Caruso incerto tra l’ira di Bertinotti e le uova di Casarini
ROMA - Sono ore tormentate, per l’onorevole Francesco Caruso . Votare sì alla missione in Afghanistan e farsi tirare le uova dall’ex amico disobbediente Luca Casarini o votare no e rompere con Bertinotti? «Io voterò no», aveva annunciato sabato all’assemblea dei pacifisti ribelli, ma ora non ne è più tanto convinto. «Ci sono tre possibilità - elenca Caruso -. Voto no e mi metto a posto la coscienza, oppure voto sì e lancio un ultimatum al Prc. Se fra sei mesi non è cambiato nulla, esco dal gruppo e mi dimetto. Oppure, come tanti mi consigliano, mi iscrivo al gruppo misto». E la terza possibilità? «Ci sarebbe, ma è complicata. Meglio lasciar perdere». Eppure, se potesse seguire il suo «slancio etico e di coerenza», Caruso voterebbe no. Ma guai ad accostarlo agli otto dissidenti. «È raccapricciante sentire personaggi squallidi come Claudio Grassi che urlano ma poi si allineano». E lei, si allinea? «C’è un punto della tua coscienza che fa da limite...». Superarlo o no, il limite? Mistero. Bertinotti ha chiesto alla sinistra «lealtà per cinque anni» e lui si dice d’accordo, ma «ingoiare rospi per cinque anni no, non mi si può chiedere. Deciderò domani (oggi, ndr ) all’assemblea del centro sociale "Depistaggio"».
http://www.corriere.it/edicola/index...ICA&doc=INCHaa
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