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Citazione:
Originariamente Scritto da festina lente
Cumponidori,
quale sarebbe il compito da affidare alla Consulta?
I componendi della futura Consulta avrebbero, forse, il medesimo fine politico, almeno una maggioranza di essi?
Politicamente, dovemmo anzitutto rispondere a questi interrogativi.
Scusami se ti riporto all'inizio di un ragionamento, ma nei miei precedenti 'post' io sono intervenuto nella discussione avendo probabilmente risposte dissimili alle tue in merito alle questioni poco sopra riportate.
Il compito da affidare alla Consulta è stato definito dalla Legge “regionale” che l’ha istituita.
Mi sono riproposto di esprimere alcune considerazioni in merito, lo farò quando troverò il tempo.
Citazione:
Originariamente Scritto da festina lente
Cosa vorresti che faccia?
Cerco di avere opinioni mie, quantomeno, della deprimente situazione politica sarda ed italiana; il tanto che basta da non aver mai votato alle elezioni politiche.
Mi pare di aver votato una volta soltanto alle regionali (ma non sono stato residente in Sardegna negli ultimi anni) ....... e non ti dico quale sia la mia opinione concernente i politicanti che governano il nostro capoluogo di provincia.
Ho i miei ideali; non sono indifferente seppure non molto partecipante.
Intanto potresti non stare alla finestra ad osservare cosa succede, ma impegnarti attivamente in prima persona, scegliendo con chi condividere ed affermare alcuni ideali.
Il fatto che tu non abbia mai votato alle politiche, è una scelta rispettabile ma inutile.
Sui politicanti che governano il nostro capoluogo di provincia, le nostre opinioni potrebbero essere non dissimili.
Ovviamente non ti conosco ma ho l’impressione che tu sia abbastanza giovane.
Buon ferragosto anche a te, ogni tanto “staccare la spina” è salutare e necessario. :-:-01#19
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19 agosto
Citazione:
Originariamente Scritto da Su Componidori
Intanto potresti non stare alla finestra ad osservare cosa succede, ma impegnarti attivamente in prima persona, scegliendo con chi condividere ed affermare alcuni ideali.
Il fatto che tu non abbia mai votato alle politiche, è una scelta rispettabile ma inutile.
Sui politicanti che governano il nostro capoluogo di provincia, le nostre opinioni potrebbero essere non dissimili.
Ovviamente non ti conosco ma ho l’impressione che tu sia abbastanza giovane.
Bentornato Cumponidori,
spero che abbia trascorso delle tranquille giornate ferragostane.
Probabilmente "l'impressione" che hai avuta è veritiera -il problema è capire cosa si intenda per "abbastanza" oltreche per "giovane"- poiché desumo di esserlo in relazione a ciò che hai scritto di te (ma non di molti anni, forse): quando tu compivi la scelta indipendentistica e leggevi i libri di Sergio Salvi io ero ancora uno scolaro e leggevo il sussidiario (metà anni Settanta).
Confrontando, poi, la mia età con quella media della maggior parte degli scriventi nei forum sardi non credo di essere così "abbastanza" giovane.
Il mio non-voto reiterato è originato più dal disincanto che dal giovanilismo; anzi, a diciasette anni se avessi potuto avrei votato, allora (era un partito internazionalista, ecologista, antimilitarista, .................).
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Citazione:
Originariamente Scritto da festina lente
Bentornato Cumponidori,
spero che abbia trascorso delle tranquille giornate ferragostane.
Probabilmente "l'impressione" che hai avuta è veritiera -il problema è capire cosa si intenda per "abbastanza" oltreche per "giovane"- poiché desumo di esserlo in relazione a ciò che hai scritto di te (ma non di molti anni, forse): quando tu compivi la scelta indipendentistica e leggevi i libri di Sergio Salvi io ero ancora uno scolaro e leggevo il sussidiario (metà anni Settanta).
Confrontando, poi, la mia età con quella media della maggior parte degli scriventi nei forum sardi non credo di essere così "abbastanza" giovane.
Il mio non-voto reiterato è originato più dal disincanto che dal giovanilismo; anzi, a diciasette anni se avessi potuto avrei votato, allora (era un partito internazionalista, ecologista, antimilitarista, .................).
Ciao Festina, sai la tranquillità per chi s’impegna nel sardismo è sempre abbastanza relativa anche nei giorni “vacanzieri”.
La mia “impressione”, oltre o più che al dato anagrafico era riferita al fatto che tendo a dare per scontate negli interlocutori più attenti e preparati, come potresti essere tu, delle conoscenze derivate da una “militanza” attiva, senza però averne conferma.
Probabilmente ciò non è corretto, perché ciascuno segue percorsi ed esperienze proprie, l’importante è arrivare a condividere obiettivi comuni.
Se il periodo era intorno alla metà degli anni ’80 e quel partito che avresti votato se avessi potuto non era un partito italiano ….
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Citazione:
Originariamente Scritto da Su Componidori
La mia “impressione”, oltre o più che al dato anagrafico era riferita al fatto che tendo a dare per scontate negli interlocutori più attenti e preparati, come potresti essere tu, delle conoscenze derivate da una “militanza” attiva, senza però averne conferma.
Probabilmente ciò non è corretto, perché ciascuno segue percorsi ed esperienze proprie, l’importante è arrivare a condividere obiettivi comuni.
Se il periodo era intorno alla metà degli anni ’80 e quel partito che avresti votato se avessi potuto non era un partito italiano ….
Buongiorno Cumponidori (è pomeriggio ma stamane è stata il proseguo della notte trascorsa al concerto dei Senza Neke -che mi erano sinora soltanto noti e che non avevo ancora avuto l'occasione di ascoltarli neppure in disco, non essendo un amante del rock- .... e della nuotata all'alba in mare),
credevo che avessi immaginato la mia non militanza politica (almeno quella sardista); dunque le mie conoscenze sono indirette, libresche, ....... da lettore curioso ed appassionato, scusami pertanto della mia incompleta conoscenza delle vicende politiche sarde che non siano già parte della ricerca storica ed ancor di più per quelle dei partiti politici. Considera inoltre che per oltre vent'anni non ho risieduto in Sardegna (ed internet è un fenomeno recente).
Proprio ieri notte, a Sabarussa, alla bancarella dell'editrice Arkiviu ............ di Guasila, chiedevo notizie di una qualche pubblicazione sulla storia del movimento anarchico in Sardegna. Conosco abbastanza la storia del movimento in Italia e quella del movimento internazionale ma ignoro tutto, o quasi, di come possa esser stato l'anarchismo sardo, .............. almeno per aver notizia qualche ribellione, renitenza, ........ .
Non è stato stampato nulla, sinora; prossimamente verrà discussa una tesi di laurea che in futuro sarà pubblicata a cura dell'Arkiviu.
Per ora un gran saluto.
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Citazione:
Originariamente Scritto da festina lente
Buongiorno Cumponidori (è pomeriggio ma stamane è stata il proseguo della notte trascorsa al concerto dei Senza Neke -che mi erano sinora soltanto noti e che non avevo ancora avuto l'occasione di ascoltarli neppure in disco, non essendo un amante del rock- .... e della nuotata all'alba in mare),
credevo che avessi immaginato la mia non militanza politica (almeno quella sardista); dunque le mie conoscenze sono indirette, libresche, ....... da lettore curioso ed appassionato, scusami pertanto della mia incompleta conoscenza delle vicende politiche sarde che non siano già parte della ricerca storica ed ancor di più per quelle dei partiti politici. Considera inoltre che per oltre vent'anni non ho risieduto in Sardegna (ed internet è un fenomeno recente).
Proprio ieri notte, a Sabarussa, alla bancarella dell'editrice Arkiviu ............ di Guasila, chiedevo notizie di una qualche pubblicazione sulla storia del movimento anarchico in Sardegna. Conosco abbastanza la storia del movimento in Italia e quella del movimento internazionale ma ignoro tutto, o quasi, di come possa esser stato l'anarchismo sardo, .............. almeno per aver notizia qualche ribellione, renitenza, ........ .
Non è stato stampato nulla, sinora; prossimamente verrà discussa una tesi di laurea che in futuro sarà pubblicata a cura dell'Arkiviu.
Per ora un gran saluto.
Anch’io sono stato al concerto.
La tua “non militanza”, almeno sardista, era chiara.
Comunque ora hai precisato meglio il tuo “background”.
Spero che chiunque voglia approfondire la conoscenza del sardismo, in un prossimo futuro abbia la possibilità di farlo attraverso il sito nazionale ufficiale del PSd’Az, “in rete”.
Sull’anarchismo sardo esiste una discreta letteratura, giusto un accenno ad un libretto di C. Cavalleri l’ho fatto in questo “thread”:
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=262934
Ciao.
PS: siamo andati abbastanza “off topic”, come si dice, sicuramente avremo occasione di proseguire in apposite discussioni. :)
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Gds,26 agosto 2006
Terra nostra
La sovranità e i governi “amici”
Francesco Casula*
Il popolo sardo sovrano non esiste: la sovranità è dell’intero popolo italiano.
Così disse Linda Lanzillotta, ministro italiano degli Affari regionali. Così il Governo dopo aver impugnato le tasse, dopo aver dichiarato “inesistenti” le nuove Province, ora contesta la Legge sulla Consulta. Chi si aspettava dal governo “amico” un trattamento di favore, è servito. Ma ha ragione il Ministro: «Con la Regione -ha affermato- c’è collaborazione, dialogo, amicizia simpatia. Ma dobbiamo garantire i principi costituzionali, senza guardare ai colori politici». In altre parole, le bronzee leggi dello stato non si toccano: di uno stato che - al di là delle chiacchiere – mostra il suo volto ottocentesco di sempre: accentrato,autoritario e centralista. E poco importa se il gestore pro tempore è un governo “amico”.
Quello che conta sono i “principi costituzionali”: quelli stessi che hanno sequestrato la sovranità del popolo sardo.
Che viene addirittura negata dalle radici perché mancherebbe il soggetto detentore: il popolo sardo, incorporato e diluito, sic et simpliciter, nel popolo italiano. Questa vicenda dimostra che all’interno degli attuali rapporti politico-istituzionali fra lo Stato Italiano e la Regione Sardegna, noi possiamo solo amministrare la nostra dipendenza e subalternità. Di qui l’esigenza urgente di superare il vecchio e fallimentare autonomismo per puntare dritti verso uno Statuto di vera e propria sovranità nazionale, che ricontratti il rapporto fra Sardegna e Stato italiano su basi federali.
Come ha fatto la Catalogna nei confronti dello Stato spagnolo. Ma per questo occorre prima di tutto l’unità: per intanto delle forze politiche sarde. Al di là e al di sopra degli schieramenti.
I catalani hanno potuto “vincere” perché il nuovo Statuto della Generalidad è stato approvato con il 90 per cento dei voti, con la sola opposizione della destra di Aznar. A fronte di ciò il governo di Zapatero e della sua maggioranza difficilmente avrebbe potuto opporre un diniego. E difatti è stato approvato sia dalla Camera Alta che da quella Bassa. Nonostante la Spagna sia uscita da un regime autoritario e centralista ben 30 anni dopo l’Italia. Ma tant’è: in Sardegna si cincischia ancora, rimasticando un’improponibile “nuova autonomia”. Ma soprattutto ci si divide. Salvo poi lamentarsi con “Roma cattiva”.
* Scrittore
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Citazione:
Originariamente Scritto da Su Componidori
Gds,26 agosto 2006
Terra nostra
La sovranità e i governi “amici”
Francesco Casula*
Il popolo sardo sovrano non esiste: la sovranità è dell’intero popolo italiano.
(L. Lanzillotta)
* Scrittore
La Regione, come sappiamo, ha emanato la legge che istituisce la Consulta per lo Statuto della Sardegna; dopo oltre cinquant’anni di autonomia a statuto speciale anche i politici isolani hanno dunque reputato necessaria la riscrittura di quella legge che disciplina la particolare condizione di autonomia che la Costituzione, come disposto dall’articolo 116, attribuisce alla Sardegna e ad altri quattro territori della Repubblica: tali statuti, infatti, sono stati adottati, distintamente, dall’ordinamento “con leggi costituzionali”.
Iniziando da questa premessa generale che fa cenno e riferimento alle norme dell’ordinamento giuridico dello Stato italiano, assumiamo come presupposto -non dimostrato- quello della necessarietà della riscrittura, in quanto la discussione (in questo thread) non verte sulle motivazioni amministrative che la renderebbero necessaria, ma su argomenti altri che inerirebbero, forse, a rinnovati rapporti non interamente risolvibili nell’ambito del diritto interno.
“Consulta”, “assemblea costituente”, “statuto”, “autonomia”, “sovranità”, “nazione”, “Popolo sardo”, sono i termini frequentemente ripetuti nel dibattito politico per il “nuovo Statuto”, esso stesso parte del dibattito italiano che da più di un decennio anima i discorsi concernenti il rinnovamento istituzionale del cosiddetto federalismo, inizialmente promosso dalle varie leghe riunitesi poi nell’omonimo partito avente una discreta rappresentanza politica.
Alcuni fra quelli or ora elencati sono pure importanti termini del lessico politico storico sardo del Novecento, sia per l’uso fattone nel corso del secolo scorso dal PSd’Az. che per l’utilizzo in istanze di tipo sardista non riconducibili all’organizzazione del partito stesso o politicamente differenti.
Quali sono gli obiettivi di tale nuova scrittura?
Quale sarebbe, dunque, la ratio del nuovo Statuto, che ultimerebbe il proprio iter legislativo a Roma, per essere ratificato (secondo la procedura di approvazione delle leggi costituzionali)?
La Regione avanza la propria richiesta di sostituirsi allo Stato in ulteriori “materie” ed “attribuzioni” (nonché -con altra prassi- acquisire progressivamente al proprio demanio quanto ancora non le è concesso) aspirando così ad una maggiore autonomia e ad un poco più quella “sovranità diffusa”, in modo conforme alle proprie prerogative (rammentiamoci la revisione costituzionale del titolo V), secondo quanto è già consentito dall’ordinamento vigente (poiché -per logica- non potrebbe essere altrimenti, volendo preservare integra l’organicità dell’ordinamento medesimo).
Autonomia, ulteriore autonomia, in un processo di riorganizzazione e di ammodernamento dell’istituzione Stato che decentra le proprie funzioni amministrative demandandole agli enti in cui si “riparte” la Repubblica (articolo 114, come riscritto dopo l’abrogazione dell’ex art. 115): la Sardegna la reclama proponendosi in nome del “popolo sardo”, dotato (o dotantesi) di una propria -non ben definita- “sovranità”.
E’ difficile capire quali siano le ragioni di questi riferimenti a concetti fondamentali della teoria giuridica e della dottrina dello Stato. E’ difficile tanto più è incerta l’interpretazione del senso dei proponimenti di coloro che si dichiarano favorevoli all’uso (abuso) di tali concetti e di chi abbia parteggiato -prima della legge istituente la Consulta- per una fantasmagorica “Assemblea costituente” autonomista.
Molte volte si prende come esempio il recente Estatut catalano poiché in esso la Catalogna è riconosciuta formalmente una nazione (con una propria lingua ufficiale, una storia istituzionale, una tradizione politica, …….) e le viene attribuita indipendenza fiscale ed ampia autonomia in numerose “materie”: vorremmo riacquistare i nostri diritti storici interamente perduti -ceduti alla monarchia sabauda-, in un passato non troppo lontano, e vorremmo, come Sardi, essere anche noi riconosciuti nazione dall’ordinamento costituzionale, …………….. e vorremmo, reclama la Regione, autonomia, ulteriore autonomia; però -stante questo sospetto “diffuso”volere- trascuriamo di considerare le tante fondamentali differenze.
Non le segnalano i commentatori politici e neppure intervengono -disinteressandosene di queste questioni- i cittadini illustri (o,se volete, gli intellettuali) ………… ed i non italianisti (ultraminoritari elettoralmente) aspettano.
Non esiste un vero dibattito, in Sardegna, un coinvolgimento civile, ………………….. poco insomma; nulla più che il diniego per l’impugnazione della legge per la Consulta.
Cumponidori, mi pare che fossimo a questo punto, prima di ferragosto e le divagazioni post ferragostane.
“La Catalogna in qualità di nazione esercita il suo autogoverno costituita in comunità autonoma in accordo con la Costituzione” (articolo 2 Estatut).
(Art. 5) “L’ autogoverno della Catalogna si fonda altresì sui diritti storici del popolo catalano”.
Manca l’enunciazione di sovranità del popolo, ma formulano “autogoverno”.
Ciò soltanto per fare un piccolo raffronto e riferimento allo Statuto facente parte dell’ordinamento giuridico del Regno di Spagna.
Non sarebbe male che i commentatori dessero pure uno sguardo alla Costituzione spagnola in cui, all’articolo 2 possiamo anche leggere: “………. riconosce e garantisce il diritto all’autonomia di tutte le nazionalità e regioni che la compongono e la solidarietà fra tutte loro”.
Insomma, ciascuno agisce in un proprio contesto.
Un gran saluto a tutti i forumisti,
Arr.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Su Componidori
Comunque ora hai precisato meglio il tuo “background”.
[..................................................]
Sull’anarchismo sardo esiste una discreta letteratura, giusto un accenno ad un libretto di C. Cavalleri l’ho fatto in questo “thread”: .............................
Sfogliai un libretto, poco più di un opuscolo, anch'esso scritto da Costantino Cavalleri (egli stesso mi diceva di alcuni altri articoli).
Come saprai -io l'ho saputo a Solarussa- è anarchico che rivendica la propria identità nazionale (e non sono molti di quell'orientamento nel movimento antiautoritario internazionale -appunto-) ed è l'autore che dovrebbe aver pubblicato la gran parte del poco che è stato stampato: "non son l'uno per cento ma credetemi esistono ....", cantava Leo Ferré, nella canzone dedicata ad essi.
Tra meno di un anno, dice, per avere il suo prossimo lavoro, una ricerca storica più completa.
Io non sono un anarchico, comunque.
Se dovessi definirmi direi d'essere democratico-libertario. Politicamente democratico e di ideali libertari (contro l'autoritarismo in ogni suo manifestarsi).
.................. e non credo nel cosmopolitismo come prassi realistica.
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Citazione:
Proprio ieri notte, a Sabarussa, alla bancarella dell'editrice Arkiviu ............ di Guasila, chiedevo notizie di una qualche pubblicazione sulla storia del movimento anarchico in Sardegna. Conosco abbastanza la storia del movimento in Italia e quella del movimento internazionale ma ignoro tutto, o quasi, di come possa esser stato l'anarchismo sardo, .............. almeno per aver notizia qualche ribellione, renitenza, ........ .
Non è stato stampato nulla, sinora; prossimamente verrà discussa una tesi di laurea che in futuro sarà pubblicata a cura dell'Arkiviu.
Pensavo...
Pieno di spioni come sarà stato, sarai stato notato, identificato e registrato come esponente del mondo anarchico!
Pur non c'entrando nulla....
Formalità non inusuali, dai retta a me.
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manca il popolo
Citazione:
Originariamente Scritto da repubricanu
Pensavo...
Pieno di spioni come sarà stato, sarai stato notato, identificato e registrato come esponente del mondo anarchico!
Pur non c'entrando nulla....
Formalità non inusuali, dai retta a me.
E’ un gran rischio.
Pensa che nel mio scaffale troverebbero le opere classiche del pensiero anarchico, dall’antesignano William Godwin a Proudhon e Bakunin sino ai contemporanei Castoriadis e Chomsky (in verità di lui ho più opere di linguistica), alcuni libri dell’editrice zero in condotta (della F.A.I.) ed il trimestrale Libertaria: tutte pubblicazioni regolarmente registrate all’albo di un tribunale della Repubblica (e così analogamente per quelle estere).
Troverebbero Marcia su Roma e dintorni ed Un anno sull’altipiano di Lussu, …… Il cavaliere dei Rossomori (la biografia ad egli dedicata -la prima edizione- di Peppino Fiori), ……… quasi tutte le opere di Gramsci, ……….. Tradurre la tradizione e Tracce di memoria (quest’ultimo in acquisto e consegna brevi manu, ma senza dedica dell’autore) di Franciscu Sedda e Pro sa Indipendendèntzia de sa Repùbrica de Sardigna di iRS.
Poi, La cuoca di Buenaventura Durruti (autrice anonima) e -gli ancor più compromettenti, per essere considerato un insurrezionalista- Terra e libertà/critical wine (autore, fra i “vari”, Luigi Veronelli che scrisse anche la prefazione del La cuoca …..) e “las tiras” del fumetto Mafalda di Quino, in Ediciones de la flor.
Per mia fortuna, credo che l’ ultimo “invio” concernente lo Statuto sia stato considerato abbastanza conservatore ed non-indipendentista anche dal Big brother che ci osserva (e legge pure il forum de su partidu sardu; Cumponidori non contrariarti: meglio un lettore in più che uno di meno, …… io lo inviterei pure a scrivere).
Scherzo, ma non troppo,
Arr.
P.S.
Continuo a non capire perché siano stati usati dei termini concettualmente 'forti' per un progetto forse ambizioso ma politicamente pursempre di autonomismo.
Altro che Catalunya, questo si, per la generale indifferenza del Popolo a tutto ciò.