Spiega: «La legge finanziaria per il 2007 deve correggere l'errore» Tagli-Università, Mussi minaccia dimissioni In una nota il ministro chiede di eliminare il taglio del 10% introdotto nel Dpef sulla gestione degli Atenei STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO - O in Finanziaria si «correggerà l'errore», eliminando il taglio del 10% introdotto nel Dpef sulla gestione degli Atenei, oppure il ministro Fabio Mussi non esclude la possibilità di dimettersi. Ad annunciarlo è lo stesso ministro dell'Università e ricerca in una nota.
Fabio Mussi in Parlamento (La Presse)
«Il presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Guido Trombetti, il rettore dell'Università Roma Tre, Guido Fabiani, e le decine di rettori e direttori di Enti pubblici di ricerca che mi hanno chiamato protestando con dignità hanno ragione: il taglio del 10% delle spese di gestione degli Atenei e degli Enti pubblici di ricerca previsto dalla 'manovrina' è un errore». Così scrive il ministro.
E poi: «Per il 2006 me la sento di chiedere uno sforzo eccezionale alla Comunità scientifica (che già è stata vittima di ripetuti tagli con il governo di centrodestra), per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche: stringiamo la cinghia e guardiamo avanti. Ma è del tutto evidente che la legge finanziaria per il 2007 deve correggere l'errore. Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza ma se l'Italia, di fronte alla tendenza esplosiva globale, della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncia provvedimenti di definanziamento, il mondo ride e noi piangiamo. Lo si potrebbe fare - conclude Mussi - ma si tratterebbe di un'altra politica. Nel qual caso ci vorrà un altro ministro».
26 luglio 2006
E così anche il buon Mussi, minaccia le dimissioni. Sarebbe invece molto meglio che andasse a verificare come gli atenei, o meglio, i rettori, spendono i quattrini che hanno a disposizione. Ad esempio, quante auto blu e di che tipo, quanti telefonini, oppure misurare la produttività dei dipendenti; siano essi ricercatori, docenti, amministrativi, tecnici, ausiliari. Questo dovrebbe fare il compagno Mussi, altro che minacciare le dimissioni. Inoltre, il compagno Mussi, farebbe altrettanto bene a denunciare i tassisti che lo hanno aggedito e che hanno gravemente danneggiato la sua auto ministeriale.
Ma non è solo Mussi che minaccia le dimissioni, anche oggi abbiamo assistito all'ennesima minaccia in tal senso dell'ineffabile Mastella. Purtroppo si è unito al coro anche l'ottimo Di Pietro, un Ministro che stimo profondamente, ma che è inserito in un Partito/Movimente, che annovera gente quale Di Gregorio.
Professor Prodi, li faccia smettere, altrimenti minacci Lei di andarsene. Li ritroverà tutti mansueti come agnellini. Questi, al potere, non rinunciano, escluso, forse, il solo Di Pietro.




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