
Originariamente Scritto da
Mark
Caro agaragar,
L'Occidente diverrà molto instabile, il che darà alla Cina la fiducia per "espandersi". Miolto probabile, infatti, che Corea, Taiwan e il Giappone diventino terre cinesi.
La corsa della Cina a superare il resto del mondo comincia dai consumi. Secondo Lester Brown, Presidente dell' Earth Policy Institute e fondatore e Presidente del Consiglio del Worldwatch Institute, tra le cinque principali materie prime alimentari, energetiche e industriali – cereali, carne, petrolio, carbone e acciaio – il consumo cinese ha già superato quello americano tranne che per il petrolio.
C’è una logica in tutto ciò che risiede nel fatto che i cinesi sono oltre un miliardo e, in una parola, mangiano di più. Ma questo significa anche che mangeranno sempre meglio e sempre di più. E che avranno bisogno di sempre maggior fonti energetiche. Petrolio al primo posto. E benché Pechino guardi anche ad esperienze alternative (ad esempio all’etanolo brasiliano tanto che in cinque anni ha investito nel settore 250 milioni di dollari e stima che entro il 2020 la produzione di energia si avvarrà di un 10% di energie rinnovabili), la fame vera restano gas e petrolio.
Sarà quella fame che porterà agli scontri con altri paesi.
Secondo l’analista americano Richard Giragosian, la fame di energia è un aspetto strettamente collegato, non solo alla crescita dell’economia, ma alla stabilità stessa del regime. Il che si traduce nella necessità di stringere patti e accordi per garantirsi un portafoglio energetico che non lasci a terra la crescita e non mini quindi alle base la stabilità del governo e il consenso al modello. Da questo punto di vista i conti, che Pechino sta facendo dal Sudan al Venezuela e dal Mozambico al Brasile, la Cina deve farli soprattutto con l’Asia centrale e i russi, i loro grandi vicini e fornitori.
In più tenendo conto che di vicini ce ne sono altri che, come lei, sono assetati di energia.
Saluti