



Non credo che Cuordy possa fregiarsi di tale qualifica...
Molti cattolici oltranzisti sono convinti che la Chiesa sia un assoluto attorno al quale si siano coagulate le sorti dell'umanità intera....nessun'argomento può disilluderli. E' un filtro attraverso il quale fanno passare qualunque realtà.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Però Cristo è una cosa , la Chiesa un'altra , un grande centro di potere che per autoalimentarsi e sopravvivere ha stravolto gli insegnamenti del Cristo.
Si' però quegli stessi anticorpi non gli permettono di evolvere , l'Islam è bamboccione.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


sono d'accordo con te è quello che dico sempre anch'io
ma perdio lo vogliamo riconoscere che il cristianesimo ha avuto un ruolo tutto particolare nel disincanto e nella secolarizzazione ?
poi chiaro che trascinerà con sè tutto il resto con l'occidentalizzazione del mondo
ma infatti non pensare che ne stia parlando bene (o male for that matter)
non è la coesione spirituale da sola ad assicurare la vittoria nei confronti storici
Ultima modifica di Pompeo; 17-02-10 alle 23:31


"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Premesso che non mi sono letta le 9 pagine precedenti e che mi baso principalmente su quello che ho studiato di cultura e storia dei paesi islamici all'Università, la differenza tra "il mondo islamico" e quello "occidentale" (questi termini andrebbero precisati) è dovuta a molti fattori intrecciati.
Alcuni interni al mondo islamico stesso, altri legati all'azione dei paesi occidentali.
Per quanto riguarda i fattori interni, principalmente l'espansione islamica è stata molto rapida e ha creato un impero che era molto composito, e per questo motivo è arrivato a un punto in cui non poteva più "tenersi".
Qui bisognerebbe entrare nei dettagli di come funzionava la "filiera di potere" nel medioevo, ma ve lo risparmio, comunque era abbastanza simile all'occidente, con delle specie di "signorie militari", e poi c'era la faccenda degli schiavi... però è tutto molto complesso e ci sarebbe da scrivere troppo, per cui la chiudo qui.
A me sembra invece importante il fatto che quando Napoleone sbarcò in Egitto, iniziò uno scontro tra due culture molto diverse che ha prodotto effetti negativi immensi.
Il mondo islamico dovette confrontarsi con il differente livello di tecnologia dell'occidente e con la secolarizzazione.
Per semplificare, vi furono due reazioni diverse, una che riteneva di dover trovare un punto d'incontro con l'occidente, e una opposta che vide nella chiusura e nel ritorno alle origini una prospettiva di soluzione e rivincita.
Purtroppo prevalse la seconda, anche a causa del modo aggressivo, guidato dallo stile colonialista, con cui l'occidente si pose nei confronti del medio oriente.
Se ci fosse stata una mentalità occidentale diversa, probabilmente le cose sarebbero cambiate, ma questo fu.
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Nel 2013 avevo anche scritto qualcosa sull'argomento:
Nel 1798 Napoleone sbarca in Egitto, e dopo varie battaglie, viene rispedito a casa dall’azione congiunta degli Ottomani e degli Inglesi. L’evento però è simbolico: l’Europa è arrivata, in armi, in Medio Oriente, un mondo che non sarà mai più lo stesso. Da allora ai primi del ‘900, l’impero Ottomano e quello Safavide (in Persia) subiscono una lenta ma inesorabile trasformazione sociale ed economica. Il mondo della cultura islamica inizia a riflettere sulla sua manifesta debolezza, a cercarne le cause e ad elaborare una reazione.
Le risposte sono di tre tipi: secondo la tradizione Allah protegge il suo mondo, quindi se il mondo crolla, si avvicina la fine dei tempi; altri pensatori ritengono di dover rifiutare la penetrazione occidentale e riconquistare la purezza originaria dell’islam, coltivando una utopia retrospettiva che porterà, alla lunga, a fondamentalismi di scarso spessore culturale; una terza via è quella del riformismo che cerca di trovare un modo per conciliare la modernità e i principi islamici.
Queste correnti di pensiero si intrecciano con gli eventi del ‘900 e il crescente imperialismo delle potenze occidentali, proiettate verso uno sviluppo a senso unico dei loro interessi, nel tentativo di prevalere sullo scacchiere domestico, usando il colonialismo come carburante.
In poche parole, da un lato nel mondo arabo si sviluppano i movimenti nazionalisti, proprio come in Europa, dall’altro l’aggressione occidentale soffia sul fuoco dello scontro e lascia poco spazio allo svilupparsi di chi cerca una “via mediana” ad un islam moderato e modernizzato.
Personaggi come Jamal Al-Din Al-Afghani e Muhammad Abduh, coi loro aneliti verso la democrazia e la scienza occidentale, rappresentano delle eccezionalità che restano schiacciate sotto il peso dei tradimenti e delle aggressioni inglesi e francesi al Medio Oriente.
Negli anni ’20 l’Egitto è una società forzosamente urbanizzata, sfruttata e impoverita, che strappa con le unghie l’indipendenza dal dominio inglese. In quest’atmosfera Hasan Al-Banna, maestro elementare, fonda un’associazione che fornisce alle famiglie aiuti e sostegno di ogni tipo: i Fratelli Musulmani. Solo a metà degli anni ’30 l’organizzazione si trasforma in apparato anche militare e si contrappone al nazionalismo laico fino al punto da commettere attentati.
Sayyid Qutb è inizialmente un laico vicino al partito nazionalista Wafd, tanto da essere malvisto dalle autorità ed essere mandato negli Stati Uniti, ufficialmente, in viaggio di formazione. Cosa vede Qutb negli Stati Uniti del 1948 tra il Wilson's Teacher's College di Washington D.C, e la Stanford University ? Ve lo immaginate ? Consumismo, promiscuità sessuale, individualismo e razzismo dilagante non lo lasciano indifferente.
Una volta rientrato al Cairo, i Fratelli Musulmani non gli appaiono più così fondamentalisti, mentre inizia a sentire l’urgenza di riaffermare un concetto ricorrente nel Corano: la giustizia sociale. Qutb sente di dover fare qualcosa perché il suo paese non diventi quell’occidente che ha visto e che gli è apparso così insensato e alienante. Tanto oscuro da definirlo Jāhiliyya, ossia l’epoca dell’Ignoranza.
Per Qutb la giustizia sociale deve fondarsi su tre elementi: Libertà, Uguaglianza e Solidarietà. Vi ricorda qualcosa ? Già.
Nell’ottica di questo pensatore, cresciuto “all’ombra del Corano” (titolo di una sua opera successiva) la libertà è soprattutto libertà interiore, perché davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali, e non è ammesso che uno prevalga o comandi su un altro, bensì occorre che tra tutti gli umani vi siano solidarietà ed armonia. Ecco come interpreta Qutb i concetti base dell’islam, che diventano, nella sua elaborazione, anche idee sociali e ideali politici.
E’ ovvio che il pensiero di Qutb, come quello di molti pensatori islamici moderni, sia stato influenzato dalla storia europea. Il fatto è che spesso né loro né noi ne siamo consapevoli, e tendiamo a rimarcare sempre di più ciò che sembra dividerci, rispetto a ciò che abbiamo in comune.
E’ verissimo che Qutb porta il discorso alle estreme conseguenze, deformando il concetto di jihad (che nella tradizione islamica è lo “sforzo” di mantenere l’equilibrio e di resistere alle tentazioni terrene) e spingendo alla militanza e alla difesa della cultura islamica con l’azione, anche violenta. Ma in Occidente sappiamo bene come qualsiasi forma di pensiero, anche quella in embrione più benevola, possa essere regolarmente estremizzata conducendo a terrorismi di ogni genere, dal ku klux klan, al nazismo, dalla violenza degli anni ’70 fino al Breivik di pochi mesi fa.
D’altra parte l’Italia è un paese che è stato governato per 50 anni da un partito religioso, e nessuno si è alzato a protestare “contro la minaccia” allo stato laico.
Dunque pensatori come Qutb, ci fanno capire come nel mondo islamico le idee dell’occidente siano penetrate molto a fondo, e dovrebbero farci riflettere sulle similitudini tra certe forme di pensiero, che nel sentire comune sono considerate come totalmente aliene ed ostili, e il nostro passato.
Gli anni ’50 hanno visto in Medio Oriente la sconfitta dei fermenti più interessanti e delle idee che potevano condurre a un riavvicinamento tra il mondo islamico e l’occidente, con le conseguenze che noi tutti ben conosciamo, e gran parte della responsabilità è da attribuire, secondo me, al disinteresse dimostrato dalle potenze Euro-Americane al dialogo paritario con una cultura, in quegli anni, ferita e disorientata.
In questo momento assistiamo di nuovo a una serie di fermenti e di cambiamenti nei paesi che vanno dalla Libia fino alla Siria e oltre, e l’Egitto è ancora una volta protagonista. Il partito dei Fratelli Musulmani si chiama Libertà e Giustizia: continueremo a guardarli con sospetto, o cercheremo di non ripetere gli errori del passato ?
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poi sappiamo cosa è successo....
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Per ora sono ancora sulla breccia, ma spero che la fondamentale stagnazione li faccia implodere
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle