La questione di genere (in questo senso rimando ad esempio al recente documento congressuale dei GC della mozione 1) è trattata insieme alle altre questioni ideologiche del partito in modo "revisionista" nel momento in cui, appunto anteponendo l'appartenenza di genere a quella di classe, si mette in discussione il rapporto struttura (economica)/sovrastruttura (morale bigotta borghese.....) anteponendo la seconda alla prima. Tanto per essere chiari, si tratta di vedere se un gay è discriminato in quanto gay oppure in quanto gay di una certa classe sociale. E mi sembra evidente che ad oggi, come sempre avviene el capitalismo (pecunia not olet...), un gay imprenditore, un gay parlamentare, un gay presentatore tv, insomma un gay borghese affermato economicamente non è affatto discriminato. Anzi, paradossalmente, è funzionale proprio a quel sistema discriminatorio e classista che usa certi personaggi emblematici (ne sono zeppi i palinsesti televisivi...) per autoassolversi ed ostentare una presunta tolleranza. Mentre un gay non dico proletario, ma con una laurea in tasca e solo tanti propositi di cercarsi un lavoro, verrà selezionato con minori probabilità di un etero.Originariamente Scritto da Ragioniamo!
Ergo: la questione di genere è comunque funzionale e subordinata a quella di classe e queste, che possono sembrare sofisticherie, sono, sempre a mio avviso, questioni fondamentali per l'ideologia.
Spero di essermi spiegato.




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