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    tra la dorica e la dotta.
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    Predefinito Ma Allora Si Conoscevano!

    IL CALVARIO DEL CACTUS, STARRING FIORANI CHE HA LA MALAUGURATA IDEA DI ACQUISTARE UN CACTUS DA 40 CHILI DA DONARE AL CAVALIERE ED È COSTRETTO A PORTARLO CON SÉ - UNA SCENA GROTTESCO-FANTOZZIANA TRATTA DAL NUOVO LIBRO DI TRAVAGLIO & GOMEZ…

    ANTICIPAZIONE “ONOREVOLI WANTED”
    Esce oggi il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio, “Onorevoli Wanted. Storie, sentenze e scandali di 25 pregiudicati, 26 imputati, 19 indagati e 12 miracolati ‘eletti’ dal Popolo Italiano” (Editori Riuniti, 18 euro, prefazione di Beppe Grillo). Pubblichiamo un brano del secondo capitolo, “La Banda Furbetti”, dedicato allo scandalo delle scalate bancarie e ai rapporti di Fiorani, Ricucci e Consorte con vari politici e partiti di destra e sinistra. Il brano si riferisce al verbale, finora inedito, dell’interrogatorio reso l’8 febbraio 2006 da Gianpiero Fiorani, già numero uno della Banca Popolare di Lodi, dinanzi ai pm milanesi Greco, Fusco e Perrotti.

    Si parla del primo incontro avuto dal banchiere lombardo alla vigilia di ferragosto del 2005 con l’allora premier Silvio Berlusconi a Villa La Certosa, in Costa Smeralda. Fiorani, accompagnato dal sottosegretario forzista Luigi Grillo, fedelissimo del governatore Fazio, è lì per ottenere la benedizione del capo del governo alla scalata alla banca Antonveneta. All’incontro partecipa anche Cesare Previti, giunto sul posto in auto. Grillo e Fiorani, invece, arrivano in barca a Porto Rotondo e sono costretti a una lunga camminata in salita, sotto il sole cocente. Il banchiere, per giunta, ha la malaugurata idea di acquistare un cactus da 40 chili da donare al Cavaliere ed è costretto a portarlo con sé, con effetti collaterali tragicomici. Una scena fantozziana che Travaglio & Gomez intitolano “Il Calvario del cactus”.
    -----------
    Pm Greco – Lei quindi parte da luglio 2004?
    Fiorani – Sí, parto da lí perché è lí che ho fatto il primo schema del progetto, l’idea, non ancora il progetto, parliamo di idea. Nella quale avevo ipotizzato di costruire, con la Banca Popolare di Lodi ed Antonveneta, la Banca Popolare Italiana. È un’idea fatta di dieci pagine, ma neanche... Illustrate velocemente, comunicate... il primo che l’ha saputo in assoluto è stato il senatore Grillo, in assoluto, prima ancora del governatore. E c’è un pranzo fatto a casa, in Sardegna, con il presidente del Consiglio [...].
    Pm – Quindi a casa di?
    Fiorani – Di Berlusconi.
    Pm – Vicino al teatro?
    Fiorani – Vicino, sí... la zona...
    Pm – In mezzo ai cactus.
    Fiorani – In mezzo ai cactus, fatta in quella...
    Pm – A luglio, quindi?
    Fiorani – Fatta a luglio, sí, fatta a luglio, alla presenza mia, alla presenza di Grillo, di Berlusconi e di Previti.
    Pm – Previti?
    Fiorani – E di Previti, sí, c’era anche Previti.

    Pm – Quindi eravate in quattro?
    Fiorani – Eravamo in quattro piú le mogli. Lo scopo dell’incontro era stato non ben chiarito preliminarmente, alla fine però Gigi Grillo ha preso in disparte Berlusconi, ha detto: «Guarda che vuole parlarti Fiorani, di questa idea che ha in testa». Berlusconi aveva risposto, allora in quella circostanza, e
    questa è la frase, l’ha ridetta anche quando l’ho visto a Genova verso l’autunno, quando poi... «L’operazione, l’idea è una bella idea, un bel progetto, ma tanto lei comunque ha l’appoggio del governatore, ha il governatore con sé, per cui ne parli con...».
    Pm – Scusi lei ha parlato in quell’occasione di cosa?
    Fiorani – Di mettere insieme Lodi con Antonveneta.
    Pm – Ah, ecco, quindi parlavate già di questo?
    Fiorani – Sí, sí, sí.
    Pm – Quindi del progetto...
    Fiorani – Ma in maniera molto generica, perché non c’era ancora... non c’era neanche una cifra, non c’era ancora nulla. Quattro slide, come piaceva a Berlusconi...
    Pm – Ma gliele ha fatte vedere le slide?
    Fiorani – Sí, ho fatto vedere le slide.
    Pm – Ma scusi, voi avete mangiato, no, era a pranzo o a cena?
    Fiorani – A pranzo.

    Pm – Ah, a pranzo, quindi nel primo pomeriggio, quando di solito la gente vuole andare a dormire...
    Fiorani – Prima.
    Pm – Ah, prima di pranzo.
    Fiorani – Prima io ho dato... Gigi Grillo mi ha chiesto di tenerle lui, le carte.
    Pm – Ah, prima del pranzo?
    Fiorani – Sí.
    Pm – E dove l’avete fatta questa riunione?
    Fiorani – A casa di...
    Pm – Sí, ho capito, la casa, abbiamo visto sui giornali, che è enorme, no?
    Fiorani – No, ma lui ha... si è messo in disparte Grillo con Berlusconi...
    Pm – Ma all’aperto, nel patio o dentro una camera da letto? Non lo so.
    Fiorani – In una... era una stanza, un soggiorno dove Berlusconi... ha un soggiorno suo, uno dei tanti soggiorni che aveva lí, che poi mi sono andato a vedere tutta la... lui era... Gigi Grillo... io sono rimasto in disparte, mi ricordo la scena come è avvenuta, no, io sono rimasto in disparte. Gigi Grillo: «Guarda queste carte, da’ un’occhiata a queste carte». Cesare Previti, insieme a Grillo, diceva: «Da’ un’occhiata a queste carte», perché Cesare Previti già allora aveva detto a Gigi Grillo: «Se poi l’operazione va in porto, mi raccomando, che sia mio figlio a prendersi l’incarico di fare il legale». Berlusconi era abbastanza...

    Pm – Previti, scusi, Previti prima aveva parlato solo con Grillo o anche con lei?
    Fiorani – Prima solo con Grillo. Io Previti non l’ho mai conosciuto, solo in quella circostanza.
    Pm – Quindi in quell’occasione Previti...
    Fiorani – L’ho conosciuto.
    Pm – ...L’ha conosciuto e ha anche caldeggiato.
    Fiorani – A Grillo, il fatto...
    Pm – E a Berlusconi pure, mi pare di aver capito, no?
    Fiorani – Sí, sí, ha detto: «È anche un bel progetto...». Io li vedevo che parlavano loro tre, io ero distante, ero rimasto distante... forse perché Berlusconi non aveva confidenza con me, e quindi si era messo in disparte. Poi Berlusconi ci ha preso tutti quanti, su questi suoi pulmini, ci ha fatto visitare tutto il suo giardino, ’sto parco enorme, tre ore di visita [...]. C’era una zona, un’isola che lui aveva creato, con una cascata...

    – L’isola era nel lago?
    Fiorani – Sí, quel lago famoso che è una piscina-lago. E poi c’era questa camera fatta tutta di un legno particolare che ha fatto arrivare non so da dove, e... mi ricordo che ci ha fatto vedere, ci ha illustrato tutti... conosceva, ci raccontava che ci diceva le piante una per una, nominandole per nome, sapendo che ogni pianta era stata...
    Pm – Presa in Australia...
    Fiorani – Presa in Turchia, in Australia, dappertutto... si era fatto... alle due e mezza, tre meno un quarto.
    Pm – Poi siete andati a mangiare.
    Fiorani – Siamo andati a pranzo, sí, ma questo dalla mattina. La conversazione era molto forbita, riguardava di questa sua casa, delle sue passioni che aveva, in particolare di questi cactus.
    Pm – Faceva caldo?
    Fiorani – Enorme. Enorme, un caldo afoso, tant’è che... le racconto un particolare che non c’entra nulla, ma glielo racconto per dire come mi ricordo tutti i particolari, che quando Gigi Grillo mi ha detto: «Ma cosa gli portiamo a Berlusconi?», io ho detto: «Mah, non lo so, non ho assolutamente idea»... no, un cactus di quelli... che io ero andato a prendere, tra l’altro, di mattina in un negozio che c’era lí. E quando siamo andati alla mattina e siamo arrivati col «tenderino» fino al molo dove c’era... perché siamo andati non con la macchina, ma siamo entrati... Previti è arrivato con la macchina, io e Grillo siamo entrati invece con una barchettina che aveva preso lui.

    Pm – Col cactus?
    Fiorani – Col cactus nel cartone. E io ho detto a Berlusconi, ho detto... Grillo
    gli ha detto alle guardie che ci hanno accolto al molo, ha detto: «Guardi questo sarebbe il presente per il presidente del Consiglio». E loro ci hanno detto: «Prego, portàtelo pure su». Ma questo pesava, mi ricordo, non so se quaranta chili di cactus, per cui insomma... per cui ci siamo messi lí... veramente, abbiamo fatto un dislivello di 400 o 500 metri sotto il peggior sole, era il 10 luglio... o l’11 luglio, San Lorenzo. Sono arrivato... Grillo era, non so perché aveva questa energia enorme, era ancora in forma, io sono arrivato letteralmente bagnato, completamente bagnato. Ve lo racconto solo per darvi la cronistoria di come è avvenuta la verità dei fatti: bagnato, ma bagnato fradicio, mi ricordo...
    Pm Fusco – Eravate in giacca e cravatta, magari?
    Fiorani – No, perché il protocollo era previsto di stare tutti in bianco, camicia bianca e pantaloni bianchi. Per cui siamo entrati... è stata una cosa incredibile. Sono arrivato lí e ho detto, lui aveva appena fatto il trapianto, aveva appena fatto ’sto...
    Pm Fusco – Ci aveva...?
    Fiorani – La bandana no, aveva il cappello... tipo safari. Comunque...


    Pm Fusco – Ma bermuda o pantalone?
    Fiorani – Pantalone lungo. Per cui sono arrivato lí e ho detto: «Adesso come faccio a salire in queste condizioni, mi caccia via», infatti avevo chiesto ai domestici se potessi entrare in una saletta dove potevo riprendermi un attimo, prima che arrivassero.
    Pm Greco – Quando si comincia a sudare è micidiale, si continua, uno prova in tutti i modi, no? Fermi immobili (parole incomprensibili, voci sovrapposte).
    Fiorani – Peggio, peggio, peggio. Allora dopo aver depositato il cactus, le guardie sempre dietro, non hanno fatto neanche una piega, perché...
    Avv. Mazzola – Manco un aiuto, niente?
    Fiorani – Assolutamente. Allora Grillo è andato fuori come... Previti nel frattempo è arrivato, hanno parlato con Berlusconi e sono rimasti un po’ lí (pp. ii., a bassa voce). Io non ce la faccio. Continuo a buttare fuori sudore, piú penso ad asciugarmi piú butto fuori sudore, vado fuori, faccio finta di niente. Appena ho cercato di andare fuori le guardie mi hanno subito ripreso che non potevo muovermi, sono rimasto in questa stanzetta fino a che... fino a che è arrivato dopo lui, mi ha visto un po’ cosí, non ha fatto particolari commenti, li avrà fatti nella sua mente, ma con me non li ha fatti. Io ero... ero distrutto dal caldo e dal sudore. Gli diamo questo cactus, lui comincia... si apparta un attimo con Previti e con Grillo, guardano queste carte, ma lui si dimostra disinteressato, non piú di tanto a queste carte, e comincia invece a farci vedere la casa, a illustrarci la casa, e tutto quanto.

    Pm Fusco – L’unico nuovo era lei?
    Fiorani – Sí, sí, io, si vedeva che ero proprio spaesato, completamente, e loro erano molto in confidenza... molto in confidenza.
    Pm Greco – Ma c’erano già stati gli altri due.
    Fiorani – Sicuramente perché Previti conosceva tutto quanto, Grillo non...
    Pm Greco – Lei non era allenato a portare i cactus da Berlusconi.
    Fiorani – Una cosa allucinante, poi lei immagina portare un cactus cosa vuol dire?
    Pm Greco – Ma c’era il cartone, non è che c’erano le spine.
    Fiorani – Ha detto bene, c’era anche il cartone, con la differenza che le spine pungono [...]. Gli ho detto a mia moglie, l’altro giorno, è venuta a trovarmi, le ho detto: «Guarda...» [pp. ii., a bassa voce].
    Pm Fusco – Tutto è nato da quel cactus.
    Fiorani – Gli ho detto cosí: «C’è ancora la camicia quella... tienila per ricordo, va là, cosí, quella bucata» perché poi si è tutta bucata.
    Pm Fusco – Si era bucata?
    Fiorani – Si era bucata.
    Avv. Mazzola – Ma si era ferito? Scusi, se si buca la camicia.
    Fiorani – Certo, ma certo. Non me lo sono mica... pungeva e pungeva parecchio, la camicia era bucata dalle punte del cactus. Ma comunque... e l’abbiamo ancora lí questa camicia bianca. Non l’ho piú indossata, ma l’ha conservata. Ma gliel’ho detto per dire, tutto è partito da lí.


    Pm Greco – Lei ha detto il 14 luglio?
    Fiorani – Era il 10 o l’11 luglio. Mi ricordo questa circostanza.
    Avv. Mucciarelli – Ha detto che era San Lorenzo?
    Fiorani – Sí, sí. Era il giorno piú caldo in assoluto da...
    Pm Perrotti – San Lorenzo è il 10 agosto.
    Avv. Mucciarelli – L’11 luglio è il lunedí in cui arriva l’autorizzazione.
    Fiorani – Perché io ero in vacanza in Sardegna, lui era in vacanza in Sardegna, quindi era agosto.
    Pm Greco – Agosto 2004, San Lorenzo.
    Pm Fusco – Giornata indimenticabile.
    Pm Greco – Ma almeno un bagno in piscina, niente?
    Fiorani – Ci ha messo sui pulmini e ci ha... [interventi inintelligibili a causa di voci sovrapposte].
    Pm Fusco – Putin, doveva ricevere Putin.

    Fiorani – Stavano finendo l’anfiteatro, insomma, lui continuava a raccontarmi, a raccontare, a me no perché mi ignorava, ma raccontava a Previti che questo anfiteatro sarebbe stato bellissimo, insomma... va be’. E cominciamo, comunque, facciamo ’sto pranzo, in questo pranzo loro... dalla fine del pranzo Previti e Grillo si mettono da parte, mi ricordo, sotto a questa veranda, e cominciano a raccontargli ancora di questo progetto, gli spiegano un po’ questo progetto, e la cosa finisce lí. Lui mi saluta, non mi accenna piú di tanto, mi accenna appena la frase: «Ma comunque lei basta che vada a vedere il governatore, se è d’accordo il governatore... so che il governatore con lei ha un eccellente rapporto, per cui se ne parla con lui, a me sembra una bella idea». Punto, finisce lí.
    Pm Fusco – Le slide non gliele fa vedere?
    Fiorani – Le fa vedere Grillo, è una fotocopia che lui non trattiene...




    Dagospia 07 Luglio 2006



    Militanti della Cdl, cosidetta, niente da dire?

  2. #2
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    ma Gomez chi Gomez è ?
    Gomez

  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone
    IL CALVARIO DEL CACTUS, STARRING FIORANI CHE HA LA MALAUGURATA IDEA DI ACQUISTARE UN CACTUS DA 40 CHILI DA DONARE AL CAVALIERE ED È COSTRETTO A PORTARLO CON SÉ - UNA SCENA GROTTESCO-FANTOZZIANA TRATTA DAL NUOVO LIBRO DI TRAVAGLIO & GOMEZ…

    ANTICIPAZIONE “ONOREVOLI WANTED”
    Esce oggi il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio, “Onorevoli Wanted. Storie, sentenze e scandali di 25 pregiudicati, 26 imputati, 19 indagati e 12 miracolati ‘eletti’ dal Popolo Italiano” (Editori Riuniti, 18 euro, prefazione di Beppe Grillo). Pubblichiamo un brano del secondo capitolo, “La Banda Furbetti”, dedicato allo scandalo delle scalate bancarie e ai rapporti di Fiorani, Ricucci e Consorte con vari politici e partiti di destra e sinistra. Il brano si riferisce al verbale, finora inedito, dell’interrogatorio reso l’8 febbraio 2006 da Gianpiero Fiorani, già numero uno della Banca Popolare di Lodi, dinanzi ai pm milanesi Greco, Fusco e Perrotti.

    Si parla del primo incontro avuto dal banchiere lombardo alla vigilia di ferragosto del 2005 con l’allora premier Silvio Berlusconi a Villa La Certosa, in Costa Smeralda. Fiorani, accompagnato dal sottosegretario forzista Luigi Grillo, fedelissimo del governatore Fazio, è lì per ottenere la benedizione del capo del governo alla scalata alla banca Antonveneta. All’incontro partecipa anche Cesare Previti, giunto sul posto in auto. Grillo e Fiorani, invece, arrivano in barca a Porto Rotondo e sono costretti a una lunga camminata in salita, sotto il sole cocente. Il banchiere, per giunta, ha la malaugurata idea di acquistare un cactus da 40 chili da donare al Cavaliere ed è costretto a portarlo con sé, con effetti collaterali tragicomici. Una scena fantozziana che Travaglio & Gomez intitolano “Il Calvario del cactus”.
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    Pm Greco – Lei quindi parte da luglio 2004?
    Fiorani – Sí, parto da lí perché è lí che ho fatto il primo schema del progetto, l’idea, non ancora il progetto, parliamo di idea. Nella quale avevo ipotizzato di costruire, con la Banca Popolare di Lodi ed Antonveneta, la Banca Popolare Italiana. È un’idea fatta di dieci pagine, ma neanche... Illustrate velocemente, comunicate... il primo che l’ha saputo in assoluto è stato il senatore Grillo, in assoluto, prima ancora del governatore. E c’è un pranzo fatto a casa, in Sardegna, con il presidente del Consiglio [...].
    Pm – Quindi a casa di?
    Fiorani – Di Berlusconi.
    Pm – Vicino al teatro?
    Fiorani – Vicino, sí... la zona...
    Pm – In mezzo ai cactus.
    Fiorani – In mezzo ai cactus, fatta in quella...
    Pm – A luglio, quindi?
    Fiorani – Fatta a luglio, sí, fatta a luglio, alla presenza mia, alla presenza di Grillo, di Berlusconi e di Previti.
    Pm – Previti?
    Fiorani – E di Previti, sí, c’era anche Previti.

    Pm – Quindi eravate in quattro?
    Fiorani – Eravamo in quattro piú le mogli. Lo scopo dell’incontro era stato non ben chiarito preliminarmente, alla fine però Gigi Grillo ha preso in disparte Berlusconi, ha detto: «Guarda che vuole parlarti Fiorani, di questa idea che ha in testa». Berlusconi aveva risposto, allora in quella circostanza, e
    questa è la frase, l’ha ridetta anche quando l’ho visto a Genova verso l’autunno, quando poi... «L’operazione, l’idea è una bella idea, un bel progetto, ma tanto lei comunque ha l’appoggio del governatore, ha il governatore con sé, per cui ne parli con...».
    Pm – Scusi lei ha parlato in quell’occasione di cosa?
    Fiorani – Di mettere insieme Lodi con Antonveneta.
    Pm – Ah, ecco, quindi parlavate già di questo?
    Fiorani – Sí, sí, sí.
    Pm – Quindi del progetto...
    Fiorani – Ma in maniera molto generica, perché non c’era ancora... non c’era neanche una cifra, non c’era ancora nulla. Quattro slide, come piaceva a Berlusconi...
    Pm – Ma gliele ha fatte vedere le slide?
    Fiorani – Sí, ho fatto vedere le slide.
    Pm – Ma scusi, voi avete mangiato, no, era a pranzo o a cena?
    Fiorani – A pranzo.

    Pm – Ah, a pranzo, quindi nel primo pomeriggio, quando di solito la gente vuole andare a dormire...
    Fiorani – Prima.
    Pm – Ah, prima di pranzo.
    Fiorani – Prima io ho dato... Gigi Grillo mi ha chiesto di tenerle lui, le carte.
    Pm – Ah, prima del pranzo?
    Fiorani – Sí.
    Pm – E dove l’avete fatta questa riunione?
    Fiorani – A casa di...
    Pm – Sí, ho capito, la casa, abbiamo visto sui giornali, che è enorme, no?
    Fiorani – No, ma lui ha... si è messo in disparte Grillo con Berlusconi...
    Pm – Ma all’aperto, nel patio o dentro una camera da letto? Non lo so.
    Fiorani – In una... era una stanza, un soggiorno dove Berlusconi... ha un soggiorno suo, uno dei tanti soggiorni che aveva lí, che poi mi sono andato a vedere tutta la... lui era... Gigi Grillo... io sono rimasto in disparte, mi ricordo la scena come è avvenuta, no, io sono rimasto in disparte. Gigi Grillo: «Guarda queste carte, da’ un’occhiata a queste carte». Cesare Previti, insieme a Grillo, diceva: «Da’ un’occhiata a queste carte», perché Cesare Previti già allora aveva detto a Gigi Grillo: «Se poi l’operazione va in porto, mi raccomando, che sia mio figlio a prendersi l’incarico di fare il legale». Berlusconi era abbastanza...

    Pm – Previti, scusi, Previti prima aveva parlato solo con Grillo o anche con lei?
    Fiorani – Prima solo con Grillo. Io Previti non l’ho mai conosciuto, solo in quella circostanza.
    Pm – Quindi in quell’occasione Previti...
    Fiorani – L’ho conosciuto.
    Pm – ...L’ha conosciuto e ha anche caldeggiato.
    Fiorani – A Grillo, il fatto...
    Pm – E a Berlusconi pure, mi pare di aver capito, no?
    Fiorani – Sí, sí, ha detto: «È anche un bel progetto...». Io li vedevo che parlavano loro tre, io ero distante, ero rimasto distante... forse perché Berlusconi non aveva confidenza con me, e quindi si era messo in disparte. Poi Berlusconi ci ha preso tutti quanti, su questi suoi pulmini, ci ha fatto visitare tutto il suo giardino, ’sto parco enorme, tre ore di visita [...]. C’era una zona, un’isola che lui aveva creato, con una cascata...

    – L’isola era nel lago?
    Fiorani – Sí, quel lago famoso che è una piscina-lago. E poi c’era questa camera fatta tutta di un legno particolare che ha fatto arrivare non so da dove, e... mi ricordo che ci ha fatto vedere, ci ha illustrato tutti... conosceva, ci raccontava che ci diceva le piante una per una, nominandole per nome, sapendo che ogni pianta era stata...
    Pm – Presa in Australia...
    Fiorani – Presa in Turchia, in Australia, dappertutto... si era fatto... alle due e mezza, tre meno un quarto.
    Pm – Poi siete andati a mangiare.
    Fiorani – Siamo andati a pranzo, sí, ma questo dalla mattina. La conversazione era molto forbita, riguardava di questa sua casa, delle sue passioni che aveva, in particolare di questi cactus.
    Pm – Faceva caldo?
    Fiorani – Enorme. Enorme, un caldo afoso, tant’è che... le racconto un particolare che non c’entra nulla, ma glielo racconto per dire come mi ricordo tutti i particolari, che quando Gigi Grillo mi ha detto: «Ma cosa gli portiamo a Berlusconi?», io ho detto: «Mah, non lo so, non ho assolutamente idea»... no, un cactus di quelli... che io ero andato a prendere, tra l’altro, di mattina in un negozio che c’era lí. E quando siamo andati alla mattina e siamo arrivati col «tenderino» fino al molo dove c’era... perché siamo andati non con la macchina, ma siamo entrati... Previti è arrivato con la macchina, io e Grillo siamo entrati invece con una barchettina che aveva preso lui.

    Pm – Col cactus?
    Fiorani – Col cactus nel cartone. E io ho detto a Berlusconi, ho detto... Grillo
    gli ha detto alle guardie che ci hanno accolto al molo, ha detto: «Guardi questo sarebbe il presente per il presidente del Consiglio». E loro ci hanno detto: «Prego, portàtelo pure su». Ma questo pesava, mi ricordo, non so se quaranta chili di cactus, per cui insomma... per cui ci siamo messi lí... veramente, abbiamo fatto un dislivello di 400 o 500 metri sotto il peggior sole, era il 10 luglio... o l’11 luglio, San Lorenzo. Sono arrivato... Grillo era, non so perché aveva questa energia enorme, era ancora in forma, io sono arrivato letteralmente bagnato, completamente bagnato. Ve lo racconto solo per darvi la cronistoria di come è avvenuta la verità dei fatti: bagnato, ma bagnato fradicio, mi ricordo...
    Pm Fusco – Eravate in giacca e cravatta, magari?
    Fiorani – No, perché il protocollo era previsto di stare tutti in bianco, camicia bianca e pantaloni bianchi. Per cui siamo entrati... è stata una cosa incredibile. Sono arrivato lí e ho detto, lui aveva appena fatto il trapianto, aveva appena fatto ’sto...
    Pm Fusco – Ci aveva...?
    Fiorani – La bandana no, aveva il cappello... tipo safari. Comunque...


    Pm Fusco – Ma bermuda o pantalone?
    Fiorani – Pantalone lungo. Per cui sono arrivato lí e ho detto: «Adesso come faccio a salire in queste condizioni, mi caccia via», infatti avevo chiesto ai domestici se potessi entrare in una saletta dove potevo riprendermi un attimo, prima che arrivassero.
    Pm Greco – Quando si comincia a sudare è micidiale, si continua, uno prova in tutti i modi, no? Fermi immobili (parole incomprensibili, voci sovrapposte).
    Fiorani – Peggio, peggio, peggio. Allora dopo aver depositato il cactus, le guardie sempre dietro, non hanno fatto neanche una piega, perché...
    Avv. Mazzola – Manco un aiuto, niente?
    Fiorani – Assolutamente. Allora Grillo è andato fuori come... Previti nel frattempo è arrivato, hanno parlato con Berlusconi e sono rimasti un po’ lí (pp. ii., a bassa voce). Io non ce la faccio. Continuo a buttare fuori sudore, piú penso ad asciugarmi piú butto fuori sudore, vado fuori, faccio finta di niente. Appena ho cercato di andare fuori le guardie mi hanno subito ripreso che non potevo muovermi, sono rimasto in questa stanzetta fino a che... fino a che è arrivato dopo lui, mi ha visto un po’ cosí, non ha fatto particolari commenti, li avrà fatti nella sua mente, ma con me non li ha fatti. Io ero... ero distrutto dal caldo e dal sudore. Gli diamo questo cactus, lui comincia... si apparta un attimo con Previti e con Grillo, guardano queste carte, ma lui si dimostra disinteressato, non piú di tanto a queste carte, e comincia invece a farci vedere la casa, a illustrarci la casa, e tutto quanto.

    Pm Fusco – L’unico nuovo era lei?
    Fiorani – Sí, sí, io, si vedeva che ero proprio spaesato, completamente, e loro erano molto in confidenza... molto in confidenza.
    Pm Greco – Ma c’erano già stati gli altri due.
    Fiorani – Sicuramente perché Previti conosceva tutto quanto, Grillo non...
    Pm Greco – Lei non era allenato a portare i cactus da Berlusconi.
    Fiorani – Una cosa allucinante, poi lei immagina portare un cactus cosa vuol dire?
    Pm Greco – Ma c’era il cartone, non è che c’erano le spine.
    Fiorani – Ha detto bene, c’era anche il cartone, con la differenza che le spine pungono [...]. Gli ho detto a mia moglie, l’altro giorno, è venuta a trovarmi, le ho detto: «Guarda...» [pp. ii., a bassa voce].
    Pm Fusco – Tutto è nato da quel cactus.
    Fiorani – Gli ho detto cosí: «C’è ancora la camicia quella... tienila per ricordo, va là, cosí, quella bucata» perché poi si è tutta bucata.
    Pm Fusco – Si era bucata?
    Fiorani – Si era bucata.
    Avv. Mazzola – Ma si era ferito? Scusi, se si buca la camicia.
    Fiorani – Certo, ma certo. Non me lo sono mica... pungeva e pungeva parecchio, la camicia era bucata dalle punte del cactus. Ma comunque... e l’abbiamo ancora lí questa camicia bianca. Non l’ho piú indossata, ma l’ha conservata. Ma gliel’ho detto per dire, tutto è partito da lí.


    Pm Greco – Lei ha detto il 14 luglio?
    Fiorani – Era il 10 o l’11 luglio. Mi ricordo questa circostanza.
    Avv. Mucciarelli – Ha detto che era San Lorenzo?
    Fiorani – Sí, sí. Era il giorno piú caldo in assoluto da...
    Pm Perrotti – San Lorenzo è il 10 agosto.
    Avv. Mucciarelli – L’11 luglio è il lunedí in cui arriva l’autorizzazione.
    Fiorani – Perché io ero in vacanza in Sardegna, lui era in vacanza in Sardegna, quindi era agosto.
    Pm Greco – Agosto 2004, San Lorenzo.
    Pm Fusco – Giornata indimenticabile.
    Pm Greco – Ma almeno un bagno in piscina, niente?
    Fiorani – Ci ha messo sui pulmini e ci ha... [interventi inintelligibili a causa di voci sovrapposte].
    Pm Fusco – Putin, doveva ricevere Putin.

    Fiorani – Stavano finendo l’anfiteatro, insomma, lui continuava a raccontarmi, a raccontare, a me no perché mi ignorava, ma raccontava a Previti che questo anfiteatro sarebbe stato bellissimo, insomma... va be’. E cominciamo, comunque, facciamo ’sto pranzo, in questo pranzo loro... dalla fine del pranzo Previti e Grillo si mettono da parte, mi ricordo, sotto a questa veranda, e cominciano a raccontargli ancora di questo progetto, gli spiegano un po’ questo progetto, e la cosa finisce lí. Lui mi saluta, non mi accenna piú di tanto, mi accenna appena la frase: «Ma comunque lei basta che vada a vedere il governatore, se è d’accordo il governatore... so che il governatore con lei ha un eccellente rapporto, per cui se ne parla con lui, a me sembra una bella idea». Punto, finisce lí.
    Pm Fusco – Le slide non gliele fa vedere?
    Fiorani – Le fa vedere Grillo, è una fotocopia che lui non trattiene...




    Dagospia 07 Luglio 2006



    Militanti della Cdl, cosidetta, niente da dire?
    che devono dire???

    Sembra una sceneggiatura del Padrino....

  4. #4
    Servono legalità e giustizia
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    Predefinito Onorevoli wanted!!!!

    Ma è giusto che i condannati in via definitiva siano eletti per legiferare? è uno scandalo!!! via dal parlamento!

  5. #5
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    Come ebbe a dire all'annuncio della famosa "Discesa in Campo" con noi il "fior-fiore" dell'imprenditoria e dei professionisti...

    Se questi sono il "fior-fiore" lascio immaginare chi siano i peggiori....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da momoti
    ma Gomez chi Gomez è ?
    Gomez
    Beh, certo.
    Mica si va a leggere i FATTI che uno riporta, PRIMA.
    PRIMA si va a leggere il NOME.
    E se il nome non "suona" bene; dei FATTI, che cippa ce ne frega.

    E' berlusconia, baby ...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da T34
    che devono dire???

    Sembra una sceneggiatura del Padrino....
    Manco Mario Puzo si sarebbe potuto immaginare un cactus di 40 kili ...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Beh, certo.
    Mica si va a leggere i FATTI che uno riporta, PRIMA.
    PRIMA si va a leggere il NOME.
    E se il nome non "suona" bene; dei FATTI, che cippa ce ne frega.

    E' berlusconia, baby ...
    Forse perchè spesso già il nome di chi scrive certe cose, vuol dire tutto.

  9. #9
    Forumista esperto
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    francamente non capisco cosa avrebbe fatto di male Berlusconi.. che poi egli sia attorniato da personaggi come Grillo e Previti non mi pare una novità... insomma è tanto carina quanto grottesca questa trascrizione...

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    what's the big deal ?
    in queste intercettazioni, sul cactus e via dicendo?

    mi pare un assembramento di grasse lavandaie sessualmente frustrate di fronte a una montagna di panni sporchi dei propri mariti puttanieri.
    quand'è che comincerete a scrivere delle cose che valga la pena leggere ?

    no, piace il pruriginoso.
    e siete selettivi, ergo poco seri.
    e a furia di ripetervi, avete rotto le balle.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

 

 
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