Guantanamo. La Corte suprema americana boccia i tribunali militari. Bush: non mettero' per strada degli assassini
Washington, 29 giugno 2006
La Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente americano George W. Bush non aveva l'autorita' per istituire i tribunali militari per giudicare i presunti terroristi rinchiusi a Guantanamo. La decisione segna un duro colpo per la strategia seguita dalla Casa Bianca nella guerra al terrorismo lanciata dopo l'11 settembre.
Nel decidere l'istituzione di una giustizia militare speciale per i detenuti di Guantanamo, l'amministrazione Bush ha violato la Convenzione di Ginevra. E' una delle indicazioni che emergono dalla sentenza Hamdan del massimo organo giudiziario americano, che obbliga ora Casa Bianca e Pentagono a ripensare l'intera procedura, ritenendola illegittima. Le motivazioni della sentenza sono state scritte dal giudice John Paul Stevens, il più 'liberal' tra i membri della Corte.
Bush: non mettero' per strada degli assassini
"Analizzeremo la decisione", ha detto Bush precisando che i suoi avvocati stanno studiano le opzioni "per andare avanti" e "lavorare con il Congresso"
per ottenere il nulla osta parlamentare ai processi dei prigionieri di Guantanamo davanti a tribunali militari.
Il Presidente ha aggiunto di aver appreso del verdetto della Corte mentre era riunito con il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi.
"Non ho ancora avuto la possibilita'; di esaminarlo", ha detto il presidente. "Ma il poolo americano ha diritto di sapere che questa sentenza non fara' si' che assassini vengano liberati in strada. Mi dicono che non e' questo il caso".
La sentenza riguarda il caso specifico di Salim Ahmed Hamdan, uno yemenita detenuto a Guantanamo da quattro anni con l'accusa di essere un militante di al Qaida. Hamdan, che sarebbe stato l'autista di Osama bin Laden, il mandante delle stragi terroristiche dell'11 settembre 2001, si è dichiarato innocente e chiede che le prove della sua detenzione siano esaminati da una corte civile.
Di fronte ai tribunali militari di Guantanamo - un istituto resuscitato dalla Seconda Guerra Mondiale - i detenuti non hanno diritto ad essere rappresentati da un legale: i loro interessi vengono difesi da legali militari nominati d'ufficio. Il caso, portato all'esame della Corte Suprema, è uno dei piu' importanti degli ultimi cinquant'anni ed entra nel delicatissimo ambito della definizione dei poteri presidenziali in tempo di guerra.
http://www.rai.it/news/articolornews...350126,00.html
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