
Originariamente Scritto da
careca
mi rendo conto che il linguaggio delle sentenze può apparire criptico e incomprensibile...
provo a spiegare "maccheronicamente":
è provato che le "cellule" svolgono una attività di sostegno e reclutamento di volontari da inviare in strutture di addestramento paramilitare che si trovano in iraq;
in iraq c'è la guerra;
siccome in iraq c'è la guerra, l'attività che queste strutture paramilitari pongono in essere in iraq non è assimilabile al terrorismo ma alla guerriglia o alla resistenza (di conseguenza gli attentati in iraq non sono atti terroristici ma di guerriglia);
non è provato che queste strutture prevedessero la concreta programmazione di attività diverse dalla guerriglia (così come sopra definite) e dunque incasellabili nell'ambito delle attività di tipo terroristico, nè in iraq nè in altri scenari bellici (attenzione a tale aggettivo che è la chiave);
da dove debba prendere la forleo la definizione di terrorismo è, in mancanza di specifica previsione normativa, nella propria testa...
giacché non è importante la definizione in se di terrorismo, ma la qualificazione giuridica che si da di determinati atti
riguardo alla sentenza della forleo (e della cassazione) ho già detto che
si può legittimamente criticarla o condividerla...
io condivido quella della cassazione e non quella della forleo che mi fa sinceramente cagare ...
al contrario mi sembra di capire che tu condividi quella della forleo per cui ritieni che le "cellule" di quel processo fossero guerriglieri e non terroristi
libero tu di farlo, libero io di criticarla
