ROMA (Reuters) - La Libia ha il diritto di chiedere che l'Italia paghi per i danni causati nel corso di oltre 30 anni di "insensato" dominio coloniale. Lo ha detto oggi il ministro dell'Interno Giuliano Amato.
"Dobbiamo accettare il fatto che eravamo un paese imperiale che ha invaso la Libia all'inizio del 20esimo secolo", ha detto Amato in un'intervista a Reuters, parlando in inglese.
"Se ci fosse un conto da pagare, non c'è una legge di prescrizione con la storia".
A febbraio 11 persone furono uccise quando una folla inferocita cercò di invadere il consolato italiano di Bengasi, durante le proteste contro le vignette danesi che avevano preso in giro l'Islam e il profeta Maometto.
Il leader libico Muammar Gheddafi affermò successivamente che le manifestazioni non erano state causate dalle cosiddette "vignette blasfeme", ma dall'odio dei libici per gli ex colonialisti italiani e dalla richiesta di risarcimenti per l'occupazione del paese, cominciata nel 1911.
Nel 2004, in occasione dell'inaugurazione di un gasdotto trans-Mediterraneo, Gheddafi aveva già detto l'Italia era pronta a pagare un risarcimento: ma il Colonnello non aveva precisato l'ammontare richiesto e le autorità italiane non avevano fornito dettagli sull'accordo, non ancora ratificato.
"Dobbiamo essere coscienti che c'è una richiesta legittima di indennizzo da parte di un paese che è stato occupato da un altro per nessun'altra ragione che le proprie aspirazioni imperialistiche, qualcosa che non ha alcun senso", ha detto il ministro.
L'Italia è in prima linea per la ripresa dei contatti tra Occidente e Tripoli, da quando nel dicembre 2003 il regime libico ha annunciato lo stop al tentativo di produrre armi nucleari, chimiche e batteriologiche.
Ma le relazioni bilaterali tra i due Paesi sono state messe a dura prova a causa dell'afflusso di immigrati clandestini dalle coste libiche al sud dell'Italia, e dell'assenza, finora, di un risarcimento anche parziale.
Amato ha detto che l'Italia deve proseguire i negoziati con la Libia, che riguardano anche una possibile autostrada per il paese nordafricano. E ha ipotizzato che in mancanza di risarcimenti l'arrivo di immigrati sulle coste italiane potrebbe aumentare.
"Capisco che se (i libici) non sono soddisfatti dalle nostre risposte alle loro richieste in relazione a questioni che non hanno nulla a che fare con l'immigrazione, i flussi in arrivo potrebbero essere più intensi. In qualche modo anche ciò fa parte delle trattative".
(hanno collaborato Phil Stewart e Massimiliano Di Giorgio)




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