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  1. #11
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    La Cina accusa gli Stati Uniti: "Con il Web fomentano la rivolta in Iran"

    Il quotidiano del partito comunista cinese, People Daily, ha attaccato ancora gli Usa sulla questione Internet accusandoli di aver montato una "brigata di hacker" e di sfruttare i social network come Twitter e Youtube per fomentare la rivolta in Iran.
    Non è una novità nè una falsità, perlomeno in parte. Durante le porteste elettorali in Iran, Twitter chiuse per una manutenzione programmata da tempo; intervenne il Dipartimento di Stato USA a farlo riaprire.
    dietro le quinte, abbiamo fatto molto. Come sapete, i giovani ... uno dei nostri giovani del Dipartimento di Stato ha scritto a Twitter "Continuate", nonostante il fatto che avevano previsto una sosta tecnica. Così abbiamo fatto molto per rafforzare i manifestanti senza esporci. E continuiamo a parlare e a sostenere l'opposizione.
    Hillary Clinton
    La "rivoluzione" iraniana per quanto mi riguarda rientra nello schema delle "rivoluzioni colorate", come in Ucraina e Georgia:
    Un ruolo decisivo nel costruire l'opposizione di massa è stato giocato dall'utilizzo di sondaggi ed exit poll, e dalle denunce di brogli che hanno convinto migliaia di persone a protestare contro i governi in carica.
    Tutte le rivoluzioni colorate coronate da successo, infatti, hanno utilizzato le elezioni indette dai governi in carica come scintilla per provocare indignazione, sia a livello nazionale che internazionale.
    Nel periodo precedente alle elezioni, una serie di sondaggi commissionati dai movimenti e dalle ONG che avrebbero dato vita alle rivoluzioni cominciarono a costruire l'idea che il movimento di opposizione al governo in carica godesse effettivamente di grandi percentuali di consenso. Durante le elezioni, osservatori e gruppi di attivisti preparati da organizzazioni europee (come l'OSCE) o statunitensi (National Democratic Institute di Madeleine Albright o l'International Republican Institute) denunciarono poi brogli, confermati dalla discordanza tra i risultati presentati dal governo in carica e quelli presentati dagli oppositori con sondaggi ed exit poll. «Ho rifiutato di continuare a partecipare al monitoring quando ho capito che le organizzazioni georgiane che lo promuovevano volevano far crollare il regime più che avere elezioni libere» ha spiegato Gia Jorjoliani del Centro per gli studi sociali di Tblisi.
    La denuncia di elezioni truccate, generalmente ripresa dai media internazionali e confermata dagli osservatori inviati dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti (legati alla galassia delle ONG che hanno finanziato e sostenuto le Rivoluzioni Colorate), ma negata dagli osservatori della Comunità degli Stati Indipendenti, ha in tutti i casi spinto migliaia di persone a scendere in piazza.
    Manifestazioni pacifiche ma tenaci, con presidi permanenti nelle piazze e nelle principali arterie delle capitali, hanno portato i presidenti a rassegnare le dimissioni ed a indire nuove elezioni. Nel secondo turno, quindi, i partiti di opposizione hanno ottenuto una maggioranza spesso schiacciante (addirittura il 96% per Mikheil Saakašvili in Georgia, l'88,9% a Kurmanbek Bakiyev in Kirghizistan).
    Rivoluzioni colorate - Wikipedia
    Il brutto è che la gente, ma probabilmente anche una parte dei politici coinvolti, non ne è consapevole, dunque prende anche mazzate o proiettili non sapendo di essere manipolata e di stare lavorando per un colpo di Stato, più che per una rioluzione.

  2. #12
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da Sigurd Visualizza Messaggio
    Comunque non puoi paragonare la censura interna Cinese, legittima, per quanto possa essere sbagliata da un punto di vista morale, e il bombardamento via Internet che subisce l'Iran, che, oltre a essere sbagliato, rappresenta un intromissione in faccende interne dell'Iran.
    In un mondo globalizzato NON esistono più faccende interne per il semplice motivo che gli stati INTERAGISCONO fra loro.

    Ti saresti mai aspettato slo cinquant'anni fa il Jihad islamico globale che parte da una visione oscurantista Wahabita?

    Oggi NON ci possiamo permettere stati DITTATORIALI che non abbiano un minimo garantito di DEMOCRAZIA.

    non certo con le armi nucleari a portata di pazzi fanatici.

  3. #13
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Non è una novità nè una falsità, perlomeno in parte. Durante le porteste elettorali in Iran, Twitter chiuse per una manutenzione programmata da tempo; intervenne il Dipartimento di Stato USA a farlo riaprire.

    La "rivoluzione" iraniana per quanto mi riguarda rientra nello schema delle "rivoluzioni colorate", come in Ucraina e Georgia:

    Il brutto è che la gente, ma probabilmente anche una parte dei politici coinvolti, non ne è consapevole, dunque prende anche mazzate o proiettili non sapendo di essere manipolata e di stare lavorando per un colpo di Stato, più che per una rioluzione.
    Che forse cìè bisogno di essere manipolate dall'esterno per scoprire che si è schiacciati da regime di folli teocratici?

    Se foste intellettualmente onesti vi chiedreste:

    IO ACCETTEREI DI VIVERE SOTTO SIMILI REGIMI?

    C' è un'assurdità ideologica negli estimatori dei regimi dittatariali per antiamericanismo militante, che si professano ANTIFASCISTI ma inneggiano a REGIMI FASCISTI ATTUALI partendo dal presupposto che gli AURTOCTONI DEVONO essere felici di subirli.

    Si vede che la RESISTENZA ha valore solo se falce e martello.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da caronte Visualizza Messaggio
    :

    IO ACCETTEREI DI VIVERE SOTTO SIMILI REGIMI?
    ci sono certamente più suicidi negli Usa che in Iran
    DEFORME AUTENTICO

  5. #15
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da marocchesi Visualizza Messaggio
    ci sono certamente più suicidi negli Usa che in Iran
    Hai dei dati statistici?

    Informati

    iran Cresce in Iran il numero dei suicidi, soprattutto tra i giovani - Asia News
    Cresce in Iran il numero dei suicidi, soprattutto tra i giovani
    Ogni giorno 13 persone si tolgono la vita, la loro età media è di 29 anni e gli uomini sono il triplo delle donne. Negli ultimi anni il fenomeno si è diffuso anche tra gli studenti.

    Teheran (AsiaNews) – Aumenta il numero di suicidi in Iran. Nel Paese, ogni giorno, ci sono 13 persone che si suicidano. La loro età media è di 29 anni e per ognuno che porta a termine il suo proposito, altri, tra 8 e 25, provano a compierlo. Il ministero della Sanità, citato dal quotidiano on line Rooz, riferisce anche che gli uomini che portano a compimento il suicidio sono il triplo delle donne, che però sono il triplo degli uomini che tentano di uccidersi.

    Se la diffusione geografica del fenomeno mostra che esso riguarda soprattutto le zone pi povere del Paese, ossia le province di Ilam, Bushehr, Kahkilooieh e Boyeer-Ahmad, Khuzestan, Fars e Kerman, sono i giovani il gruppo più numeroso di coloro che tentano di suicidarsi. Secondo un rapporto dell'Organizzazione nazionale della gioventù (Sazemane Melli Javanan) la metà dei giovani iraniani con meno di 29 anni è "disturbata", mentre il 40,2% di tutti i giovani soffre di qualche problema mentale.

    I giovani che si tolgono la vita, secondo il dr. Moinfar, analista di fenomeni sociali, per lo più hanno notevoli potenzialità, ma per l'incomprensione di coloro che li circondano, perdono la speranza e tentano di suicidarsi. Negli anni recenti, il suicidio si è diffuso anche tra gli studenti, specialmente tra quelli che sono lontano da casa e vivono nei dormitori. In una ricerca compiuta nel 2003, Moinfar sostiene che "alcuni dei responsabili universitari mancano di una approfondita esperienza e così non sono capaci di capire i giovani e i loro problemi. Quando uno studente minaccia di suicidarsi, pensano che sta mettendo una scusa per qualche ragione. Ma ogni 100 suicidi minacciati, fra due e quattro vengono portati a termine".

    Il suicidio si sta diffondendo tra le donne. Secondo il governatore della provincia di Ilam, quella che ha il maggior numero di suicidi, su una popolazione di 580mila abitanti, ogni anno ci sono circa 400 suicidi, 220 dei quali compiuti da donne. Che per la maggior parte si tolgono la vita gettandosi nel fuoco. "La struttura tradizionale della famiglia iraniana – spiega la sociologa Shahla Amadeh – specialmente tra i nomadi ed i gruppi etnici, in province come Ilam, che è costruita sul predominio maschile, è il motivo di questo tipo di suicidi. In questa cultura, le giovani talvolta sono costrette al matrimonio e questo è riconosciuto come una delle cause dei suicidi di donne. Un'altra causa dei suicidi femminili va riconosciuta nelle sfavorevoli condizioni sociali o in avvenimenti spiacevoli come violenza o maltrattamenti a causa dei loro sentimenti o passioni. Per esempio, due anni fa nella zona fu proiettato un film che mostrava giovani universitarie che facevano festa a Tabriz. Due delle giovani riprese nella pellicola si sono così preoccupate per il danno all'onore della loro famiglia e per le possibili reazioni dei padri che si sono uccise.

    Iran, è il suicidio la seconda causa di mortalità nel Paese

    Secondo i dati di alcuni ospedali e medici locali, la maggioranza dei casi di suicidio si verifica nel mondo femminile. Allarme anche dal mondo giovanile.


    Tehran (AsiaNews) – Il suicidio, in maniera particolare delle donne, è divenuto la seconda causa di morte in Iran. Ogni giorno, l'ospedale Loqman della capitale ricovera decine di pazienti che hanno cercato di togliersi la vita in vari modi, ma questo ed altre strutture sanitarie cercano di tenere nascosta la cosa.

    Questo modo di comportarsi è frutto della pressione del governo islamico ma anche di una autonoma decisione dei medici, che temono un ulteriore aumento dei suicidi.

    Secondo il quotidiano Sedaya Edalat, il presidente dell'Organizzazione medica iraniana avrebbe ordinato di "non comunicare alcun dato ufficiale al riguardo". Cià malgrado, notizie di diversi tentativi di suicidio – riusciti o meno – appaiono ogni giorno sulla stampa nazionale.

    Il dr. Hasan Zadeh, che ha condotto una ricerca sul fenomeno, punta il dito contro un dato allarmante: "Se nel mondo assistiamo ad un suicidio femminile ogni tre maschili, in Iran il dato quasi si capovolge". E' impossibile fornire stime certe, ma "le donne si levano la vita con più frequenza degli uomini".

    Una macabra conferma viene dalla Scuola di medicina Mazandaran, che ha analizzato 318 cadaveri carbonizzati negli ultimi due anni: di questi, l'83 % era di donna. Il suicidio per auto-combustione rappresenta il 50 % dei casi totali.

    Nella regione del Lorestan, invece, l'allarme proviene dal mondo giovanile: il 45 % dei suicidi che avvengono qui, infatti, portano alla morte i giovani compresi fra i 10 ed i 19 anni. Inoltre, secondo i dati del Loqman, fra il 1999 ed il 2003 sono stati ricoverati 60 bambini fra i 6 ed i 13 anni per tentato suicidio.

    Le cause sono ignote, anche se molti puntano il dito contro le situazioni familiari che si creano soprattutto in alcune zone rurali ed i rapporti coniugali.

  6. #16
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Che forse cìè bisogno di essere manipolate dall'esterno per scoprire che si è schiacciati da regime di folli teocratici?
    Dimostrami con i fatti che la rivoluzione verde in Iran non è stata manipolata, invece. E dimostrami che Ahmadinejad non ha vinto le elezioni, prima di questo. A qual punto riparleremo di regimi e quant'altro.
    Se foste intellettualmente onesti vi chiedreste:
    IO ACCETTEREI DI VIVERE SOTTO SIMILI REGIMI?
    Oh, c'è chi accetta di veder eletti i propri presidenti tramite Reality Show.
    Ma per rispondere alla tua domanda: nella mia attuale condizione, cresciuto con un certo tipo di valori, no, non accetterei di vivere sotto un regime come quelli che tu descrivi. Non accetterei nemeno di vedere il mio Paese servo di altri. Né di vederlo coinvolto in conflitti che non lo riguardano. Né di vedere persone provenienti da altre zone del mondo dirmi come devo vivere.
    C' è un'assurdità ideologica negli estimatori dei regimi dittatariali per antiamericanismo militante, che si professano ANTIFASCISTI ma inneggiano a REGIMI FASCISTI ATTUALI partendo dal presupposto che gli AURTOCTONI DEVONO essere felici di subirli.
    Si vede che la RESISTENZA ha valore solo se falce e martello.
    Aridaje, mi stai ancora dando del comunista? Non ne azzecchi una, lo sai?
    Ribadisco: dimostrami che le elezioni iraniane sono state falsate in misura tale da ribaltarle. Poi ne riparleremo.

    Per quanto riguarda i "regimi fascisti"... mi sai dire niente dell'Arabia Saudita, che spende cento miliardi di dollari ogni anno per propagandare in tutto il mondo (non solo musulmano) la più fondamentalista visione dell'Islam sunnita che esista? la stessa che ha ispirato Osama Bin Laden? Alleati degli USA; ah, d'accordo, non li si può toccare.
    Parliamo di altri? L'elenco dei dittatori dell'America Latina è lungo.
    Parliamo dei generali pakistani? Dell'ISI pakistana che armava i Taleban? Del fatto che molti leaer Taleban erano sul libro paga degli USA fino al 2001?
    Parliamo del sostegno alla lotta al narcotraffico che viene devoluto ogni anno alla Birmania, e che viene utilizzato per tutt'altri scopi, non da ultomo lo stesso narcotraffico?
    Già che ci siamo, parliamo un po' delle elezioni Afghane. Chi le ha vinte, e come?

    Ti consiglio un'altra lettura, a proposito. Arriva dal Washington Post, noto giornale fondamentalista ed ooscurantista:

    Il popolo iraniano parla

    di Ken Ballen e Patrick Doherty*

    I risultati elettorali in Iran potrebbero riflettere la volontà del popolo iraniano. Molti esperti stanno sostenendo che il margine di vittoria del presidente in carica, Mahmoud Ahmadinejad, è stato il risultato di frodi o manipolazioni, tuttavia il nostro sondaggio dell’opinione pubblica iraniana a livel-lo nazionale tre settimane prima del voto mostrava Ahmadinejad in testa con un margine di oltre 2 a 1 – superiore a quello con cui apparentemente ha vinto nelle elezioni di tre giorni fa.
    Mentre i servizi giornalistici da Tehran nei giorni che hanno preceduto il voto rappresentavano una opinione pubblica iraniana entusiasta del principale avversario di Ahmadinejad, Mir Hossein Mussavi, il nostro campionamento scientifico in tutte e 30 le province dell’Iran mostrava Ahmadinejad in testa di parecchio.
    I sondaggi nazionali indipendenti e non censurati dell’Iran sono rari. Di solito, i sondaggi pre-elettorali vengono condotti o monitorati dal governo, e sono notoriamente inaffidabili. Invece, il sondaggio realizzato dalla nostra organizzazione no-profit dall’11 al 20 maggio era il terzo di una serie negli ultimi due anni. Condotto per telefono da un Paese confinante, le rilevazioni sul campo sono state eseguite in Farsi da una società di sondaggi il cui lavoro nella regione per conto di ABC News e della BBC ha ricevuto un Emmy Award. Il nostro sondaggio è stato finanziato dal Rocke-feller Brothers Fund.
    L’ampiezza del sostegno per Ahmadinejad era evidente nel nostro sondaggio pre-elettorale. Nel corso della campagna elettorale, ad esempio, Mussavi ha sottolineato la sua identità di azero, il secondo gruppo etnico in Iran dopo quello dei persiani, per cercare di accattivarsi gli elettori azeri. Il nostro sondaggio indica, tuttavia, che gli azeri preferivano Ahmadinejad a Mussavi nel rapporto di due contro uno.
    Gran parte dei commenti hanno rappresentato i giovani iraniani e Internet come precursori del cam-biamento in queste elezioni. Ma il nostro sondaggio ha scoperto che solo un terzo degli iraniani hanno accesso a Internet, mentre, di tutti i gruppi di età, quello dei giovani fra i 18 e i 24 anni com-prendeva il blocco di voti più forte a favore di Ahmadinejad.
    Gli unici gruppi demografici nei quali Mussavi era in testa o competitivo rispetto ad Ahmadinejad, secondo i risultati del nostro sondaggio, erano gli studenti universitari e i laureati, e gli iraniani con la fascia di reddito più alta. Quando è stato realizzato il nostro sondaggio, inoltre quasi un terzo de-gli iraniani erano ancora indecisi. Tuttavia, le distribuzioni di riferimento che abbiamo trovato allora rispecchiano i risultati riferiti dalle autorità iraniane, il che indica la possibilità che il voto non sia il prodotto di frodi diffuse.
    Alcuni potrebbero argomentare che il sostegno dichiarato per Ahmadinejad da noi rilevato riflettesse semplicemente la riluttanza degli intervistati impauriti a fornire risposte oneste ai rilevatori. Tut-tavia, l’integrità dei nostri risultati è confermata dalle risposte politicamente rischiose che gli irania-ni erano disposti a dare a un sacco di domande. Ad esempio, quasi quattro iraniani su cinque – compresa la maggioranza dei sostenitori di Ahmadinejad – hanno detto di voler cambiare il sistema politico per avere il diritto di eleggere la Guida Suprema, che attualmente non è soggetta al voto popolare. Analogamente, gli iraniani hanno definito libere elezioni e una libera stampa come le loro priorità più importanti per il governo, praticamente alla pari con il miglioramento dell’economia nazionale. Non propriamente risposte "politically correct" da esprimere pubblicamente in una società generalmente autoritaria.
    Anzi, e coerentemente in tutti e tre i nostri sondaggi nel corso degli ultimi due anni, più del 70 % degli iraniani si sono detti favorevoli a dare pieno accesso agli ispettori sugli armamenti, e a garantire che l’Iran non sviluppi o possieda armi nucleari, in cambio di aiuti e investimenti esterni. E il 77 % degli iraniani era favorevole a rapporti normali e commercio con gli Stati Uniti, un altro dato in accordo con i nostri risultati precedenti.
    Gli iraniani considerano il loro sostegno a un sistema più democratico, con rapporti normali con gli Stati Uniti, in armonia con il loro appoggio ad Ahmadinejad. Non vogliono che lui continui con le sue politiche intransigenti. Invece, gli iraniani apparentemente considerano Ahmadinejad il loro negoziatore più tosto, la persona meglio posizionata per portare a casa un accordo favorevole – una sorta di Nixon persiano che va in Cina.
    Le accuse di frodi e manipolazioni elettorali serviranno a isolare ulteriormente l’Iran, e probabil-mente ne aumenteranno la belligeranza e l’intransigenza nei confronti del mondo esterno. Prima che altri Paesi, compresi gli Stati Uniti, saltino alla conclusione che le elezioni presidenziali iraniane sono state fraudolente, con le conseguenze serie che accuse di questo tipo potrebbero portare, essi dovrebbero valutare tutte le informazioni indipendenti. Potrebbe darsi semplicemente che la rielezione del presidente Ahmadinejad sia quello che voleva il popolo iraniano.

    Ken Ballen è presidente di "Terror Free Tomorrow: The Center for Public Opinion", un istituto senza fini di lucro che si occupa di ricerche sugli atteggiamenti nei confronti dell’estremismo. Pa-trick Doherty è vice direttore dell’"American Strategy Program" presso la "New America Founda-tion". Il sondaggio condotto dai due gruppi dall’11 al 20 maggio si basa su 1.001 interviste in tutto l’Iran, e ha un margine di errore di 3,1 punti percentuali.
    Traduzione di Ornella Sangiovanni per Osservatorio Iraq

    Fonte: Ken Ballen and Patrick Doherty - Polling in Iran Shows Real Support for Ahmadinejad - washingtonpost.com

  7. #17
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da caronte Visualizza Messaggio
    Hai dei dati statistici?

    Informati
    sei il classico povero , guarda qui:




    quindi tutto ciò che hai scritto sino ad ora è solo una marea di cazzate
    DEFORME AUTENTICO

  8. #18
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Si vede che mi spiego male.

    Sono convintissimo che la maggioranza del popolo iraniano ha votato Ahmadinejad, ma devi tener conto del grado di ANALFABETISNO dei villaggi rurali. Io non sono PER L'AUTODETERMINAZIONE dei popoli quando questi fanno riferimento ad una FEDE.

    Teocrazie e democrazie NON possono coesistere nello stesso pianeta, non più nel villaggio globale.

  9. #19
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da marocchesi Visualizza Messaggio
    sei il classico povero , guarda qui:




    quindi tutto ciò che hai scritto sino ad ora è solo una marea di cazzate
    La seconda causa di morte in Iran è una cazzata?
    Vedila in proporzione per numero di abitanti se ti riesce.

  10. #20
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da blobb Visualizza Messaggio
    si e invece gli usa che sono 50 anni che fanno guerre a dx e sx sono bravi...
    con l'unica differenza che iran e cina lo fannno a casa loro invece gli usa massacrano gli altri.....
    L'Iran ha avuto una guerra con l'Iraq quindi non è stato poi così casalingo come pretendi.

    Citazione Originariamente Scritto da marocchesi Visualizza Messaggio
    sei il classico povero , guarda qui:




    quindi tutto ciò che hai scritto sino ad ora è solo una marea di cazzate
    La cazzata è stata tirare in ballo il tasso di suicidi che non c'entra nulla con le differenze tra una teocrazia aperta e un governo democraticamente eletto..


    A proposito il tasso di suicidi è più alto in Cina che negli USA.

 

 
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