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Discussione: Concorrenza

  1. #1
    Gioventù Universitaria
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    Predefinito Concorrenza

    I Pedroni svizzeri o i sigarilli "Il Guelfo" li avete mai provati? Commenti a riguardo?

    Lorenzo Proia
    Responsabile Ufficio Stampa Lega Nord Toscana
    Coordinatore Zoonale GnP
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  2. #2
    Gioventù Universitaria
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    Il tabacco dei Pedroni è il medesimo dei Toscani. Ma il livello qualitativo del Toscano (che ha un gusto tutto suo, unico) è lontanissimo.

    Il Guelfo al contrario non è male a quanto ricordo, ma saranno 18 mesi che non ne provo uno...
    Lorenzo Proia
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  3. #3
    ghost dog
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    I "Pedroni" li ho fumati con continuità fino al 2000(ho 30 anni e fumo, seriamente, da 10....ah ah ah).
    Ricordo di averne fumato in quantità industriali durante un viaggio in nord-italia......
    E' un sigaro particolarmente dolce e leggero: il tabacco è Kentucky, ma il trinciato non è fermentato(almeno così mi sembrava proprio, vista la sua starordinaria morbidità e la sua impronta decisamente zuccherina).
    Si addice ad un'utenza femminile, ma, a parte la forma troncoconica, non ha nulla a che fare con il Toscano, il quale è, non lo dimentichiamo, un "sigaro fermentato". Un sigaro cioè il cui processo di lavorazione non è solo manuale ed artigianale ma anche endogeno: la fermentazione del tabacco scatena delle modifiche a livello biochimico, le quali avvengono, a procedimento opportunamente indotto, in un modo assolutamente naturale.
    Si tratta di un tabacco, se così si può dire, "vivo di una seconda vita".
    Ho smesso di fumare Pedroni: e perchè ormai il Toscano ha forgiato i miei sensi al suo carattere indomito e ribelle....e perchè il Pedroni mi induce tristi ricordi. Non occorre citare Freud.

    Il "Guelfo": è un "sigaro fermentato", anch'esso "monovitigno" in quanto di solo Kentucky. Un tabaccaio, di quelli ai quali in questi anni devo avere "fatto l'automobile nuova"( ), mi diede una volta un campione omaggio distribuito prima dell'immissione sul mercato: che dire? Un prodotto davvero buono, delicato seppure con note speziate e animali forti, a denotare una lunga( o quantomeno opportuna) fermentazione.
    Non era il Toscano, ma non c'era malaccio: qualcosa di meno impegnativo ma accettabile(se pure un palese "plagio" del "nostro").
    Ma, almeno avessero fatto come i Coreani, i quali hanno cominciato a copiare i frigoriferi italiani.....ed oggi sono loro a dettare legge nel settore!
    No!
    Il "Guelfo" posto in commercio è decisamente un prodotto scadente, troppo aromatico: sicuramente nel tentativo di inseguire tutt'altra tipologia di prodotti "caraibici" come i sigarrillos.
    Qualche volta si riesce a trovarne uno decente su 5(quando sono integri). Ma vanno fumati con tirate decisamente pù smorzate rispetto a quelle vigorose richieste dal Toscano: ho notato che altrimenti una combustione troppo rapida annienta quel po' di gradevole aroma di Kentucky fermentato che pure questi prodotti possono esprimere.
    Peccato.

    Comunque non c'è partita: schiacciante vittoria del Toscano.
    "Addavenì" un degno avversario nel campo dei fermentati!

    Saluti. Saluti, un sigaro sempre acceso e una Guinnes, per ricordare gli amici caduti e gli amori perduti.

    Tiocfaìdh àr là
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
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  4. #4
    Mediano d'assalto
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    Ottimo Shardana.Sai cheho delle notizie inquietanti sul tabacco e sulal fascia del Toscano,adesso sto uscendo ma quando ho una mezz'ora le ricerco e apro un thread,meritano una letta.

  5. #5
    ghost dog
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    Ottimo Shardana.Sai cheho delle notizie inquietanti sul tabacco e sulal fascia del Toscano,adesso sto uscendo ma quando ho una mezz'ora le ricerco e apro un thread,meritano una letta.
    Grazie. Mi auguro non siano le stesse giuntemi alle orecchie un annetto fa a riguardo della provenienza.....Turchia?

    A parte il miglioramento riscontrato nell'ultimo periodo, in particolare per l'Antico, ritornato a standards elevati, ho notato la riduzione drastica del diametro degli extra-vecchi ed il loro scadimento.
    E pensare che fino a tre anni fa erano il mio "pane".....
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  6. #6
    Mediano d'assalto
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    Predefinito

    magari,Sri Lanka,ma non è finito:

    Il sigaro attuale di Cava
    Giuseppe D'Amore
    http://www.inea.it/ist/11pdf/cava4.pdf

    Correva l'anno 2001, quando è stato fabbricato il
    sigaro più lungo del mondo per un costo di circa
    31000 Euro e con le seguenti caratteristiche:
    - lunghezza 3.80 metri
    - peso oltre 100 Kg.
    - Ore di lavoro oltre 315.
    Realizzato per sponsorizzare una nuova marca,
    richiederebbe per fumarlo un tempo di circa 12
    mesi.
    Invece a Cava de' Tirreni, sempre nell'anno
    2001, si decretava la fabbricazione di un sigaro
    che fa uso esclusivo di fascia congelata a - 10°
    C che viene bagnata, pretagliata e condizionata
    in bobine di plastica nell'isola dello SRILANKA
    a sud-est dell'India.
    Tale sigaro, che ha soppiantato tutti i sigari tipici
    italiani, tranne il "Toscano Originale" fabbricato a
    mano nella Manifattura di Lucca, doveva raggiungere
    due scopi : contenere i costi di fabbricazione e
    cercare di mantenere inalterata la qualità.
    L'articolo sul Quotidiano "IL MATTINO"
    del 20/08/2002 e la esaustiva relazione
    dell'Ispettore Dott.Prof. Giuseppe Murolo sulla
    Rivista "IL Picentino" 2002 prendono atto della
    scelta, per Cava, di modificare la lavorazione di
    tutti i sigari tradizionali fabbricati nell'opificio.
    Difatti il tabacco Kentucky per fascia, prodotto
    in Italia, viene totalmente inviato nello
    Sri-Lanka, dove viene lavorato e rispedito a
    Cava congelato, in bobine nei containers.
    La Manifattura Tabacchi di Cava de' Tirreni ha
    prodotto per oltre un secolo derivati del tabacco,
    costituendo una fonte di primaria importanza per
    l'economia sia cavese che di altre zone italiane.
    Fu Gioacchino Murat, a seguito delle disposizioni
    di Napoleone Bonaparte, che nel 1810
    aveva istituito il primo Monopolio di Stato in
    senso moderno, ad introdurre nel Regno di
    Napoli, con una legge, la coltivazione dell'
    "erbasanta", cosiddetta perché erano i Padri
    Cappuccini che per tradizione coltivavano da
    tempo il tabacco.
    Ferdinando I , poi, apportò due modifiche
    alla suddetta legge: fece del tabacco un monopolio
    di Stato e limitò la coltivazione della pianta
    ai dintorni di Salerno e al territorio di Cava
    de' Tirreni, diviso per zone a seconda delle specialità
    che allora erano prevalentemente tabacco
    Kentucky e "nostrano" detti anche "brasiliano e
    "beneventano".
    Con l'Unità d'Italia la situazione restò immutata,
    ma fu introdotta la figura del "verificatore"
    che controllava tutte le fasi della produzione, dalla
    coltivazione all'essiccamento, fino alla consegna
    che avveniva nel mese di novembre.
    Nel 1845, vista la crescente produzione di
    tabacco nel territorio cavese, fu istituita a Cava de'
    Tirreni una fabbrica succursale della Manifattura
    di Napoli.Essa serviva a ricavare dalle foglie delle
    nicoziane il tabacco da fiuto, ed aveva una annessa
    agenzia per la raccolta dei tabacchi greggi.
    Verso la fine del XIX secolo, a causa del
    costante aumento di produzione e consumo di
    tabacco, il vecchio stabile che ospitava manifattura
    ed agenzia risultò inadeguato.
    Con delibera n.504 del 14/12/1872 la Giunta
    Municipale autorizzò le trattative con il
    Monopolio per la cessione dell'edificio comunale
    dell'ex conservatorio di Santa Maria del
    Rifugio, costruito nel 1600 e arricchito da una
    facciata ideata presumibilmente da Luigi
    Vanvitelli (il noto architetto che ha progettato la
    reggia di Caserta).
    Con delibera n.56 del 02/04/1900 il
    Consiglio Comunale cedette gratuitamente lo
    stabile e solo nel 1912, grazie all'interessamento
    del deputato cavese Enrico De Marinis, già
    Ministro della Pubblica Istruzione, il trasferimento
    della Manifattura Tabacchi nel locale
    comunale divenne effettivo.
    Da allora prese avvio la produzione di sigari
    fabbricati a mano da circa trecento sigaraie
    che arrotolavano il sigaro con l'aiuto di macchine
    artigianali e lo perfezionavano manualmente
    a tocchi di polpastrelli.
    Dalle denunce di esercizio del 1921 risulta
    che su 384 operai della Manifattura ben 357
    erano donne, di cui 40 al di sopra dei 21 anni e
    317 di età compresa tra i 15 e i 21.
    Appartengono alla memoria storica della
    città le lotte che le "tabacchine" cavesi hanno
    condotto nel tempo per migliorare le loro condizioni
    lavorative, mentre adesso apparterrà alla
    memoria anche la tipicità del sigaro cavese.
    La nuova metodica, che prevedeva inizialmente
    la formazione delle bobine in loco,
    potrebbe utilmente avvalersi dell'esperienza e
    dell'apporto scientifico dell'Istituto
    Sperimentale del Tabacco, visto l'inserimento
    nella filiera della crio-conservazione. Inoltre, si
    potrebbero approfondire le problematiche qualitative,
    nel tentativo di risolverle, connesse all'aspetto
    e al gusto del nuovo sigaro,divenuto l'erede
    del sigaro tradizionale.
    In accordo con la legge di Arrhenius (n.1859
    - m.1927), al diminuire della temperatura, le
    reazioni chimiche ed enzimatiche sono rallentate.
    Al di sotto di -70° C quasi ogni attività reattiva
    è bloccata; difatti si raggiungono -85° C
    per annullare quasi le energie di collisione.
    La qualità della crio-conservazione dipende
    da tre parametri:
    - Velocità di congelamento
    - Stabilità della temperatura durante la conservazione
    - Condizioni e modalità di scongelamento
    La velocità di congelamento è di capitale importanza
    per le dimensioni dei cristalli di ghiaccio
    che si formano all'interno delle cellule, senza
    compromettere le membrane cellulari.
    Il raffreddamento di un tessuto vegetale
    comporta una sottrazione di acqua, che oltre alla
    diminuzione dei processi di reazione, causa il
    contemporaneo aumento di concentrazione
    delle proteine.
    Tale eventualità potrebbe innescare uno
    shock osmotico con la conseguente rottura delle
    membrane cellulari. Per evitare quanto predetto,
    occorre effettuare un congelamento rapido limitato
    a poche ore.
    Inoltre troppe variazioni di temperatura,
    durante il processo di conservazione, generano
    fenomeni di congelamento/scongelamento in
    successione, che influiscono ugualmente sulle
    dimensioni dei cristalli di ghiaccio, ma anche
    sulla composizione della fase liquida residua,
    con l'inevitabile danneggiamento strutturale.
    Per ultimo lo scongelamento dovrebbe avvenire
    lentamente, in almeno 72 ore. Tale accorgimento
    riesce a contenere i fenomeni di imbrunimento
    enzimatico, che potrebbero diventare
    molto appariscenti, poiché i polifenoli contenuti
    nei vacuoli vanno in contatto con gli enzimi
    ossidanti, in seguito al taglio del lembo fogliare.
    Tali imbrunimenti enzimatici sono conseguenza
    della formazione di polimeri colorati, di
    solito bruni o neri, derivati dalla trasformazione
    dei fenoli in ortofenoli, di questi in ortochinoni
    ed infine, senza intervento di enzimi, in polimeri
    colorati.
    Gli enzimi coinvolti nelle prime due trasformazioni
    sono le monofenolasi e le polifenolossidasi.
    Il predetto fenomeno, in prossimità delle
    zone traumatizzate, si riduce con l'addizione,
    durante il bagnamento, di composti riducenti
    che trasformano i chinoni in fenoli, come l'acido
    citrico o l'acido ascorbico.
    Tenuto conto di quanto detto, diviene indispensabile
    il rispetto scrupoloso dei tempi di congelamento
    durante il carico dei containers a +25°C per
    raggiungere - 10°C.
    Infine la fascia scongelata che presentava
    macroscopicamente una patina bianca, osservata
    allo stereomicroscopio ad ingrandimento
    variabile, ha rilevato punti di agglomerazione
    cristallina, con rifrazione multipla della luce che
    giustifica il colore bianco. Questo fenomeno è
    attribuibile ai contenuti salini delle acque usate
    per il bagnamento, che compromettono la combustibilità
    ed il gusto finale del sigaro: un esempio
    è dato da un componente dei sali, ossia il
    cloro quando è presente in quantità superiore allo
    0.6% nella fascia di avvolgimento che rappresenta
    il 40% del peso totale del sigaro toscano.
    Si precisa inoltre che il lembo di tabacco
    sagomato, prelevato dalla bobina e fatto scorrere
    sulla matrice della macchina confezionatrice
    dei sigari, dovrebbe essere sottoposto ad una
    forza aggiuntiva di trazione valutabile intorno a
    12-15 gr per mm di larghezza della matrice, corrispondente
    alla forza impressa con le mani
    dalle vecchie sigaraie.
    Tale distensione, possibile a realizzarsi e
    non prevista per le macchine modificate dalla
    ditta SASIB, aveva un duplice scopo, ossia di
    rendere liscio l'aspetto del sigaro e di contenere
    il ripieno, alla densità prestabilita ed aderente
    alla fascia di inviluppo durante il trattamento di
    I° Essiccazione
    Si precisa che i parametri microclimatici
    durante il trattamento di I° Essiccazione dovrebbero
    essere riconsiderati in funzione del predetto
    procedimento di crio-conservazione della
    fascia, in special modo nella I° fase del trattamento.
    La velocità dell'aria che lambisce il sigaro
    nella cella di essiccazione non dovrebbe superare
    i 3 cm/s onde ridurre al minimo il distacco dell’epidermide
    superiore della fascia dal mesofillo,
    mentre i giorni occorrenti affinché la fascia presenti
    un pH finale uguale o maggiore di 8 non
    dovrebbero essere inferiori a sette.
    In conclusione, occorre ricordare che ogni
    sigaro fabbricato artigianalmente, quindi dotato
    di una sua pesonalità, ha diritto di morire nobilmente
    da sé, senza subire, per spegnerlo, l'invasivo
    schiacciamento nel posacenere.

  7. #7
    ghost dog
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    Barbari! Vandali!
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  8. #8
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da ilMagnifico86
    I Pedroni svizzeri o i sigarilli "Il Guelfo" li avete mai provati? Commenti a riguardo?

    I Pedroni..a differenza dei Toscani che hanno una resa altalenante..in quanto i continui passaggi di proprietà rendono disomogenei gli approvvigionamenti sul mercato americano....perchè solo il Garibaldi era fatto con tabacco italiano..della Campania..non mi pronuncio sull'Originale..o sul Moro....dicevo ..i Pedroni..almeno fino a qualche anno fa..in quanto non ne fumo da qualche anno...sono sigari di ottima fattura..e ottimo tabacco..e anche fermentato.. ..perchè non ci sono sigari con tabacchi non fermentati..l'unico problema..è l'eccessiva secchezza..e la scarsa densità..che rendono la fumata eccessivamente veloce..era questo il difetto principale..sempre però un prodotto da scegliersi in caso di difficoltà nell'approvvigionamento di Toscani decenti..Mi ricordo che erano talmente secchi e asciutti..che alle volte il taglio rompeva la foglia di rivestimento..
    Il Guelfo..invece non è un Toscano..ma è fatto con tabacchi non Kentucky..e appunto per questo..per me infumabile..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  9. #9
    ghost dog
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    Wink

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    ..perchè non ci sono sigari con tabacchi non fermentati..
    <<....La fermentazione per il Toscano è definita "alta" in contrapposizione ad altre considerate "basse". La differenza consiste nel fatto che la prima è di natura microbica e comporta la demolizione spinta dei componenti non strutturali della foglia con notevole liberazione di calore, mentre le seconde sono di natura endogena e determinano trasformazioni meno profonde anche sotto l'aspetto energetico. Attivatori delle reazioni di semplificazione dei composti organici sono gli enzimi, che nel primo caso appartengono alle forme microbiche, nel secondo alla foglia stessa. La ragione comunque valida dell'integrità fisico-chimica del tessuto fogliare risiede nella possibilità di quest'ultimo di mutare per migliorare quando si riproducono le condizioni favorevoli di umidità, temperatura e densità.>>
    (Pag 84-85, "Guida completa al sigaro italiano "Il Toscano", a cura di Francesco Testa e Aroldo Marconi,, ed.Giunti, Firenze, 2000)



    "...quando si parla si parla....quando si spara si spara"





    Ps: il "Guelfo" non è Toscano: ma è fatto con Kentucky, e soggetto a procedure di fermentazione.
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  10. #10
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Shardana Ruju
    <<....La fermentazione per il Toscano è definita "alta" in contrapposizione ad altre considerate "basse". La differenza consiste nel fatto che la prima è di natura microbica e comporta la demolizione spinta dei componenti non strutturali della foglia con notevole liberazione di calore, mentre le seconde sono di natura endogena e determinano trasformazioni meno profonde anche sotto l'aspetto energetico. Attivatori delle reazioni di semplificazione dei composti organici sono gli enzimi, che nel primo caso appartengono alle forme microbiche, nel secondo alla foglia stessa. La ragione comunque valida dell'integrità fisico-chimica del tessuto fogliare risiede nella possibilità di quest'ultimo di mutare per migliorare quando si riproducono le condizioni favorevoli di umidità, temperatura e densità.>>
    (Pag 84-85, "Guida completa al sigaro italiano "Il Toscano", a cura di Francesco Testa e Aroldo Marconi,, ed.Giunti, Firenze, 2000)



    "...quando si parla si parla....quando si spara si spara"





    Ps: il "Guelfo" non è Toscano: ma è fatto con Kentucky, e soggetto a procedure di fermentazione.
    Scusa ..ma fermentazione ..o alta o bassa..è sempre fermentazione..e..anche se non mi sono documentato..quando dico che non esistono sigari non fermentati..non credo di dire sciocchezze..anche perchè un tabacco non fermentato..assomiglierebbe ad una fumata da erboristeria..

    Riguardo poi al Guelfo..ho riportato il giudizio del mio tabaccaio che me ne sconsigliava l'acquisto perchè fatto con tabacchi esotici ..ma posso sbagliarmi..perchè quando si riportano giudizi degli altri..azzeccarci è arduo..comunque non l'ho fumato..e il mio giudizio è monco...a differenza del Pedroni..che conosco alla grande...
    Comunque mi scuso se ho dato l'impressione di considerare il sigaro un oggetto di dissertazione intellettualistica..in certe cose ..anche sembrare è colpevole..la mia intenzione era correggere il giudizio sul Pedroni..che è un sigaro ben fermentato e saporito..e..a parte il difetto della misera durata a causa della densità bassa..del tabacco..è un ottimo prodotto..e anche lui..mi piace chiamarlo Toscano..anche se è nato all'estero...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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