dal quotidiano LIBERO di oggi...........
"BUSH: «UFFA, CHE MERDE»
di GLAUCO MAGGI
Il presidente Usa parla senza saperlo a microfoni accesi. E finalmente dice la verità sugli Hezbollah e sulle divisioni dell'Europa. Mentre Prodi scopre che i soldati servono.
Viene da pensare che quel microfono, a San Pietroburgo, l'abbia tenuto acceso la Provvidenza. Nessun comunicato, né di alcuno degli Otto Grandi, né tantomeno il testo sottoscritto da tutti per chiedere all'Onu di metterci una pezza, poteva rendere più concretamente della "merda di Bush" il senso dell'attuale "casino" (ci adeguiamo per solidarietà linguistica) internazionale. L'Onu, si sa, ha i suoi tempi e i suoi veti che cristallizzano le crisi,e mai le risolvono. Tantomeno, al Palazzo di Vetro, si dice mai terrorista al terrorista. «La cosa ridicola è che ciò che devono fare è di dire alla Siria di costringere Hezbollah a fermare questa merda, e tutto finisce qui», ha invece banalmente sussurrato il presidente americano seduto al tavolo mentre mangiucchiava qualcosa, al collega di cui più si fida, Tony Blair, in piedi accanto a lui. È al di fuori dei momenti ufficiali, quelli dei sorrisi, delle strette di mano e dei meeting "on the record", che i leader si scambiano le confidenze vere, le convinzioni non mediate. Per questo le frasi "rubate" al protocollo dalla distrazione di un microfono non spento durante il pranzo sono importanti. E il tentativo di trasformarle in gaffe perché il linguaggio è quello che è, colorito dalla parolaccia, è irresponsabile più che risibile. Gli anti Bush non tengono vergogna: c'è in ballo una guerra mondiale con gli avamposti militari dell'Iran, il cui presidente proclama che vuole distruggere Israele, i quali bombardano di razzi per l'appunto Israele e rapiscono soldati israeliani, e questi che cosa fanno? Chirac e D'Alema dicono che la reazione di Tel Aviv è «aberrante» e «sproporzionata». E Prodi, che è riuscito a mancare persino la fotografia d'addio del gruppetto dei big perché stava telefonando, s'è prima vantato di aver parlato con il leader del Libano, che contameno del due di picche, e quindi ha combinato un pasticcio facendo credere e poi smentendo di aver avuto la pensata giusta: un trillo ai leader di Teheran per fare da "mediatori". Mandanti e mediatori insieme. Anche l'appeasement esige una sua dignità, e invece lo sbandamento del nostro primo ministro, che magari non dice cacca a tavola, è senza freni. Ora pare che il mantra sia «la forza di interposizione» al confine tra Israele e Libano, dove mandare i soldati dell'Onu, anche marines imperialisti Usa e carabinieri ex Nassirya, cioè quelli che i nostri prodi di sinistra vogliono ritiraredaIraq e Afghanistan. Ma, si sa, salvare la pelle e gli arsenali di Hezbollah val bene una missione "pacifista". La merda di Bush è musica. Perché è la sostanza che conta, e il mondo che oggi può sentire lo sboccacciato George senza filtro è bene che rifletta sui concetti e sui giudizi espressi da un leader frustrato dall'inazione dei suoi soci, anzichè trastullarsi con il galateo del comunicatese. Che cosa ha detto il cowboy texano? Per fermare il conflitto bisogna fermare gli aggressori. E poiché l'aggressione è venuta dai fondamentalisti del Partito di Dio, bisogna bloccarli, bisogna impedire che insistano in questa merda. Non si può essere più netti di così, anche perché la risoluzione 1559 dell'Onuprevedeva ildisarmo elo smantellamento delle milizie di Hezbollah da quando Israele ha accettato di ritirarsi dal Libano. E si è visto che cosa è successo. L'America sa di avere un ruolo centrale e non si sottrae. L'ha già fatto con la mappa della pace che doveva partire dai ritiri unilaterali israeliani (che ci sono stati, infruttuosi) e proseguire con lo smantellamento delle fazioni terroristiche palestinesi (chenonè mai avvenuto). Ora, il presidente sta pensando ad una delegazione di alto rango: «Penso che Condi Rice andrà in Medio Oriente abbastanza presto», ha confermato al premier inglese: i dettagli del viaggio sono in via definizione ma ci si aspetta che la missione avverrà dopo il ritorno degli inviati dell'Onu che dovranno fare un primo esame della situazione in loco. Ma chi sono i soggetti non nominati nel "fuori onda", che dovrebbero stoppare gli attacchi terroristici a Israele? Parlando a Blair e dicendo «loro», Bush si riferisce un po' a tutti. Chi non sa che sono la Cina e la Russia, che armano Teheran ed hanno relazioni privilegiate con i fondamentalisti di Hamas, i primi ad avere in mano le chiavi della pace? Lo sfogo verbale del presidente tradisce la sua insofferenza per l'intrinseca ipocrisa della situazione diplomatica internazionale. Sedersi a tavola con Putin, e sapere che Mosca ha già messo i bastoni tra le ruote sull'affare delle centrali nucleari che il regime iraniano vuole costruirsi in barba alle pressioni dell'Onu, degli Stati Uniti e dell'Europa, deve far andare di traverso il salmone. La nuova crisi provocata in Isreale dal braccio armato degli sciiti iraniani e siriani, le milizie Hezbollah, esaspera ora la frustrazione della Casa Bianca contro l'asse Teheran-Damasco-Mosca. Nelle ore caldissime del G8, significativamente il ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki, a Damasco per una breve visita, ha consegnato una lettera indirizzata dal presidente Mahmud Ahmadinejad al suo collega siriano Bashar al Assad, nella quale si esprime appoggio alla Siria «contro qualsiasi minaccia». E solo una settimana fa sempre lo stesso Ahmadinejad ha minacciato una «dura risposta» se Israele attaccherà la Siria. Quanto a Kofi Annan, anche lui è entrato nella dichiarazione galeotta. «Gli voglio dire di prendere il telefono e chiamare Assad (il capo del governo siriano, ndr), perché faccia qualcosa ».Egli europei? Parolai. Parlano e parlano. Sarà un cowboy impaziente, ma dopo tanti meeting Bush ha imparato a conoscere bene lo stile dei politici della Vecchia Europa. «Non ho certo intenzione, io, di fare un lungo discorso come gli altri», ha confidato a Blair. «C'è certa gente qui al summit che parla davvero troppo». Poi Blair s'è accorto del microfono e l'ha spento. Ma scommettiamo che Bush ha continuato «...e non combinano un c.». "
Saluti liberali




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