OMNIA SUNT COMMUNIA
Saluto tutti i "comù" (i situazionisti si chiamavano "sitù"),dato che l'esperienza dei "Comunitaristi" è, in parte, simile alla loro, chiamarci "comù" mi sembra cosa buone è giusta![]()
"COMU'"
TUTTO E' DI TUTTI


OMNIA SUNT COMMUNIA
Saluto tutti i "comù" (i situazionisti si chiamavano "sitù"),dato che l'esperienza dei "Comunitaristi" è, in parte, simile alla loro, chiamarci "comù" mi sembra cosa buone è giusta![]()
"COMU'"
TUTTO E' DI TUTTI


Ma comù chiamatece tu!Originariamente Scritto da Muntzer
Giampaolo Cufino


...mmm...non è che sia proprio il massimo, però, se te piace...![]()


Originariamente Scritto da Muntzer
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E perchè non chiamarci COMO', fa più stile retrò...
Comò, il mobile giusto per la tua camera...
Comù !?!?
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Chi sarebbero i "situazionisti"?Originariamente Scritto da Muntzer
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L'Internazionale Situazionista è un movimento rivoluzionario sia in campo politico che artistico, nato il 28 luglio del 1957 a Cosio di Arroscia, in provincia d'Imperia, dalla fusione di alcuni componenti dell'Internazionale Lettrista, del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista, o più brevemente MIBI, del Movimento CO.BR.A. e del Comitato Psicogeografico di Londra.Originariamente Scritto da Heimbrecht
Programma dell'Internazionale Situazionista è il creare situazioni, definite come momenti di vita concretamente e deliberatamente costruiti mediante l’organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di eventi. Le situazioni vanno create tramite l’Urbanismo Unitario, un nuovo ambiente spaziale di attività dove l’arte integrale ed una nuova architettura possano finalmente realizzarsi. I situazionisti si propongono di inventare giochi di una nuova essenza, ampliando la parte non-mediocre della vita, diminuendone, per quanto possibile i momenti nulli.
Questo il programma d’azione adottato dagli artisti sperimentali del MIBI e dai lettristi al momento di confluire nella neonata Internazionale Situazionista. Programma modificato ed ormai abbandonato da tempo al momento della fine del movimento, avvenuta nel 1972 a Parigi per autoscioglimento. Anagraficamente il gruppo dura circa 15 anni, durante i quali si sposterà dal terreno delle avanguardie artistico-letterarie da cui era partito, verso quello più ampio, ma non per nulla alieno, della critica rivoluzionaria.
Figure di spicco del movimento, a cui si dovranno la maggior parte degli sviluppi teorici dell'Internazionale, sono: il francese Guy-Ernest Debord (autore del testo chiave "La società dello spettacolo"), il danese Asger Jorn, il belga Raoul Vaneigem e l’italiano Giuseppe Pinot-Gallizio.
Concetti fondamentali del programma dell’Internazionale Situazionista al momento della fondazione furono il già citato Urbanismo Unitario, la psicogeografia, con l’esplorazione pratica del territorio attraverso le derive, e l’idea del potenziale rivoluzionario del tempo libero.
Sulla scorta di queste premesse il movimento cresce e si sviluppa lungo tutto il corso degli anni '60 e trova nel Maggio 1968, a Parigi, il momento più alto di affermazione, laddove si incontreranno il desiderio di cambiamento dei giovani francesi e le teorie carnevalesche (ovviamente in senso rivoluzionario) e scandalose dei situazionisti. Dopo il maggio la popolarità del gruppo raggiunge livelli mai visti. Centinaia di persone si definiscono situazionisti senza aver la più pallida idea di cosa fosse l’Internazionale.
Abituati ai gruppi di massa, essi desiderano semplicemente aderire. La sezione francese viene inondata di richieste. Debord lascia il posto di editore della rivista, disgustato da questa massa di ciechi ammiratori che chiama sprezzatamente pro-situ, seguaci ciechi ed imbecilli che si avvicinano all’Internazionale aspettandosi di entrare a far parte di un movimento che non esiste.
Nel 1972 a forza di scissioni ed espulsioni varie, Debord e Sanguinetti si ritroveranno praticamente unici rappresentanti dell'Internazionale, disgustati tra l'altro da quanto avvenuto durante l'ottavo congresso tenutosi a Venezia, invaso da pro-situ. Per questo si deciderà per l'autoscioglimento non prima di aver dato alle stampe l'ultimo scritto dell'Internazionale: "La veritabile scissione dell'Internazionale".
Nota personale: Edoardo Sanguinetti è stato uno dei più importanti poeti italiani del secondo Novecento.
A luta continua


Che poi dei situazionisti, un po' anche per il linguaggio criptico che utilizzavano, non ho mai capito cosa volessero in concreto.
Sì, va bene la critica alla "società dello spettacolo", molto attuale anche ora, ma qual'è il quid che la definisce quale coerente corrente di pensiero ?


Sicuramente i situazionisti avevano individuato con largo anticipo la direzione, le linee di tendenza generali della società dei 'consumi' (o post-moderna), basata su un nuovo tipo di controllo sociale (nuovo in quanto inedito) e partendo da questo prospettarono nuove forme di 'resistenza' all' aggressione della merce capitalistica, e di 'riappropiazione' della vita. Li trovo 8e non da ora) molto, ma molto interessanti.


OMNIA SUNT COMMUNIAOriginariamente Scritto da Dr. Jeckyll
A DOTTO' SE TE PIGLIO NER COMO' TE CE SCHIAFFO![]()
TUTTO E' DI TUTTI