Sig. Direttore EZIO MAURO,
sono uno dei primissimi lettori di “La Repubblica” e se non ho fatto male i conti, visto che ho cominciato a comprarlo e a leggerlo sin dal primo numero, ne dovrei aver acquistati ad oggi proprio 11.112 e, considerato il costo attuale, dovrei avere speso in 30’anni e 154 giorni circa 10.000 Euro pari a ex Lire 19.360.000. Nel sostenere questa mia precisa costanza ho buoni testimoni tutti gli edicolanti che tutte le mattine mi vedono acquistare due giornali uno dei quali è appunto “La Repubblica”.
Detto questo le debbo dire che sono nel contempo anche uno dei 400 Baù che popolano il paese di “Stoccareddo” sull’Altopiano di Asiago e da quello che so, sono forse, non l’unico lettore del vostro giornale, ma sicuramente uno dei pochi Baù che lo leggono e sicuramente l’unico in modo così lungo, affezionato, costante e preciso.
Non è che leggendolo mangio e bevo, sono anzi molto critico, spesso mi trovo più ad informarmi presso un avversario del quale spesso condivido assai poco le idee che esprime, constato infatti che questo, pur criticando il sistema economico, sociale e politico nel quale siamo immersi e diciamo viviamo da posizioni di centrosinistra, gratta, gratta, in fondo, in fondo lo ama e lo fa suo non facendo poi molto per individuare, come si diceva un tempo, una terza via di maggiore libertà e di minore ruberie e sfruttamento.
Realizzare un “capitalismo dal volto umano” mi sembra la fede e la strategia truffaldina di fondo e non tanto occulta del vostro giornale, capirà quindi, nonostante questo, il perché io continui a comprarlo e a leggerlo il vostro giornale.
Lo scopo principale per cui le scrivo è però un altro, riguarda la pagina 23 di Domenica 18 Giugno scorso con il titolo - Il paese dei “tutti sani” e il segreto dei Baù - una pagina graficamente anche bella, ma dal contenuto a dir poco idiota e offensivo al massimo, infatti mostra e descrive il nostro paese e i Baù come fenomeni da circo, tanto che al momento che viene pronunciato da qualche parte il nostro cognome, chi lo sente si gira e nascostamente si fa un sorriso compassionevole. E’ successo proprio a mio figlio Omar il Lunedì mattina dopo nell’aula dell’Università di Trento, quando il professore ha pronunciato il suo cognome ad alta voce e i 200 studenti presenti si sono sbracati in una sonora e generale risata il che non ha fatto piacere ne’ a mio figlio e tanto meno a me.
Quell’articolo non ci ha fatto bene e non ci fa bene, ci ha offesi nel profondo e lei spero capirà che abbiamo diritto di far conoscere altra e vera verità, non quell’insieme di cose ridicole sul nostro paese, sul nostro cognome, sulla nostra salute e sul nostro sangue.
Pertanto le invio un mio contro articolo, sperando, se intende pubblicarlo, di interpellarmi per avere il mio consenso senza del quale non si fa niente e comunque se si pubblicherà dovrà avere evidenza pari alla precedente pagina 23 e non essere relegata sinteticamente nell’angolo delle lettere al direttore.
In alternativa se questo non sarà da lei validamente considerato e fatto, mi sentirò libero di pubblicare questo materiale che invierò ad altri giornali e Tv, altri blog, siti ed altre e-mail di Baù nazionali, loro amici e conoscenti ed anche dei Baù sparsi in tutte le parti del mondo, in modo che venga conosciuta da un vero Baù la verità vera sui Baù e sul nostro paese Stoccareddo.
Sicuro che dopo aver letto il mio contro articolo lei capirà molto, quindi le allego oltre allo scritto anche delle altre foto che servono ad aiutare in caso di pubblicazione quanto sono venuto qui a scriverle.
In attesa di una sollecita risposta cordialmente la saluto.
Flavio Baù - 18.6.2006
L'ho ricevuta ieri via mail, credo sia arrivato al mio indirizzo di posta elettronica tramite un sito dell'Altopiano di Asiago che frequento....mi piacerebbe davvero sapere cosa c'era scritto in quell'articolo




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