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  1. #41
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da caronte Visualizza Messaggio
    D'accapo.

    L'Iran è un paese totalitario a base teocratica, è un'assurdità sociale.
    Un abominio della ragione.

    Sai cosa sono i LUMI?

    Ti riconosci nel principio base di Valtaire?

    "Non sono d'accordo con quello che dici...
    ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee."

    Se sì questo ha valore universale, non ci possono essere dei distinguo.
    Se NO abbiamo chiuso il discorso.

    Sei un islamico?

    Se lo sei E'PALESE che rifiuti la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Uomo Versione OCCIDENTALE perchè è TROPPO incentrata sull'INDIVIDUO.
    La nostra E' TALMENTE IDIOTA che indica L'INDIVIDUO come portatore di DIRITTI INALIENABILI.


    La Carta Versione Islamica è invece INCENTRATA sulla SOCIETA' ISLAMICA, i diritti individuali sono solo FUNZIONALI AD ESSA ,solo in essa e solo per gli islamici sono riconosciuti.
    Se esci dalla UMMA sei MORTO.

    Gli altri sono Dhimmi.

    Ci considerano talmente babbei che si rifanno ai NOSTRI DIRITTI INALIENABILI quando li pretendono PER LORO, e hanno RAGIONE.

    POCHI ILLUMINATI OCCIDENTALI sanno che NON riconoscono la NOSTRA CARTA nelle loro SOCIETA' ma ne hanno stilato una LORO con la MORTE PER APOSTASIA.

    quindi carte in tavola,
    sei islamico?
    L'Iran non è un paese totalitario,ci sono partiti
    ci sono minoranze religiose rispettate con tanto
    di rappresentanti in parlamento.

  2. #42
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Iranian Jews

    Ebrei in Iran.

    http://www.irib.ir/worldservice/ital...spec/ebrei.wmv

    Ebrei in Iran..servizio della Rai,la fonte quindi è neutra
    e poco sospettabile di simpatie "islamiche".

  3. #43
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica



    Cristiani celebrano il natale in Iran.
    La propaganda atlantista,per sua natura bugiarda aveva
    messo in giro voci fasulle su "persecuzioni" anticristiane in Iran.
    In Iran in realtà i cristiani godono di tutti i diritti garantiti alle minoranze,possono celebrare il Natale e hanno anche
    loro un rappresentante fisso in parlamento.

  4. #44
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Shirin Ebadi: dialogo e informazione per la democrazia in Iran


    Giorgio Beretta

    Martedì, 07 Luglio 2009


    Succede spesso che le vicende quotidiane di alcune parti del mondo vengano completamente ignorate, ma che da un giorno all'altro, determinati accadimenti monopolizzino l'attenzione del mondo.

    È quello che sta accadendo in questi giorni a Teheran, dove violenti scontri di piazza sono scoppiati a seguito delle elezioni presidenziali che hanno portato alla conferma del presidente uscente Mahmus Ahmadinejad.

    Se ne è parlato nei giorni scorsi a Trento, con l'avvocato e attivista iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003, ospite della Provincia Autonoma di Trento, del Forum trentino per la pace. Il Nobel è presente in Regione su invito della Fondazione Langer per ritirare il Premio internazionale indetto dall'omonima Fondazione di Bolzano e dedicato ai "costruttori di pace". Quest'anno è stato assegnato a Narges Mohammadi, ingegnere, giornalista, presidente del comitato esecutivo del Consiglio Nazionale della pace in Iran, vasta coalizione di attivisti nel campo della promozione dei diritti umani, che non ha potuto venire in Italia per gli ostacoli frapposti dal regime iraniano.

    Al suo posto è venuta Shirin Ebadi. Incalzata dalle domande dei giornalisti, Ebadi ha sottolineato la natura profondamente diversa delle proteste in piazza e della reazione del regime: pacifica e lecita la prima (“durante la prima manifestazione non fu spaccato nemmeno un vetro”), violenta ed ingiustificata la seconda, come scrive la Tavola per la Pace. Una repressione, più che una reazione, con arresti, minacce, percosse, feriti e omicidi. Molti omicidi. “Come esempio di brutalità”- ricorda Il Premio Nobel - “durante le irruzioni notturne delle milizie di regime, nel dormitorio dell'Università di Teheran ove cinque studenti furono assassinati nel sonno”.

    Cosa chiede, in concreto, una voce libera come quella dell'avvocato iraniano? “In primo luogo chiedo che vengano immediatamente rilasciati tutti colore che sono stati arrestati, manifestanti, giornalisti e oppositori politici. E che il popolo iraniano abbia il diritto di condannare l'azione del regime senza rischiare ulteriori arresti, o, peggio ancora, omicidi”.

    Ma la sua richiesta non si ferma qui, si sposta dalle piazze iraniane alle nostre, anche quelle virtuali e investe il giornalismo libero della responsabilità di raccontare la resistenza di Teheran, contro una violazione della democrazia che non è una novità di questo mese, in Iran.

    Anche le elezioni precedenti, secondo Shirin Ebadi, furono viziate da brogli e minacce. Una testimonianza libera e senza paura e diffidenza nei confronti di un mondo lontano.”Paura - ragiona Shirin Ebadi con Unimondo a margine dell'incontro – figlia della mancanza di conoscenza che voi occidentali avete verso l'Islam. Colmare questa mancanza è la chiave per un auspicato dialogo tra civiltà, in contrapposizione allo scontro paventato da Huntington.”.

    A conclusione del dibattito, la domanda più attesa: “è possibile la democrazia in Iran?” La risposta, secca, è quella sperata: “ la gente di Teheran sta lottando per quella. E un giorno ci riuscirà.”

    A patto che tutti, compresi noi dei media, siamo testimoni di questo impegno popolare.

    Andrea Dalla Palma

  5. #45
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Vorrei farti notare che parlano sempre di REGIME


    Dai blog iraniani

    sabato 9 gennaio 2010
    Rivoluzione in Iran: più democrazia e religiosi fuori dal governo.
    In Iran ha preso vita una nuova rivoluzione. Il nuovo movimento, l'Onda Verde, ha mobilitato centinaia di migliaia di persone in tutta la nazione per chiedere democrazia e rispetto dei diritti umani. Il regime ha risposto sparando e uccidendo decine se non centinaia di persone, ma le notizie che giungono fino a noi sono quelle dei blog ancora aperti e le immagini quelle su Youtube in quanto nessun giornalista straniero è ammesso nel paese.Profanata per la seconda volta la tomba di Neda Sultan (nella foto), la studentessa caduta sotto i colpi delle forze dell'ordine iraniane durante una delle prime manifestazioni contro il regime, divenuta un simbolo di questa rivoluzione. Apprensione tra gli iraniani in Italia che vorrebbero far sentire la loro solidarietà agli appartenenti al movimento. Ne ho intervistati due che mi hanno raccontato quello che c'era e quello che starebbe accadendo nel paese. Per motivi di sicurezza li chiamerò Amir e Mohsen.


    Domanda: Qual'è la situazione in Iran?
    Risposta Amir: Apro subito una parentesi: qualsiasi iraniano ha una diversa opinione di quanto sta accadendo perché la situazione è molto fluida ed è difficile avere una interpretazione unica. Ho vissuto anche la rivoluzione del 1979 (all'epoca avevo 19 anni) ed ho partecipato alle manifestazioni di allora. Dal mio punto punto di vista noto molta somiglianza con quegli avvenimenti. Quando ho visto la folla dopo le elezioni, mi sono reso conto che, come nel '79 (quando salì al potere Khomenini ndr) questo non è più un movimento di poche organizzazioni o correnti politiche: è diventato un movimento di massa che avrà delle conseguenze. Non rimarrà una cosa isolata.
    D: Rispetto a 30 anni fa però le motivazioni sono differenti...
    R Amir: Sì. Oggi più del 70% degli iraniani sono al di sotto dei trent'anni, è una massa giovane che ha grande voglia di conoscere e comunicare con il mondo e avere uno stile diverso di vita da quello che il regime attualmente propone. Altra motivazione differente rispetto ad allora è che anche dentro il regime iraniano ci sono persone che riconoscono la crescita delle esigenze culturali e sociali della popolazione, oltre che la crescita industriale, e così in Iran è cresciuta la voglia di cambiamento. Questo cambiamento non è ideologico o di regime. La gente ha bisogno di più spazio democratico, oltre ad un miglioramento della situazione economica che è peggiorata. I giovani universitari hanno la tendenza a chiedere una vita più democratica, socialmente aperta. E' questo che sta trainando la società iraniana: un movimento nato e cresciuto internamente alla società del paese, scevro dalle influenze dell'occidente come il marxismo.leninismo o il liberismo che influenzarono i movimenti del '79. Un movimento autentico iraniano, diciamo di Islam democratico che non accetta più di vivere sotto un regime che, proprio per la sua impostazione religiosa, è ormai fallito dimostrando di non poter gestire una società moderna.
    D: Possiamo affermare che la teocrazia non va più bene agli iraniani?
    R Amir: In effetti la teocrazia è arrivata ad un punto di crisi profonda: il potere economico e politico nelle mani di pochissimi individui e la corruzione nelle gerarchie, ha portato il governo ad una paralisi. Questo ha creato più spazi per i movimenti che oggi stanno scendendo in piazza contro il regime.
    D: Molte persone sono state imprigionate e torturate perché hanno manifestato contro il regime di Ali Khamenei, la guida suprema del paese. Quali sono le notizie che arrivano in occidente riguardo queste persone?
    R Mohsen: La libera circolazione delle notizie non è purtroppo garantita in Iran. Molti giornalisti, blogger e operatori sono stati arrestati. In mancanza di libera informazione è molto difficile avere notizie attendibili. Noi iraniani ci informiamo dai blog, dai siti web d’opposizione oppure siamo costretti a cercare le notizie su alcuni fonti d’informazione estere come quello della BBC oppure Voice of America che sono due televisioni in lingua persiana non autorizzate, molto seguite dalla popolazione iraniana.
    D: Il regime ha tagliato dunque tutti i canali con l'esterno della nazione?
    R. Mohsen: Sì, si può dire che il regime iraniano non ama molto le critiche e cerca di controllare tutti i mezzi di informazione. Come dicevo, sono molti i giornalisti arrestati.
    D: Situazione pesante che rischia di radicalizzare il movimento?
    R. Amir: Se i governanti di oggi si accorgessero che andare contro questa massa di centinaia di migliaia di persone radicalizzerà il movimento, probabilmente cercheranno di trovare un compromesso. Ma se decidono di andare allo scontro frontale con la popolazione con l'obiettivo di spaventare la gente per farla restare a casa, come l'esperienza in passato ha dimostrato, proporranno una soluzione provvisoria che a lungo andare non soddisferà nessuno e la situazione esploderà di nuovo e più si va avanti e più diventa certa la radicalizzazione del movimento anti-governativo.
    Arriverà un momento in cui la gente non accetterà solo nuove elezioni, ma vorrà un cambio di regime, Un po' quello che accadde al tempo dello scià: prima la gente voleva un po' di democrazia, poi più lo scià insisteva nella repressione più la massa era decisa a deporlo in favore del regime degli ayatollah, un governo che ha deluso il popolo iraniano.
    D: Insomma: i figli della rivoluzione di allora stanno a loro volta facendo la “loro” rivoluzione per un Islam democratico...
    R Mohsen: Sì, penso che questo in parte sia vero. Il popolo iraniano cerca nuovamente il cambiamento e vuole avere maggiore libertà. La popolazione iraniana è molto giovane e credo che sia comprensibile questa richiesta di libertà e di democrazia.
    D: E' possibile un Islam democratico?
    R. Mohsen: Bisogna capire cosa si intende per Islam democratico, comunque una parte
    dell'opposizione iraniana vede in un leader religioso non eletto un ostacolo per le riforme politiche. Credo che molti pensano che sia possibile vivere in un paese islamico con un governo non necessariamente occupato dai religiosi. Tutto lì.
    D: Libera chiesa in libero Stato?
    R. Mohsen: Sì, praticamente stanno dicendo una cosa simile a questa, sì. Non tutti ma sicuramente una parte del movimento verde.
    R. Amir: Anche prima e dopo la rivoluzione del '79 circolavano due teorie: la prima che voleva la religione islamica al governo, la seconda, sostenuta anche da Montazeri, parlava sì di cultura islamica ma con la religione separata dal governo. Io penso che questa volta, siccome la teocrazia ha fallito, si punterà ad un governo laico con la religione islamica “di fianco”. E' questo che si cercherà di proporre. Poi, secondo me, tutto è in evoluzione perché comunque nella società iraniana – specialmente all'estero – ci sono ancora quelli che sognano il ritorno dello scià, ideologie estreme. La mia vera paura è quello che accadrà dopo queste proteste quando cambierà il regime, perché in quel momento non si potrà più governare per le troppe fazioni che vorranno salire al potere. Spero che l'Iran diventi un paese davvero riformista nel quale l'Islam rimanga “al bordo” del governo tanto da evitare la rinascita di movimenti di estrema destra ed estrema sinistra che in questo momento sono pericolosi per la vita politica del paese.
    D: L'ex primo ministro Moussavi è diventato il leader e la bandiera dell'Onda Verde, come viene chiamato il movimento di protesta contro il governo. Molte le persone uccise durante le manifestazioni, tra esse anche il nipote di Moussavi, molte le persone imprigionate e torturate. Molti esponenti della cultura, come Shirin Ebadi, (la scrittrice iraniana Premio Nobel per la Pace nel 2003) messi a tacere e minacciati dal regime. Moussavi, Ebadi, simboli di questa rivoluzione?
    R Mohsen: Essendo il candidato scelto dall'Onda Verde, Moussavi è sicuramente uno dei leader del movimento, anche se io ho l’impressione che la massa che è scesa negli ultimi mesi nelle strade di Teheran si sia sganciata dai vari leader. Penso che si tratti più di un movimento autonomo che vuole il cambiamento e chiede un sistema politico democratico. Credo invece che la sig.ra Ebadi non abbia un ruolo nella politica dell’opposizione iraniana anche se sta subendo pesanti pressioni per aver denunciato le violazioni dei diritti umani da parte del governo iraniano (la Ebadi è anche avvocato ndr); come dicevo il governo iraniano non ama le critiche e chi difende i diritti umani in Iran rischia moltissimo.
    D: Ruolo comunque importante perché difendere i diritti umani in Iran è difficile, mi pare....
    R Amir: Sì, comunque in Iran c'è stato un grande movimento che piano piano ha combattuto per i diritti umani. In Iran si rischia di finire in prigione senza alcun processo.
    D: L'onda verde: un movimento che vuole la democrazia e il rispetto dei diritti umani senza rinnegare le tradizioni islamiche. Questa, in sintesi la volontà di questi giovani figli della rivoluzione khomeinista?
    R Mohsen: Credo che bisogna essere realisti. Negli ultimi trent'anni la cultura iraniana è stata influenzata pesantemente dall’Islam. I giovani iraniani che sono scesi per le strade di Teheran non rinnegano la religione islamica ma chiedono libertà di espressione, libertà d’opinione, rispetto dei diritti umani come prevede la religione islamica e tutte le religioni…il movimento vuole uno stato democratico ….
    D: Forse troppo presente?
    R Mohsen: non penso che sia l’islam ad essere troppo presente nella cultura iraniana ma è piuttosto l’abuso che viene fatto della religione islamica per affermare il proprio potere.
    D: Il movimento Onda Verde si aspetta un appoggio dalla comunità internazionale? Se sì che tipo di appoggio?
    R. Mohsen: intendiamoci, il movimento verde non ha mai cercato un intervento diretto politico, credo comunque che la comunità internazionale debba avere un ruolo nel cercare di far rispettare i diritti fondamentali dell’uomo, non solo in Iran ma in tutti paesi del mondo. L’interesse economico non deve rendere cechi la dove vengono calpestati i diritti umani.

  6. #46
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Chiacchiere...io guardo solo i fatti.

  7. #47
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Chiacchiere...io guardo solo i fatti.
    E non è un fatto che il capo supremo sia un chierico sciita?
    E non è un fatto che chi MINACCIA DI MORTE i "ribelli" sia un prete di una RELIGIONE DI PACE?

    Noi, il papa RE, lo si è deposto a CANNONATE da quel dì.

  8. #48
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da caronte Visualizza Messaggio
    D'accapo.

    L'Iran è un paese totalitario a base teocratica, è un'assurdità sociale.
    Un abominio della ragione.

    Sai cosa sono i LUMI?

    Ti riconosci nel principio base di Valtaire?

    "Non sono d'accordo con quello che dici...
    ma darei la vita perchè tu possa esprimere le tue idee."

    Se sì questo ha valore universale, non ci possono essere dei distinguo.
    Se NO abbiamo chiuso il discorso.

    Sei un islamico?

    Se lo sei E'PALESE che rifiuti la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Uomo Versione OCCIDENTALE perchè è TROPPO incentrata sull'INDIVIDUO.
    La nostra E' TALMENTE IDIOTA che indica L'INDIVIDUO come portatore di DIRITTI INALIENABILI.


    La Carta Versione Islamica è invece INCENTRATA sulla SOCIETA' ISLAMICA, i diritti individuali sono solo FUNZIONALI AD ESSA ,solo in essa e solo per gli islamici sono riconosciuti.
    Se esci dalla UMMA sei MORTO.

    Gli altri sono Dhimmi.

    Ci considerano talmente babbei che si rifanno ai NOSTRI DIRITTI INALIENABILI quando li pretendono PER LORO, e hanno RAGIONE.

    POCHI ILLUMINATI OCCIDENTALI sanno che NON riconoscono la NOSTRA CARTA nelle loro SOCIETA' ma ne hanno stilato una LORO con la MORTE PER APOSTASIA.

    quindi carte in tavola,
    sei islamico?
    E adesso parti con i lumi, vabbè...
    Ma lo sai almeno che Voltaire è il fautore della teoria dell'Assolutsmo riformatore(il democraticissimo Voltaire eh)?
    Lo sai che Montesquieu diceva già nel '700 che era impossibile trasferire un sistema giuridico o di diritto da un paese all'altro? E parlava della realtà europea, figurati quella mondiale.

  9. #49
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da Sigurd Visualizza Messaggio
    E adesso parti con i lumi, vabbè...
    Ma lo sai almeno che Voltaire è il fautore della teoria dell'Assolutsmo riformatore(il democraticissimo Voltaire eh)?
    Lo sai che Montesquieu diceva già nel '700 che era impossibile trasferire un sistema giuridico o di diritto da un paese all'altro? E parlava della realtà europea, figurati quella mondiale.
    Nel ,700 giusto?

    Ma te guarda il caso che proprio gli arabi sono riusciti ad omologare un impero sotto la Sharija.

    Spiegami il perchè tu devi avere più diritti di un afgano.

    Spiegami il perchè se decidi di diventare musulmano non ti succede nulla ma da musulmano a cristiano o solo ateo ti viene spiccata la testa.

    Sono concetti elementari ma ti danno la misura che se anche gli uomini sono tutti bipedi é LA LORO CULTURA CHE E' INCONCILIABILE.

    Necessita SUBITO uno STANDARD per tutti, a qualsiasi costo.

    LORO ci stanno provando a suon di martiri

  10. #50
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    Predefinito Rif: Da che pulpito viene la predica

    Citazione Originariamente Scritto da caronte Visualizza Messaggio
    Nel ,700 giusto?

    Ma te guarda il caso che proprio gli arabi sono riusciti ad omologare un impero sotto la Sharija.

    Spiegami il perchè tu devi avere più diritti di un afgano.

    Spiegami il perchè se decidi di diventare musulmano non ti succede nulla ma da musulmano a cristiano o solo ateo ti viene spiccata la testa.

    Sono concetti elementari ma ti danno la misura che se anche gli uomini sono tutti bipedi é LA LORO CULTURA CHE E' INCONCILIABILE.

    Necessita SUBITO uno STANDARD per tutti, a qualsiasi costo.

    LORO ci stanno provando a suon di martiri
    fa una cosa... proponi una bella crociata......

 

 
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