo Max Ferrari, ex direttore di Telepadania cacciato dal partito, il Carroccio sarebbe in procinto di sciogliersi e uomini come Roberto Maroni sarebbero in procinto di passare al Centrosinistra. Una dichiarazione forse esagerata, ma indicativa di quel che potrebbe essere l’intenzione di alcuni colonnelli in un momento di crisi. Vedremo che succederà. L’estate si preannuncia lunga e torrida. E forse Pontida non basterà a rinfrescarla.




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