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Discussione: Veneto docet

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    A partire dall’unificazione italiana l’establishment politico e culturale italiano influenzato dalle teorie internazionali del razzismo scientifico del positivismo e dell’eugenetica si orientò verso posizioni razziste e anti-meridionali (e molti studiosi meridionali sostennero a loro volta l’anti-meridionalismo). Di questo clima politico e culturale furono artefici tra l’altro le pubblicazioni del criminologo Cesare Lombroso (autore di saggi tendenti a dimostrare l’innata natura criminale dei meridionali e per il quale l’intero popolo del Mezzogiorno assume i connotati del delinquente atavico), le teorie di Giuseppe Sergi, Luigi Pigorini, Alfredo Niceforo (presidente della Società Italiana di Antropologia e della Società Italiana di Criminologia, che scriveva: «La razza maledetta, che popola tutta la Sardegna, la Sicilia e il mezzogiorno d’Italia dovrebbe essere trattata ugualmente col ferro e col fuoco - dannata alla morte come le razze inferiori dell’Africa, dell’Australia, ecc.»), Enrico Ferri (secondo cui la minore criminalità nell’Italia settentrionale derivava dall’influenza celtica), Guglielmo Ferrero, Arcangelo Ghisleri, nonché di moltissimi altri magistrati, medici, psichiatri, uomini politici, che influenzarono grandemente l’opinione pubblica italiana e mondiale.
    Non furono posizioni isolate, al contrario era la convinzione «scientifica» della quasi totalità degli uomini di cultura europei, nonché dei ceti dominanti e dell’opinione pubblica dell’epoca. Già nel 1876 la tesi razzista fu pienamente avallata dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sicilia che concluse: «la Sicilia s’avvicina forse più che qualunque altra parte d’Europa alle infuocate arene della Nubia; in Sicilia v’è sangue caldo, volontà imperiosa, commozione d’animo rapida e violenta». Cioè le stesse caratteristiche «psico-genetiche» che, con lo stesso identico linguaggio, i razzisti di tutto il mondo attribuivano alla cosiddetta «razza» nera. E di questo erano accusati i mediterranei: di essere «meticci», discendenti di popolazioni preistoriche di razza africana e semitica.

    Cazzate ottocentesche, prova ad aggiornarti, genetica di popolazioni etc

  2. #32
    ilpaglio
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    Citazione Originariamente Scritto da nin.kin
    Senti io sono milanese e vivo a Catania, questa visione della Sicilia "sotto la cappa della criminalità" è semplicemene irreale
    si.
    ci manca solo la mafia non esiste e poi sei la perfetta caricatura del portatore nano di democrazia...


    sai cosa provo per te ora vero??

    una tristezza infinita

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da nin.kin
    Cazzate ottocentesche, prova ad aggiornarti, genetica di popolazioni etc

    Lo so che questo è un trattato d'altri tempi...
    Però serviva a sottolineare (e penso sia indisutibile) come le popolazioni del nord italia abbiano poco a che fare con quelle del sud. Questo per motivi storici, culturali e politici...
    Comunque siamo diversi!

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da filippo85
    io vivo in prov, di Napoli...e nessuno piu' di me può dire che qui si vive uno schifo..abbiamo spazzatura da tutte le parti, i viali sn strapieni, c'è una puzza infernale, e si rischia di contrarre malattie serie..passando con la macchina mi sale un disgusto enorme, e anche se si sa ormai che la camorra fa il suo "gioco" sui rifiuti, qui nn ce la facciamo piu', vogliamo una soluzione, nn so come, ma gradirei che qualcuno ci facesse uscire da questo "letamaio"...
    _______________
    Perchè non accettate l'installazione dei termovalorizzatori?

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    A partire dall’unificazione italiana l’establishment politico e culturale italiano influenzato dalle teorie internazionali del razzismo scientifico del positivismo e dell’eugenetica si orientò verso posizioni razziste e anti-meridionali (e molti studiosi meridionali sostennero a loro volta l’anti-meridionalismo). Di questo clima politico e culturale furono artefici tra l’altro le pubblicazioni del criminologo Cesare Lombroso (autore di saggi tendenti a dimostrare l’innata natura criminale dei meridionali e per il quale l’intero popolo del Mezzogiorno assume i connotati del delinquente atavico), le teorie di Giuseppe Sergi, Luigi Pigorini, Alfredo Niceforo (presidente della Società Italiana di Antropologia e della Società Italiana di Criminologia, che scriveva: «La razza maledetta, che popola tutta la Sardegna, la Sicilia e il mezzogiorno d’Italia dovrebbe essere trattata ugualmente col ferro e col fuoco - dannata alla morte come le razze inferiori dell’Africa, dell’Australia, ecc.»), Enrico Ferri (secondo cui la minore criminalità nell’Italia settentrionale derivava dall’influenza celtica), Guglielmo Ferrero, Arcangelo Ghisleri, nonché di moltissimi altri magistrati, medici, psichiatri, uomini politici, che influenzarono grandemente l’opinione pubblica italiana e mondiale.
    Non furono posizioni isolate, al contrario era la convinzione «scientifica» della quasi totalità degli uomini di cultura europei, nonché dei ceti dominanti e dell’opinione pubblica dell’epoca. Già nel 1876 la tesi razzista fu pienamente avallata dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sicilia che concluse: «la Sicilia s’avvicina forse più che qualunque altra parte d’Europa alle infuocate arene della Nubia; in Sicilia v’è sangue caldo, volontà imperiosa, commozione d’animo rapida e violenta». Cioè le stesse caratteristiche «psico-genetiche» che, con lo stesso identico linguaggio, i razzisti di tutto il mondo attribuivano alla cosiddetta «razza» nera. E di questo erano accusati i mediterranei: di essere «meticci», discendenti di popolazioni preistoriche di razza africana e semitica.
    ____________
    Ma a quel tempo il Sole girava ancora intorno alla terra, o cosa?

    E Berta già filava?

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Dario
    ____________
    Ma a quel tempo il Sole girava ancora intorno alla terra, o cosa?

    E Berta già filava?

    Dal dopoguerra ad oggi

    Nonostante il capolinea del razzismo scientifico, rigettato come pseudoscienza subito dopo la seconda guerra mondiale, non fu modificata la mentalità formatasi in quasi un secolo di propaganda, e forme inconsce e semi-clandestine di razzismo antimeridionale hanno persistito fino ad oggi e sono spesso documentate da denuncie pervenute a livello mondiale. Oggi questo antico razzismo viene in reso attuale semplicemente sostituendo alla parola «razza» quella di «cultura», «popolo» o «civiltà» e mantenendo intatta la stessa precedente impostazione «scientifica».
    Molti intellettuali ne fecero uso manifesto almeno fino agli anni 1970 attribuendo alla criminalità del Sud unicamente il carattere folcloristico di fenomeno atavico della «primitiva» cultura locale, ma la tesi della «cultura primitiva» riferita al Sud ricorre ancora oggi in recentissime opere di etno-psichiatria.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da zephir
    I rifiuti in campania sono prodotti da abitanti della campania, i quali sono governati da altri abitanti della campania. I quali, a loro volta, affidano ad imprese della camorra (campana) gli appalti per lo smaltimento dei rifiuti.

    Per cui, o la mentalità degli abitanti della campania cambia o si fanno governare da altre persone, più serie ed oneste!
    1) Tutti produciamo rifiuti per cui quelli dei campani non sono nè peggio nè meglio di quelli di qualsiasi altro
    2) Le mele marce sono da pertutto sia al nord che al sud, da noi come in altri paesi. Il problema è che queste prosperano maggiormente dove ci sono le condizioni peggiori, ove c'è povertà ed arretratezza economica. Facile per loro controllare il potere da quelle parti ove se si vuole lavorare, guadagnare e vivere bisogna sottostare a quei poteri che controllano quel po' di possibilità di lavoro, benessere che arriva.

    Saluti

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Dal dopoguerra ad oggi

    Nonostante il capolinea del razzismo scientifico, rigettato come pseudoscienza subito dopo la seconda guerra mondiale, non fu modificata la mentalità formatasi in quasi un secolo di propaganda, e forme inconsce e semi-clandestine di razzismo antimeridionale hanno persistito fino ad oggi e sono spesso documentate da denuncie pervenute a livello mondiale. Oggi questo antico razzismo viene in reso attuale semplicemente sostituendo alla parola «razza» quella di «cultura», «popolo» o «civiltà» e mantenendo intatta la stessa precedente impostazione «scientifica».
    Molti intellettuali ne fecero uso manifesto almeno fino agli anni 1970 attribuendo alla criminalità del Sud unicamente il carattere folcloristico di fenomeno atavico della «primitiva» cultura locale, ma la tesi della «cultura primitiva» riferita al Sud ricorre ancora oggi in recentissime opere di etno-psichiatria.
    _____________
    Se vi abbeverate a queste fonti capisco benissimo il razzismo e l'odio campanilistico di cui tu e i tuoi fratelli padani siete intrisi. Avete tutta la compassione di uno che, essendo nato in Toscana, non si ritiene più terrone di tanto.

    Siete dei poveretti. Riflettete e magari girate un pò, se non il mondo, almeno l'Italia e provate ad avere dei contatti, almeno verbali, con i barbari.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Lo so che questo è un trattato d'altri tempi...
    Però serviva a sottolineare (e penso sia indisutibile) come le popolazioni del nord italia abbiano poco a che fare con quelle del sud. Questo per motivi storici, culturali e politici...
    Comunque siamo diversi!
    FORSE, ....ERAVATE...diversi.

    Poi con la migrazione prima dal veneto verso il centro (agro pontino, ecc.) e poi dal sud verso il nord ormai i puri te li puoi scordare!

    D'altra parte la genetica ha anche dimostrato che con gli innesti le razze si fortificano....

    Il popolo italico con tutte le invasioni e le occupazioni, le migrazioni ha subito così tante mescolanze che per trovare delle "razze" ci si deve limitare a qualche valle sperduta tra le alpi o a qualche isola come la sardegna!

    Se non ve ne siete resi conto viviamo in un modo dove la globalizzazione è inarrestabile e le frontiere non sono più un limite alle migrazioni.
    Fare viaggi di migliaia di chilometri che fino a qualche decennio era una impresa oggi è alla portata di tutti. E' pure ora che ve ne rendiate conto!

    Saluti

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da hellmanta
    Lo so che questo è un trattato d'altri tempi...
    Però serviva a sottolineare (e penso sia indisutibile) come le popolazioni del nord italia abbiano poco a che fare con quelle del sud. Questo per motivi storici, culturali e politici...
    Comunque siamo diversi!

    Sicilia genetica: sulla base neolitica comune a tutti, principali componenti genetiche: greca nella Sicilia orientale, poi ligure (i Siculi sono una popolazione ligure) ed etrusca.
    A Palermo, mi pare il 60% di geni celtici.
    Ah, i greci erano mooolto più evoluti dei Celti.
    Geni Normanni pochi e concentrati a Troina/Enna dove c'è una frequenza doppia di sclerosi multipla (malattia normanna).

 

 
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