perchè non attaccare queste immagini negli ospedali?Originariamente Scritto da lorenzo v.


perchè non attaccare queste immagini negli ospedali?Originariamente Scritto da lorenzo v.


Perchè dovrebbero offendere la dignità di tutti? Questo è uno dei pochi luoghi in cui le persone dovrebbero apertamente esporre le proprie verità senza ipocrisie. La mia provocazione penso fosse legittima: dinanzi i diritti di chi intende abortire esistono diritti che presumo superiori.Originariamente Scritto da lorenzo v.


Caxxo io e te dobbiamo berci una birra insieme............Originariamente Scritto da Lupo Nero
![]()
Non è un problema di chiesa, io sono ateo ma considero il concepimento come punto di partenza di una vita unica e irripetibile e in quanto tale degna di rispetto. Che poi, in una società si possa trattare per arrivare ad un punto di accordo tra chi la pensa come me, e chi, invece, considera quell'essere unico e irripetibile, un ammasso di cellule, lo trovo anche ovvio e per questo seppur contrario all'aborto posso anche accettare una società che lo ammetta.
La ru non fà altro che banalizzare l'aborto e offendere ulteriormente chi la pensa come me...
In vaticano?! E a che serve?! In un monastero vicino Viterbo qualche anno fa trovarono decine di cadaveri di neonati...sai com'è...loro li ammazzano appena nati, mica in embrione, sennò è peccato!Originariamente Scritto da Lupo Nero


L'articolo è de Il Giornale, se hai qualche appunto da fare rivolgiti pure a chi ha firmato l'articolo. L'aspetto interessante di quell'articolo, e mi pare tu non l'abbia colto, è l'indagine sulla violazione della 194.Originariamente Scritto da die Vernichtung
Le torture di abugraib vanno bene e i corpicini morti per aborto no. Perchè, sono curioso di conoscere cosa c'è dietro questa ipocrisia perbenista.


Se tutto va bene, si farà molto presto.Originariamente Scritto da Croce Celtica


Questo è un articolo che un pò di tempo fà la mia ragazza scrisse per il giornalino dell'università, credo che sia interessante e in tema.
__________________________________________________ ____________
Il 10 settembre è iniziata ufficialmente in Italia - presso l'ospedale Sant'Anna di Torino - la sperimentazione della RU486, nome commerciale di un farmaco abortivo a base di mifepristone. Questo farmaco agisce bloccando l'azione del progesterone, che è un ormone prodotto dalle ovaie per creare le condizioni ottimali per l'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero e quindi l'inizio della gravidanza. Non bisogna confondere la pillola abortiva con la pillola "del giorno dopo", perché quest'ultima, impedendo la fecondazione dell'ovulo, è un metodo contraccettivo e non abortivo. Il principio attivo della pillola abortiva, il mifepristone, svolge la sua azione associato a prostaglandine (solitamente misoprostol) e garantisce il 95% di abortività.
In questi giorni, il ministro della Salute Storace, ha ordinato una sospensione della sperimentazione della Ru486 poiché gli ispettori del Ministero hanno accertato, da parte dei medici del Sant'Anna, delle irregolarità nell'applicazione del protocollo di sperimentazione, che riguardavano innanzitutto il trattamento e i costi della sperimentazione. Per quanto riguarda il trattamento, questo, dalla somministrazione del farmaco all'espulsione del feto, doveva svolgersi interamente in ambito ospedaliero. Invece al Sant'Anna la donna tornava tre volte: il primo giorno le veniva data la pillola, il terzo giorno il misoprostol, il farmaco a base di prostaglandine che favorisce l'espulsione, e poi tornava il decimo giorno per un ultimo controllo. Per questo a Torino, una delle donne sottoposte alla sperimentazione, ha avuto un'espulsione del feto fuori dall'ospedale. Non secondari poi sono i costi della sperimentazione che, invece di ricadere sull'azienda farmaceutica che produce il farmaco, erano a carico della Asl.
Tornando alla pillola RU486, secondo i ricercatori e le donne che si sottopongono alla terapia, questa è da preferire all'aborto chirurgico perché ha meno effetti collaterali e conseguenze legati all'anestesia e al trauma chirurgico del classico intervento.
Chissà se queste persone sono a conoscenza però degli effetti collaterali della pillola abortiva! Innanzitutto, a seguito di aborto farmacologico con mifepristone e misoprostol, ci sono stati quattro casi di morti settiche negli Stati Uniti fra il settembre 2003 e il giugno 2005 e un analogo caso di sindrome da shock tossico si è verificato in Canada nel 2001. D'altra parte, il primo caso registrato di morte da aborto farmacologico risale al 1991 in Francia, ovvero nella patria della pillola RU486, dove il prodotto è in commercio già dal 1989. Oltre alle morti per sepsi, sono stati segnalati numerosi casi di complicazioni da aborto farmacologico tra cui emorragie, nausea, vomito, svenimenti, crampi addominali, fenomeni ipertensivi. Inoltre, resta la possibilità che l'aborto "domestico" non sia completo, e che si debba comunque ricorrere alla chirurgia. Se poi, come può avvenire nel 5% dei casi, malauguratamente la gravidanza prosegue, sono altamente probabili malformazioni fetali.
Fin qui le implicazioni mediche ma, quando si parla di aborto, farmacologico o chirurgico che sia, si devono comunque fare i conti con la soppressione di una vita, sia essa reale o potenziale.
I motivi che possono spingere ad abortire fanno parte del vissuto di una coppia e non possono essere compresi da chi non vive certe situazioni, certo è però che sapere che si risolve "il problema" con l'assunzione di una pillola, come per il mal di testa, che non serve il ricovero, che tutto si può svolgere con tempestività e segretezza, senza che magari neppure il partner ne sappia nulla, facilita notevolmente le cose e permette di allontanare le responsabilità narcotizzando le coscienze.
Con la pillola abortiva si trasforma l'attesa per la nascita del proprio figlio nell'attesa della sua morte, che dura dieci penosissimi giorni e aspettando "l'epilogo" si può anche cambiare idea, ma non si può più tornare indietro.
Romina
L'articolo si contraddice da solo e mi pare serva solo a far brodo per scagliarsi di nuovo contro l'aborto, semplificando tutto.Originariamente Scritto da Léon Degrelle
Peccato che da una persona che incita alla non-contraccezione io non possa accettare un discorso del genere.
E non si tratta di ipocrisia perbenista...mi pare che quando a suo tempo furono postate immagini di animali scuoiati (beh, alla messa di natale ci si va in pelliccia!) i moderatori le tolsero.


PAROLE CHIARE SULLA PILLOLA ABORTIVA RU 486
L'Assessore alla Sanità della Regione Liguria, Claudio Montaldo, ha annunciato che presto emetterà le direttive per la distribuzione, nelle A.S.L. liguri, della pillola abortiva RU 486. La decisione è stata approvata da DS, PdCI, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Verdi e parte della Margherita.
La sperimentazione in Italia di questo farmaco (presso l'Ospedale S.Anna di Torino) aveva già sollevato polemiche nell'opinione pubblica e riserve, poi rientrate, da parte del Ministero della Sanità. Ma chi governa la Liguria, la regione più vecchia e meno prolifica d'Italia, ha pensato bene che non c'era tempo da perdere per rendere più facile l'aborto. Basta una pillola e l'embrione non c'è più. Un sistema, quello dell'aborto chimico, che rischia di banalizzare una decisione ed un atto che, in realtà, presentano gravi implicazioni mediche e morali.
Intanto l'impiego della RU 486 non è poi così immune da rischi come vorrebbero farci credere.
Negli USA, dove il farmaco è in uso da anni, esistono numerose denunce per infezioni batteriche, emorragie gravi, dolori addominali intensi e prolungati, nonché cinque casi di morte.
E comunque va detto francamente che il problema non sta nell'ammettere o meno questo nuovo metodo abortivo.
La questione vera è se l'aborto in sé va ammesso o no. E' bene che si dica chiaramente che la legislazione attualmente in vigore in Italia è contraddittoria.
Da una parte vi è una legge sulla fecondazione assistita (confermata da un referendum popolare) che vieta la distruzione degli embrioni fecondati, dall'altrase ne consente l'uccisione con la legge 194 che legittima l'aborto.
Forse pochi sanno che dietro a questa fantastica pillola vi è addirittura l'ONU che, nel lontano 1972, emanò un documento in cui si riteneva di particolare interesse l'impiego di un farmaco per uso orale per l'aborto "sicuro",
farmaco meritevole di alta priorità internazionale per il controllo delle nascite.
Alcune ditte farmaceutiche del gruppo Rockefeller accolsero con zelo l'appello dell'ONU fino a che il Prof. Etienne Emile Baulieu (israelita) per primo ideò, in Francia, la RU 486.
In Europa, solo in Portogallo, Irlanda e Grecia la pillola abortiva non è ammessa. L'Italia, invece, sembra volersi aggregare a Francia, Inghilterra, Germania, Austria e Spagna.
E' necessario mobilitarsi per combattere la battaglia della vita contro la cultura della morte che centri di potere più o meno occulti diffondono con ampia disponibilità di mezzi.
Bisogna fermarli!!!
Non facciamoci intrappolare nei bizantinismi del pillola si, pillola no. Trasmettere la vita è uno dei doni e dei poteri più grandi che gli uomini e le donne hanno.
Non lo si può e non lo si deve fermare con una pillola e nemmeno con un ferro chirurgico.
Antonio Gatti ( FN Sanità)
![]()
NIHIL DIFFICILE VOLENTI


BravaOriginariamente Scritto da die Vernichtung