
Originariamente Scritto da
il Federale
Più conosco testadiprazzo, più me ne sorprendo.
Ma, per una volta, debbo dissentire con la quadruplice moltiplicazione, atto puramente gnostico che snaturerebbe per il MIO gusto il ricercato assaporare del toscano. A dire il vero quest'anno ho scoperto la pipa, decidendo di fumarla infraequinozialmente in inverno.
Con l'arrivo della stagione della rinascita, ho comprato due scatole di toscanelli special che, sia detto ai quattro venti, la nanofiscalità da domani farà aumentare di ben 20 centesimi a scatola. A parte l'atto di parsimonia e per non divagare, considero la fumata del toscano un atto quasi sacro, giacchè il nostro è l'unica espressione di italianità sopravvissuta al disincanto da resistenza e risorgimento. Fumato dai Borboni come dai Savoia, nato nel Granducato di Toscana ed apprezzato anche dai Papi, assume quasi un valore totemico ed in quanto tale merita un trattamento sacrale, che consta di differenti riti da rispettare con religioso scrupolo.
L'ammezzamento è è il fulcro di questa religione civile, che separa il maschile dal femminile nell'indifferenziato intero, creatura androgina che solo un popolo erede degli etruschi può apprezzare.
La grecità e la meridionalità con la sua concezione della vita da godersi disperandosene, vuole l'ammezzamento come forma di rispetto prima che di degustazione. L'interezza smorza il gusto, concentrandone nell'ultimo quinto i sapori che si indifferenziano. L'ammezzamento riesce ad esaltarne l'unicità, ed il fumatore iù avvezzo riesce sin dalla prima boccata a cogliere il daimon che alberga in ogni toscano. Daimon che esala l'ultimo, sublime respiro nell'ultima parte della fumata, la più intensa, la più aromatica, la più sacra.
Atto di morte e rigenerazione l'ammezzamento. Ammezzando l'ammezzato si cerca di rigenerare ciò che non può essere rigenerato, una seconda morte che uccide definitivamente il daimon del toscano. L'ultimo quinto del quarto contiene solo la terza parte del quinto del mezzo. L'ultimo quinto dell'intero contiene l'indifferenziazione, inaccettabile per un dogmatico come chi scrive.