...Durante l'era Craxi la spesa primaria continuò ad aumentare, passando dal 36,9% nel 1980 al 41,7% del 1983, restando poi intorno al 42-43% fino al 1992.
...
Quando Craxi prende le redini del governo, nel 1983, ha la fortuna di trovarsi di fronte a un mutamento favorevole del ciclo internazionale. La crescita, anemica fino a quel momento, inizia a divenire robusta più o meno in tutti i paesi sviluppati. Era quello quindi il momento di iniziare il rientro dagli eccessi di spesa. Craxi e il suo governo non fecero nulla di tutto questo. Al contrario, essi accelerarono la dinamica della spesa in corrispondenza della più vivace dinamica del reddito, mantenendo invariato il rapporto spesa primaria/PIL.
Nel frattempo cresceva la spesa per interessi, indotta dai sempri più alti livelli di debito. Come conseguenza, il rapporto tra spesa totale e PIL crebbe di circa 10 punti tra il 1980 e il 1987, anno in cui Craxi cessa di essere primo ministro, collocandosi al di sopra del 50% del PIL.
Questi sviluppi ebbero effetti di lungo corso per l'economia italiana, effetti che paghiamo duramente ancora oggi.
...
Incapaci di controllare la spesa primaria, e con una spesa per interessi in costante crescita, i governi degli anni '80 decisero di alzare in modo drammatico la pressione fiscale. Nel periodo 1980-1992 l'aumento fu di più di 10 punti di PIL, passando dal 31,4% al 41,9% (si veda il prospetto 5). Buona parte dell'aumento fu dovuto all'incremento delle imposte dirette, favorito dalla struttura progressiva dell'imposizione e dagli alti tassi di inflazione. Gli effetti di disincentivo al lavoro e alla produzione di mercato sono ovvi.
Il selvaggio aumento della tassazione portò infine a un raggiungimento di un avanzo primario. Il saldo primario fu pari a zero nel 1991 e divenne positivo nel 1992 (prospetto 1). Ma a quel punto il debito era diventato così alto che comunque la spesa per interessi portava il bilancio in disavanzo.
...
Come già osservato, durante l'era Craxi la spesa (persino la sola spesa primaria) restò costantemente al di sopra delle entrate. Questo provocò un'esplosione del debito pubblico. Il rapporto debito/PIL, pari al 56,9% nel 1980, balzò al 68,9% nel 1983. In questi anni Bettino Craxi acquista rapidamente potere: un processo che si corona nei 4 anni successivi in cui fu primo ministro. Durante quei 4 anni il rapporto debito/PIL crebbe di ben 20 punti percentuali, giungendo nel 1987 al 88,5%. Come si ottenne tale incremento è presto detto. Il disavanzo di bilancio durante il periodo 1980-1992 fu in media pari al 10,8% del PIL, un livello assolutamente scandaloso. La media degli anni 1984-1987, quando Craxi fu primo ministro, fu ancor più scandalosa: 11,4%. È difficile oggi credere che si potesse essere tanto irresponsabili.
...