il sionismo è quello che si è mostrato essere, punto e basta.
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il sionismo è quello che si è mostrato essere, punto e basta.


Yurj ti consiglio un buon libro da aggiungere alle tue letture estive:Originariamente Scritto da yurj
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Il sionismo nasce come appunto desiderio di portare israele al monte Sion e sono nate varie correnti su fino a dove fosse auspicabile e/o giusto estendere i confini di israele. Cosa ha fatto isreale in questi 60 anni? E' rimasta sul monte sion? no. è rimasta a gerusalemme? no. è rimasta in terra santa? no. Ha sempre approfittato di ogni conflitto per allargare i propri confini e nonostante ciò la sua popolazione "coloni-zza" illegittimamente anche vasti territori al di fuori di quei confini, e per ogni colonia che sloggia se ne installano altre due. Ogni tot di anni la cartina del medio-oriente deve essere ridisegnata per mostrare una israele più grande di prima. E anche oggi vediamo che se gli hezbollah rapiscono due militari israele uccide 1000 civili libanesi in pochi giorni e porta le sue truppe di terra in libano, e, guardacaso, come sempre, mi sa che alla fine i confini di israele a nord non saranno quelli di prima. Io non so a quale "corrente" sionista appartenga herzl, ma certamente i fatti mostrano con chiarezza assoluta qual'è la concorrente che ha prevalso e che sta prevalendo.
..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano


Originariamente Scritto da LIBERAL_
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E il Mein Kampf non me lo consigli?![]()
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Dopo la prima guerra arabo israeliana del 1948, Israele conquistò l’85% di Gerusalemme (la parte occidentale e i sobborghi circostanti), la Giordania la parte orientale, che comprendeva la città vecchia e i villaggi adiacenti, e nel restante 4% del territorio, dichiarato "terra di nessuno", le Nazioni Unite stabilirono la propria sede. Da Gerusalemme Ovest, circa 80.000 palestinesi furono espulsi, dai villaggi di Deir Yassin, Lifta, Ein Kerem e Al-Malha.
Il 2 febbraio 1949, il primo ministro israeliano Ben Gurion dichiarò unilateralmente Gerusalemme ovest parte integrante dello stato israeliano e il 13 dicembre dello stesso anno, il governo israeliano dichiarò Gerusalemme ovest capitale di Israele. Pochi giorni dopo, l’Assemblea Generale votò la risoluzione 303 confermando la propria intenzione di sottoporre Gerusalemme ad un regime internazionale permanente.
Dall’occupazione di Gerusalemme est nel 1967, la politica israeliana seguì uno scopo chiaro: stabilire un esclusivo controllo sulla città con situazioni di fatto incontrovertibili, innanzitutto ridefinendo i confini municipali della città. I confini orientali furono espansi attraverso l’inclusione di 70.000 donums di terreno e 28 villaggi circostanti nel territorio di Israele, al fine di assicurare la superiorità demografica israeliana in entrambi i settori della città. Le aree abitate dai palestinesi - Abu Dis, Izzariya e Qualandia Camp, ne furono escluse.
Il 28 giugno 1967, la Knesset estese a Gerusalemme est la giurisdizione israeliana e 6000 palestinesi del quartiere Mughrabi nella città vecchia furono espulsi e le loro case distrutte per fare posto alla piazza di fronte al Muro del pianto. La strategia israeliana di "giudeizzazione" della città incluse la colonizzazione della Città Vecchia e dei quartieri circostanti, la costruzione di nuovi insediamenti e strade di collegamento per popolare densamente l’area metropolitana di Gerusalemme est annessa. La crescita della popolazione palestinese all’interno della città fu una delle principali preoccupazioni dell’amministrazione municipale, l’espropriazione di terreni di proprietà palestinese e il rifiuto di concedere permessi alla costruzione di nuove case, un mezzo comunemente usato per bloccarla. I terreni espropriati venivano inizialmente destinati ad uso pubblico - definiti "green areas" - e in seguito destinati all’espansione degli insediamenti israeliani. Dal 1967 al 1996, 23.500 dunums sono stati espropriati con questa giustificazione. 500 acri di terreno nell’area di Shu’fat, designati "green area" nel 1968, furono riclassificati nel 1973 per la costruzione dell’insediamento di Ramot. Il caso più recente è quello di Jabel Abu Ghneim, dove, nel 1991, l’autorità municipale destinò 2000 donums, dichiarati "green area" nel 1968, alla costruzione dell’insediamento di Har Homa. Attualmente, 31000 dunums sono classificati "green area", su un totale di 123.000 dunums dell’intera città di Gerusalemme.
Il 30 luglio 1980, il governo israeliano riaffermò di fatto l’annessione e dichiarò la città "capitale eterna e indivisibile" di Israele. Con la risoluzione 478 del 20 agosto 1980 le Nazioni Unite condannarono questo atto dichiarando che "tutte le misure legislative e amministrative prese da Israele, Autorità occupante, che hanno alterato o si prefiggono di alterare il carattere e lo status della Città Santa di Gerusalemme sono nulle e devono essere revocate.
Per assicurare la superiorità israeliana sull’intera Gerusalemme ed espandere il proprio controllo su Gerusalemme est, Israele continua a costruire ed a progettare nuovi insediamenti, ad espandere gli insediamenti esistenti sia all’interno che intorno alla città. Questi insediamenti formano ormai due cerchi concentrici intorno alla città, isolando la Gerusalemme est araba e tagliandola a metà la Cisgiordania.
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