Aggiornamento rassegna stampa, 25 settembre 2006.
L’UNIONE SARDA, 26 settembre 2006
Gli azzurri: «Brutta copia del Consiglio». Ora il centrosinistra potrebbe rinunciare
No di Forza Italia, Consulta a rischio
Forza Italia non ci sta, la Consulta statutaria è a un passo dal tracollo.
Il direttivo regionale degli azzurri, riunito a Cagliari, conferma l’orientamento trapelato nei giorni scorsi: il partito non parteciperà con propri esponenti all’organismo che dovrà (dovrebbe) scrivere la bozza del nuovo Statuto. «Solo una brutta copia del Consiglio regionale», lo definisce una nota del coordinamento regionale di Fi, che raggiunge sull’Aventino An e Riformatori. E forse decideranno allo stesso modo anche l’Udc e Fortza Paris. Ora l’Unione potrebbe rinunciare a eleggere la Consulta.
LA CDL. Alla riunione di Forza Italia c’era anche l’ex ministro Beppe Pisanu. Con lui il coordinatore regionale Piergiorgio Massidda, i parlamentari, il gruppo consiliare della Regione e tutti i big azzurri, compatti sul no: la Consulta, spiega il comunicato finale, «è un modo con cui l’attuale maggioranza tenta di eludere i contrasti interni e far dimenticare le proprie responsabilità per il deteriorarsi della situazione economico-sociale». Inoltre il lavoro della Consulta sarebbe di fatto reso vano dalla legge
statutaria imposta dal centrosinistra. E la composizione paritaria del parlamentino, offerta in questi giorni dall’Unione, non sarebbe praticabile.
Questo è uno dei motivi che porteranno probabilmente oggi sull’Aventino anche l’Udc, che inizialmente aveva dato disponibilità a entrare. Il segretario regionale Giorgio Oppi rimanda la decisione finale alla riunione del direttivo del partito, fissata per la tarda mattinata, ma avverte:
«Non ci sono le condizioni per una composizione paritaria, e in ogni caso l’atteggiamento della maggioranza è tale da pregiudicare le possibilità di collaborare sulle riforme». Si riunirà invece domani Fortza Paris, e anche in questo caso si preannuncia una marcia indietro rispetto al precedente orientamento favorevole alla partecipazione.
L’UNIONE. La maggioranza si trova ora in imbarazzo: fare una Consulta solo di centrosinistra è quasi improponibile, ma fermare il cammino delle riforme sarebbe uno smacco.
Nei prossimi giorni la coalizione deciderà come reagire. Nel frattempo il segretario dei Ds, Giulio Calvisi, osserva: «Più che un no alla Consulta, quello di Fi sembra un no alle riforme. Tutte le regioni italiane, anche quelle amministrate dal centrodestra, hanno rifatto i loro statuti: solo la Sardegna, nei cinque anni di governo della Cdl, non produsse nulla». Il centrosinistra sardo, prosegue Calvisi, le riforme le vuole sul serio: «Erano nel nostro programma elettorale, e anche in quello del centrodestra». Per Chicco Porcu, capogruppo di Progetto Sardegna in Consiglio, è ormai difficile che la Consulta possa partire: «Sarebbe uno strumento dimezzato, a questo punto è meglio che del nuovo Statuto si occupi il Consiglio. Abbiamo comunque il dovere di mandare avanti le riforme.
La Cdl che alternativa propone?
Dovranno spiegare ai sardi - conclude - perché non intendono collaborare per rendere più moderne le istituzioni regionali».