VE LI ricordate Romano Prodi e compagni quando vomitavano il loro sdegno in occasione di qualche voto di fiducia chiesto dal governo Berlusconi?
Ecco, avete già capito. Ora eccoli lì, a ricorrere con tremore alla fiducia per una questione importante come uno dei pilastri della politica estera dell'Italia, la missione in Afghanistan. Prodi, che ha ammesso di avere una maggioranza leggera ma sexy (parole davvero sue nell'intervista al Corriere della Sera di ieri), non vuole i voti bipartizan della Cdl e quindi ha il terrore che lunedì sera alla conta si scopra che il rifinanziamento della missione è passato grazie a Berlusconi e alleati. Non che ci aspettiamo grandi gesti, dimissioni e apertura di una crisi, perché questa è gente che da quelle poltrone è difficile smuovere. Però l'imbarazzo sarebbe davvero grande e comporterebbe non poca dose di ridicolo. I sondaggi (di marca centro sinistra) dicono che l'Unione sta perdendo consensi giorno dopo giorno e non solo tra tassisti, farmacisti, panificatori, avvocati, notai e via dicendo. La gente che ha votato per Prodi e compagnia è irritata di fronte a quella pletora di ministri, sottosegretari, portaborse e chi più ne ha più ne metta che non riesce a combinare nulla, come del resto ha ammesso lo stesso Prodi al Corriere. Stanno per arrivare le vacanze e tra barche e biciclette si cercherà di porre rimedio a tutti i problemi. Nel frattempo Condoleezza Rice ha fatto un bel regalo a Prodi e ai suoi. Guardando sull'atlante dove andare per fare una conferenza sulla guerra in corso in Libano ha scelto la nostra bella Roma. Oddio, difficile pensare di andare a Madrid dal Zapatero con la kefiah né a Parigi per ragioni simili (anche se Chirac mantiene lo chic tutto francese). Per l’Italia si tratta comunque di un’importante occasione e certo sapremo comportarci bene, come sempre. Speriamo però di non vedere gente (chissà se a sinistra ci sentono) che sale sul carro dei potenti, come purtroppo è accaduto per un evento bello ma molto meno importante: i Mondiali di calcio in Germania.




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