Un comunicato stampa diffuso il 19 gennaio scorso dalla Lockheed Martin ha reso ufficialmente noto che la fase di “prova e valutazione” del velivolo F22 Raptor può dirsi completamente conclusa, e che in conseguenza l’US Air Force è la prima forza aerea al mondo ad avere in pieno servizio effettivo un caccia stealth di quinta generazione. “L’avere una simile rivoluzionaria capacità di combattimento in termini di furtività, velocità e precisione pronta a condurre operazioni reali in tutto il mondo è una buona notizia per i nostri alleati e potrebbe costringere i nostri avversari ad arrestarsi” ha affermato, per l’occasione, Larry Lawson, vice presidente esecutivo di Lockheed Martin e direttore generale del programma. E ancora: “Le ineguagliate caratteristiche dell’F22 sono fattori che metteranno i comandanti coinvolti in azione in condizione di avvalersi dei Raptor per abbreviare i conflitti e salvare vite umane. E’ questo che rende questo velivolo importantissimo oggi come per le prossime quattro decadi”.
I test di valutazione, condotti in massima parte dalla base aerea di Nellis, Nevada, hanno avuto un ruolo cruciale nel dimostrare le schiaccianti performances operative del velivolo, testato sia nel suo ruolo principe aria-aria, in cui è stato definito “ineguagliabilmente capace”, che nel nuovo ruolo aria-suolo, con l’impiego di munizionamento Jdam (Joint Direct Attack Munitions, Armamento Interforze da Attacco Diretto, ossia un nuovo modello di bomba di precisione a guida Gps particolarmente precisa ed efficace contro i più svariati tipi di bersaglio), in cui il velivolo ha dimostrato capacità considerevolmente migliorate rispetto a quelle dimostrate nei test iniziali (già impressionanti).
Attualmente il velivolo, oltre ad essere in servizio presso la Edwards Air Force Base (su cui vengono condotti i test di sviluppo e modernizzazione), la Nellis Afb (studio degli sviluppi tattici e ulteriori test operativi) e la Tyndall Afb (uno squadron, per l’addestramento di piloti e personale di terra), sta entrando in servizio operativo presso la base di Langley, e per la precisione presso il 27° squadron da caccia del 1° stormo caccia (gli altri due reparti del 1° stormo, il 71° e il 94° squadron, riceveranno i velivoli immediatamente dopo il 27°, e si prevede che saranno a organici completi entro la fine del 2007).
Finalmente, quindi, il velivolo è stato dichiarato in grado di prendere parte a operazioni militari, sulla scia della nuova generazione di velivoli da caccia in fase di introduzione in servizio in Europa (seppur con alcune limitazioni sostanziali per alcuni di essi, che si concretizzano nell’operare nel solo ruolo da superiorità aerea, mentre il nuovo velivolo Usa è fin da ora operativo anche nel ruolo aria-superficie). Il programma, al pari di quelli similari europei, è incorso in notevoli ritardi e in spaventosi aumenti dei costi di sviluppo, che hanno rischiato di metterne in dubbio la stessa esistenza. In particolare, l’F22, prescelto quale sostituto dell’F15C nel lontano 1991 (precisamente il 23 aprile), sarebbe dovuto entrare in linea nel 2002, nel numero complessivo di 750 esemplari. Tale numero è stato quasi immediatamente ridotto a 648, e successivamente, al lievitare dei costi, ulteriormente sottoposto a drammatici tagli che, passando per la cifra intermedia di 276, hanno portato ad una previsione attuale di soli 180 esemplari, con cui rimpiazzare oltre un migliaio di caccia in servizio.
Il velivolo, nato da un requisito da guerra fredda, era inizialmente concepito come caccia puro da superiorità aerea, analogamente a quanto successo in Europa con l’EF2000, e le sue caratteristiche fondamentali dovevano essere la capacità di tenere a “debita distanza” i velivoli sovietici di nuovo tipo Mig 29 e Su 27, quindi con eccellenti capacità Bvr, e la capacità di intervenire rapidamente su tutta l’ampiezza del campo di battaglia e di trasferirsi agevolmente dalle basi operative stanziali a quelle di rischieramento, quindi con capacità “supercruise” (di supercrociera), consistenti nella possibilità di mantenere velocità superiori a mach 1 senza bisogno di ricorrere ai postbruciatori, con un notevole risparmio di ingenti quantitativi di carburante al fine di allungare il raggio d’azione. Un velivolo, quindi, sostanzialmente destinato a proporsi quale alter ego in chiave ipertecnologica dell’F15C.
Nel corso del suo sviluppo il programma è andato però incontro a una serie di sostanziali modifiche, che lo hanno portato a proporsi quale sostituto dell’F15E, ossia quale velivolo in grado di compiere anche missioni di strike. Tale capacità, pur avendo causato un ulteriore incremento dei costi, ha avuto l’innegabile pregio di ampliare le possibilità di impiego del velivolo rendendone quindi più giustificabile l’imponente spesa, specie in considerazioni delle frequenti notizie per cui il programma sembrava essere a rischio di cancellazione per i costi eccessivi e i requisiti da “primo giorno” di guerra fredda, ormai eccessivi rispetto alle effettive necessità (al punto che, da talune parti, si era ipotizzata la riduzione del programma a sole 120 unità, in pratica uno stormo completo più velivoli da addestramento e di riserva, da impiegarsi in occasione di operazioni complesse, in pratica una sorta di Forze Speciali dell’aria).
Qualunque sia alla fine il numero effettivo di velivoli che saranno prodotti, il fattore veramente rilevante a proposito di questo aereo è che esso sarà il primo, vero velivolo da “dominio aereo” del mondo, ossia progettato appositamente per costituire la punta di lancia della Global Strike Task Force (gruppo d’impiego da attacco globale). Ruolo fondamentale della Gstf è quello di aprire la strada alle unità Usa, garantendone l’accesso in forze a qualunque campo di battaglia nel mondo, indipendentemente dal tipo e dalla quantità degli equipaggiamenti di qualsiasi potenziale avversario. In pratica, qualsiasi operazione del prossimo futuro contro un nemico dotato di forze e capacità significative è destinata ad aprirsi con un attacco congiunto di F22 e di bombardieri strategici B2, volto a cancellare dai cieli i velivoli da caccia avversari, acquisendo così la superiorità assoluta, e a eliminare gli assetti più paganti del nemico (quelli che presentano le migliori possibilità di infliggere perdite pesanti alle forze USA, quali missili a lunga gittata, sistemi di difesa contraerea moderni, centri di comando e controllo, missili antinave, etc…), aprendo in tal modo la strada alle successive ondate di Jsf cui spetterebbero compiti più tattici, ivi compreso il supporto alle forze di terra. In definitiva, quale che sia il futuro, l’F22 è stato progettato, e ha le potenzialità, per garantire agli Usa una schiacciante superiorità aerea su qualsiasi teatro di guerra, premessa indispensabile per il mantenimento della posizione di assoluto predominio posseduta dall’ultima superpotenza globale.
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