
Originariamente Scritto da
Nanths
Ricevo con preghiera di pubblicare a beneficio dei forumisti questa nota di Gilberto Oneto. Ovviamente invito chi volesse accingersi a commentare questo intervento ad utilizzare educazione e buon senso, datosi che si tratta di un messaggio di un personaggio pubblico che si presenta con nome e cognome e merita quindi rispetto anche solo per il fatto di uscire allo scoperto in una arena virtuale come quella di un forum di discussione su internet.
Sono stato sollecitato a fornire alcuni chiarimenti e ringrazio i gestori di questo Forum che mi permettono di farlo.
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I promotori di Ducario sono stati estremamente chiari su un punto: la Lega appartiene a molte migliaia di persone per bene che ci hanno messo cuore, soldi, faccia, tempo e lavoro e non va lasciata in mano a una banda di maneggioni e di delfini. È il popolo della Lega che deve cacciare le pantegane e ripulirsi la casa. Bisogna almeno provarci: se non sarà possibile, si penserà ad altre soluzioni.
Non ci facciamo nessuna illusione che una raccolta di firme sia sufficiente: le ignoreranno o diranno che sono fasulle attribuendo ad altri abitudini proprie. Non faranno Congressi liberi ma devono sapere che molta parte della gente invece li vuole e che saranno in molti a presentarsi comunque a dire la loro opinione. La raccolta di firme ha tre altri obiettivi: 1) fare conoscere una serie di malefatte di cui gran parte dei nostri non sospetta neppure; 2) ribadire il principio che la Lega sono i leghisti e che sono loro che devono poter decidere il proprio destino; 3) discutere finalmente senza pregiudizi e timori reverenziali coinvolgendo anche quelli che si sono allontanati; 4) creare una rete di collegamenti da attivare il giorno in cui servirà essere tanti e uniti, e non isolati e deboli; 5) innervosire la cupola belleriana e costringerla a scoprirsi (cosa che sta succedendo).
È un lavoro da portare avanti con calma, determinazione e sistematicità, soprattutto nella creazione di una rete in grado di affrontare gli eventi. Forse per qualcuno non è un’impresa sufficientemente eroica o lirica, ma è la sola che abbia qualche ragionevole possibilità di successo. Fanno più danno ai muri le talpe che scavano sotto che i montoni che li prendono a testate. Questo è quello che possiamo e sappiamo fare: sicuramente ci sono altre strade che gente più baldanzosa di noi può intraprendere vittoriosamente. Ne siamo felici: a chi non piacciono i Tigrotti di Monpracem?
Intanto è iniziata la raccolta delle adesioni in alcune province: in altre comincerà entro l’estate. Senza fretta e senza troppi clamori. La foresta di Birnam non si raduna in un giorno.
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Fin dall’inizio i promotori di Ducario hanno ribadito con evidenza che non volevano fare un nuovo partito e che fosse necessario tentare tutte le strade della derattizzazione prima di abbattere l’edificio infestato o di cambiare casa. Naturalmente altri hanno tutto il diritto di percorrere altre strade e io personalmente non sono mai stato contrario all’esistenza di più partiti autonomisti: è così in Euzkadi e in Catalogna e funziona benissimo. Ma perchè accusare di tradimento chi non vuole aderire a nuovi partiti? Cosa e chi avremmo tradito io e gli amici di Ducario? Sono accuse un po’ isteriche e infantili e sono sintomaticamente le stesse che ci sono rivolte da Bellerio che - si sa – attribuisce da sempre le peggiori nefandezze a chi dissente (“traditori, finocchi, agenti dei servizi segreti”, eccetera). Purtroppo qualcuno ha respirato troppo quell’aria. Piccoli Bossi crescono...
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Assieme agli altri amici, io ho sostenuto che si dovesse votare sì al referendum. Sono da tempo totalmente consapevole della scempiaggine della legge sulla devolution (ci si dovrebbe ricordare del convegno di Monza e dei numeri dei Quaderni Padani sulla riforma federale per i quali io e altri siamo stati accusati da Calderoli delle più orribili nequizie...) e che la legge del 2001 sia per molti versi assai meno peggio di quella di Lorenzago. Ma sono anche sempre stato consapevole che il no avrebbe vinto e con esso la morte definitiva della (mai iniziata) stagione delle riforme, ma anche che solo una forte presenza di sì in Padania avrebbe costituito una base su cui ricominciare una battaglia autonomista più seria, lontano da Roma. È andata in questo senso abbastanza bene ma se fossero state di più le province padane per il sì, sarebbe stato ancora meglio e ci risparmieremmo oggi lo spettacolo un po’ ridicolo della nuova pistolata del Lombardo-Veneto.
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La Libera Compagnia è una associazione assolutamente indipendente che non ha preso un soldo da nessuno tranne che dai suoi associati tramite le loro quote. È assolutamente vero che la perdita di tutti gli spazi in radio (ma qualche bello spirito non sostiene che siamo al soldo di Bellerio?) e a Pontida ci crea un danno di comunicazione e di contatti cui sopperiamo con diverse forme di collegamento (stiamo rifacendo il sito, costruendo nuovi indirizzari e organizzando sezioni locali). È però altrettanto vero che il numero dei nostri soci è costantemente cresciuto in dieci anni indipendentemente dalle contingenze, e lo scorso maggio avevamo già lo stesso numero di aderenti del dicembre 2005 e questo significa che l’associazione è perfettamente in grado di procedere serenamente e di crescere. Più soci ci permettono di aumentare le iniziative e – soprattutto – il numero di libri e di pubblicazioni da distribuire.
Qualcuno si è scatenato in illazioni piene di livore e prive di senso. Trovo che sia ingiusto attaccare un sodalizio che ha fatto per la cultura, l’identità e l’immaginario padanista più di chiunque altro. Prima di sparare critiche ingenerose bisognerebbe soffermarsi sui termini, sulle idee e anche sui simboli che tutti noi oggi impieghiamo normalmente e che sono stati riscoperti, “inventati”, diffusi e sdoganati proprio dalla Compagnia. Sarebbe molto più produttivo che chi è in grado di produrre qualcosa lo faccia, invece di criticare o gettare veleno su chi lavora.
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Il Forum è uno straordinario strumento di confronto e di diffusione delle idee dal quale io stesso ho spesso attinto molte informazioni e riflessioni. Assieme a tanti contributi intelligenti ci sono però anche gli interventi – sempre scrupolosamente anonimi – di una manciata di mestatori, calunniatori e insinuatori che non portano nessun valore positivo ma che cercano di trasformare la discussione in una rissa da talk show televisivo di bassa qualità. Per questi vermilingui dovrebbe valere la saggia distinzione poundiana del “tempus loquendi, tempus tacendi”, da loro invece intesa come una eterna e senza speranza “stagione della calunnia”.
A tutti gli altri, quelli che ancora credono nei valori e negli ideali concentrati nel nome stesso del Forum, mi rivolgo per incoraggiare la loro passione e perseveranza. Si deve tenere viva la discussione intelligente, la buona fede e il confronto sincero. Stiamo vivendo un momento difficile, di disillusioni e di frastornamento ma anche, forse, una stagione piena di interessanti sviluppi nella quale le persone di testa e di cuore potranno contribuire a costruire nuove speranze. Chiedo a tutti quelli che vogliono salvare o costruire qualcosa (e non solo scaricare sterco) di collaborare con tutte le associazioni culturali vere e libere che sono la struttura portante di tutto il nostro mondo. Aiutateci anche a fare procedere il Progetto Ducario, a diffonderne le finalità, a farne conoscere il sito, a raccogliere il maggior numero di adesioni ma anche di collegamenti e di recapiti E-mail da utilizzare nei prossimi passi del cammino che vogliamo percorrere assieme. Con tutte le nostre differenze, che per fortuna ci sono. Che le critiche siano costruttive, che si sappiano distinguere gli amici dai nemici, che si utilizzino le risorse per costruire. Altrimenti davvero moriremo italiani.
Gilberto Oneto
Sono naturalmente a disposizione per ogni chiarimento e confronto, a una sola condizione: di farlo con gente che si presenti con nome e cognome.