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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Cool Sempre presi per il culo

    Sig. Direttore EZIO MAURO,

    sono uno dei primissimi lettori di “La Repubblica” e se non ho fatto male i conti, visto che ho cominciato a comprarlo e a leggerlo sin dal primo numero, ne dovrei aver acquistati ad oggi proprio 11.112 e, considerato il costo attuale, dovrei avere speso in 30’anni e 154 giorni circa 10.000 Euro pari a ex Lire 19.360.000. Nel sostenere questa mia precisa costanza ho buoni testimoni tutti gli edicolanti che tutte le mattine mi vedono acquistare due giornali uno dei quali è appunto “La Repubblica”.

    Detto questo le debbo dire che sono nel contempo anche uno dei 400 Baù che popolano il paese di “Stoccareddo” sull’Altopiano di Asiago e da quello che so, sono forse, non l’unico lettore del vostro giornale, ma sicuramente uno dei pochi Baù che lo leggono e sicuramente l’unico in modo così lungo, affezionato, costante e preciso.

    Non è che leggendolo mangio e bevo, sono anzi molto critico, spesso mi trovo più ad informarmi presso un avversario del quale spesso condivido assai poco le idee che esprime, constato infatti che questo, pur criticando il sistema economico, sociale e politico nel quale siamo immersi e diciamo viviamo da posizioni di centrosinistra, gratta, gratta, in fondo, in fondo lo ama e lo fa suo non facendo poi molto per individuare, come si diceva un tempo, una terza via di maggiore libertà e di minore ruberie e sfruttamento.

    Realizzare un “capitalismo dal volto umano” mi sembra la fede e la strategia truffaldina di fondo e non tanto occulta del vostro giornale, capirà quindi, nonostante questo, il perché io continui a comprarlo e a leggerlo il vostro giornale.

    Lo scopo principale per cui le scrivo è però un altro, riguarda la pagina 23 di Domenica 18 Giugno scorso con il titolo - Il paese dei “tutti sani” e il segreto dei Baù - una pagina graficamente anche bella, ma dal contenuto a dir poco idiota e offensivo al massimo, infatti mostra e descrive il nostro paese e i Baù come fenomeni da circo, tanto che al momento che viene pronunciato da qualche parte il nostro cognome, chi lo sente si gira e nascostamente si fa un sorriso compassionevole. E’ successo proprio a mio figlio Omar il Lunedì mattina dopo nell’aula dell’Università di Trento, quando il professore ha pronunciato il suo cognome ad alta voce e i 200 studenti presenti si sono sbracati in una sonora e generale risata il che non ha fatto piacere ne’ a mio figlio e tanto meno a me.

    Quell’articolo non ci ha fatto bene e non ci fa bene, ci ha offesi nel profondo e lei spero capirà che abbiamo diritto di far conoscere altra e vera verità, non quell’insieme di cose ridicole sul nostro paese, sul nostro cognome, sulla nostra salute e sul nostro sangue.

    Pertanto le invio un mio contro articolo, sperando, se intende pubblicarlo, di interpellarmi per avere il mio consenso senza del quale non si fa niente e comunque se si pubblicherà dovrà avere evidenza pari alla precedente pagina 23 e non essere relegata sinteticamente nell’angolo delle lettere al direttore.

    In alternativa se questo non sarà da lei validamente considerato e fatto, mi sentirò libero di pubblicare questo materiale che invierò ad altri giornali e Tv, altri blog, siti ed altre e-mail di Baù nazionali, loro amici e conoscenti ed anche dei Baù sparsi in tutte le parti del mondo, in modo che venga conosciuta da un vero Baù la verità vera sui Baù e sul nostro paese Stoccareddo.

    Sicuro che dopo aver letto il mio contro articolo lei capirà molto, quindi le allego oltre allo scritto anche delle altre foto che servono ad aiutare in caso di pubblicazione quanto sono venuto qui a scriverle.

    In attesa di una sollecita risposta cordialmente la saluto.

    Flavio Baù - 18.6.2006



    L'ho ricevuta ieri via mail, credo sia arrivato al mio indirizzo di posta elettronica tramite un sito dell'Altopiano di Asiago che frequento....mi piacerebbe davvero sapere cosa c'era scritto in quell'articolo

  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
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    nella mail ci sono degli allegati con alcune belle immagini di Stoccareddo e anche un pdf sull'articolo scritto da Bau che interpellerò chiedendogli se posso postarlo anche qui...a stasera per le foto e il resto

  3. #3
    ilariamaria
    Ospite

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    Studio sugli abitanti di Stoccareddo: un gene li rende immuni dalle malattie
    Accertato che il 90% di loro derivano da un unico papà originario

    Il paese dei "tutti sani"
    e il segreto dei Baù
    A parte l'aria sana dell'altopiano non seguono diete
    anzi mangiano e bevono, eppure il diabete è sconosciuto
    dal nostro inviato ROBERTO BIANCHIN


    Panoramica di Stoccareddo
    STOCCAREDDO (Vicenza) - Il paese che non si ammala mai, arrampicato sulle pendici del Col del Rosso, in fondo alla Valsugana, ha quasi sempre il sole in faccia e il vento in poppa.

    Per le stradine strette, tutto un saliscendi, non passa neanche un'auto, e le mucche sonnecchiano nel prato davanti a una chiesa vagamente gotica che assomiglia più a una capanna alpina. Gli unici rumori sono i canti degli uccelli sugli alberi e le voci dei Pooh in un vecchio pezzo, "Piccola Katy", che escono da una finestra aperta. "Cantiamo spesso. Siamo allegri. Forse è questo il nostro segreto", dice sornione Amerigo Baù, 61 anni portati benissimo, impiegato dei telefoni in pensione. È da 2 anni che medici e studiosi della Fondazione "Mauro Baschirotto" che si occupa della ricerca sulle malattie rare, stanno conducendo un'indagine scientifica su tutti gli abitanti di questo curioso "isolato genetico" dove su 402 anime, 380 portano lo stesso cognome: Baù. E i primi risultati sono sorprendenti: i Baù, che derivano tutti da un unico capostipite, sono più sani degli altri comuni mortali. Perché hanno mantenuto un Dna integro nel tempo e hanno sviluppato geni protettivi in grado di renderli immuni da alcune malattie, come quelle cardiovascolari, e il diabete.

    Una scoperta che, se gli studiosi riusciranno a isolare questo "fattore di protezione" dopo averlo "confrontato" coi 4mila geni portatori di malattie, "potrebbe diventare importantissima, e venire messa a disposizione di tutti, magari attraverso la creazione di un farmaco", dice Anna Baschirotto, che con il marito Giuseppe ha fondato nel 1987 l'istituto di Costozza di Longare, nel vicentino, punto di riferimento internazionale per la ricerca sulle malattie rare, dopo la morte del figlio Mauro ucciso a 16 anni dall'"Apeced", malattia rara che gli aveva fatto diventare i capelli tutti bianchi e lo aveva reso sensibile a tutte le infezioni. "Ci vorranno ancora un paio d'anni per completare la ricerca", spiega. Un lavoro iniziato andando in paese con un camper a prelevare il Dna di tutti gli abitanti e a sottoporli a una serie di test: analisi biochimiche, sangue, urine, pressione, glicemia, azotemia, vista, udito, gusto, alimentazione. E lo studio, attento, dell'albero genealogico di ciascuno, dell'elevato tasso di "endogamia", cioè dei matrimoni all'interno del paese, e di quelli all'interno della stessa famiglia, tra cugini, per cui ci volle, ai primi del '900, un permesso speciale della Curia.

    Vien fuori che a parte l'aria buona di montagna non è che i Baù seguano diete, anzi, mangiano pesantino: formaggi, sopressa, polenta e osei, tutte cose che un buon dietologo vieterebbe. Non disdegnano il vino. Difatti qualche problemino ce l'hanno, ma diversamente dagli altri mortali, non ne sopportano le conseguenze. Per esempio, spiega Giuseppe Baschirotto, "hanno tutti valori glicemici così alti che dovrebbero avere il diabete, e invece non ce n'è uno che ce l'abbia". Molti hanno i trigliceridi fuori norma, ma nessuno soffre di ipertensione. Per motivi ancora misteriosi, hanno sviluppato un gene protettivo.

    E questo gene prezioso, su cui gli studiosi hanno cominciato a lavorare, deriverebbe, secondo Matteo Bertelli, genetista della Fondazione Baschirotto, dal potente Dna del primo dei Baù, il capostipite, che arrivò qui sull'altopiano nel XII secolo, pare dalla lontana Danimarca. "Abbiamo accertato che il 90% dei Baù derivano da un unico "papà" originario", spiega lo studioso.

    Tutti parenti, praticamente. E tutti sanissimi. Merito di un Dna che ha potuto mantenersi integro nel tempo, spiega Anna Baschirotto, perché il paese di Stoccareddo è un raro caso di "isolato genetico", che per la ricerca rappresenta "una risorsa eccezionale", dal momento che "aumenta notevolmente le possibilità di successo nell'individuare le cause genetiche delle malattie".

    L'isolamento, insomma, invece che danni ha fatto bene a Stoccareddo, un pugno di case, una scuola elementare, un negozio di alimentari, una rivendita di sali e tabacchi, un bar con la maglia di Eder Baù, la gloria locale, che fa il calciatore in serie B con la Triestina, "e tanta neve d'inverno che non si usciva per giorni dal paese e si stava a bere, a mangiare e a cantare canzoni di montagna".

    Difficile trovarlo un paese più isolato, imbucato in fondo a una valle, dove non ci passa mai nessuno e bisogna andarci apposta, e se uno non ci abita non ha alcun motivo per andarci. C'è una sola stradina, strettissima e tutta curve, che scende dalla statale tra Foza e Gallio, di cui è una frazione, e poi prosegue per Bassano. C'è un laboratorio di confezioni, una ditta che fa tetti, un grossista di piante.

    Sono edili, artigiani, operai, impiegati, pensionati e casalinghe, ma anche ingegneri e tecnici informatici. Gli artigiani lavorano in paese, gli altri fuori. Ma i Baù, famiglia d'emigranti, si sono sparsi in tutto il mondo: America, Brasile, Argentina, Australia, Belgio, Francia. E ogni qualche anno si ritrovano, da tutto il mondo, qui dove tutto è cominciato, a Stoccareddo. "L'ultima volta, nel 2004, eravamo 1.150 Baù - racconta Amerigo Baù - ma in tutto il mondo saremo almeno 8mila". E tra questi alcuni "eroi", come i 7 Baù "americani", Guerrino in testa, che parteciparono allo sbarco in Normandia. Saranno "immuni" anche gli altri Baù del mondo? La ricerca andrà a scoprirlo, cominciando in autunno dalle 70 famiglie di Baù che vivono a Ugine, Alta Savoia.

    (18 giugno 2006)

  4. #4
    ilariamaria
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    in effetti, Flavio Baù ha ragione. Questo articolo della repubblica ha trasformato un dono invidiabile in una cosa su cui ridere. Era già successa una cosa simile a Limone sul Garda qualche anno fa.

  5. #5
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    Non mi sembra che su Limone sia stata fatta la stessa ironia...ci sono equipe medico-scientifiche di livello mondiale che stanno effettuando ricerche e analisi sulla popolazione. Certo se i giornalai di rebubblica la vogliono mettere sul comico, portrebbero sembre dedicarsi allo studio del "gene" di Gemonio...
    salucc

  6. #6
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da FENRIR
    Non mi sembra che su Limone sia stata fatta la stessa ironia...ci sono equipe medico-scientifiche di livello mondiale che stanno effettuando ricerche e analisi sulla popolazione. Certo se i giornalai di rebubblica la vogliono mettere sul comico, portrebbero sembre dedicarsi allo studio del "gene" di Gemonio...
    salucc
    Eh no, i "geni" andrebbero cercati in quel di Cassano Magnago...

  7. #7
    ilpaglio
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    ridevano per il cognome, ma cosa crede che leggono tutti repubblica? e tutti quell'articolo? e che a tutti quell'articolo abbia impressionato allo stesso modo?
    ma va la,
    bau!!!!!!!!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pensiero
    [b]Sig. Direttore EZIO MAURO,

    sono uno dei primissimi lettori di “La Repubblica” e se non ho fatto male i conti, visto che ho cominciato a comprarlo e a leggerlo sin dal primo numero, ne dovrei aver acquistati ad oggi proprio 11.112 e, considerato il costo attuale, dovrei avere speso in 30’anni e 154 giorni circa 10.000 Euro pari a ex Lire 19.360.000.


    Non è che leggendolo mangio e bevo, sono anzi molto critico, spesso mi trovo più ad informarmi presso un avversario del quale spesso condivido assai poco le idee che esprime, constato infatti che questo, pur criticando il sistema economico, sociale e politico nel quale siamo immersi e diciamo viviamo da posizioni di centrosinistra, gratta, gratta, in fondo, in fondo lo ama e lo fa suo non facendo poi molto per individuare, come si diceva un tempo, una terza via di maggiore libertà e di minore ruberie e sfruttamento.

    Realizzare un “capitalismo dal volto umano” mi sembra la fede e la strategia truffaldina di fondo e non tanto occulta del vostro giornale, capirà quindi, nonostante questo, il perché io continui a comprarlo e a leggerlo il vostro giornale.


    Flavio Baù - 18.6.2006
    10.000 euro mi sembrano abbastanza..........
    consiglio il signor Baù si smettere di comprare quel foglio......


  9. #9
    ilariamaria
    Ospite

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    In effetti... dovrebbero smettere tutti, per solidarietà. Quando a Limone successe la stessa cosa, i "repubblichesi" non dovevano dimostrare ai loro capi che loro erano bravi a dire che essere parte di una stessa etnia, essere veneti e abitare in montagna era ridicolo

  10. #10
    giovanni.fgf
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da ilpaglio
    ridevano per il cognome, ma cosa crede che leggono tutti repubblica? e tutti quell'articolo? e che a tutti quell'articolo abbia impressionato allo stesso modo?
    ma va la,
    bau!!!!!!!!!!
    e Lei come fa di cognome?

    Cujun?

    le stà a pennello , si lasci servire.

    con ossequi.

 

 
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