
Originariamente Scritto da
Esmor
Rispondo io nonostante non mi consideri di sinistra (fino a qualche tempo fa mi definivo di estrema sinistra, ora neanche questo), pur avendo partecipato in passato a manifestazioni per la pace.
Dal 2001, dopo i fatti di Genova, e avendo visto la nascita del Social forum che tante speranze infondeva in me, ho iniziato a impegnarmi nel Social forum della mia città e in un movimento studentesco, iniziando a frequentare un centro sociale. Ho contemporaneamente anche preso parte ad un'organizzazione extraparlamentare.
In questi cinque anni ho condiviso e costruito lotte e iniziative per i diritti socio-economici, per un sistema economico diverso, in difesa dell'ecologia e contro guerre e imperialismi. Politicamente, dopo aver simpatizzato per Rifondazione tra il 1998 e il 2002, quando cioè non era alleata con l'Ulivo, dal 2002 fino ad oggi mi sono sempre considerato distante e distinto dall'Ulivo-Gad-Unione e schifezze varie, non votando per la sinistra e tenendo ogni volta a distinguere bene me e le realtà nelle quali operavo da una aprte e la sinistra istituzinoale dall'altra, con la quale, ripeto, non ho mai voluto avere niente a che fare, considerandola equipollente o uguale alla CdL.
Nel corso del tempo screzi, antipatie e contrapposizioni hanno fatto morire il social forum, tant'è che da quaranta persone che eravamo partite all'inizio ci ritrovammo alla fine solo in sei. Uscì dal social forum poco tempo prima che si sciogliesse formalmente. Anche nel movimento studentesco raggiungevamo le trenta persone durante le agitazioni di ottobre, salvo poi rimanere in sei-sette alla fine.
Ma la delusione più grande l'ho avuta un po' di tempo dopo, tra il febbraio e l'aprile scorsi, quando ho visto sia il collettivo che si era costruito nel centro sociale, sia l'organizzazione extraparlamentare alla quale aderivo, entrambi abbandonare le idee legate al comnismo di sinistra e al socialismo libertario per svendersi a Prodi e all'Unione, sostenendoli e votandoli.
Ho perciò lasciato tutto, e non solo la militanza, ma anche amicizie personali, cessando di partecipare ad incontri e iniziative che ormai non avevano più senso dopo il voltafaccia di questi gruppi. Se mi fosse interessato avere una poltrona da consigliere circoscrizionale o comunale, o un posto di lavoro, all'epoca avrei aderito direttamente a Rifondazione e a quest'ora l'avrei già... a differenza delle persone con cui avevo condotto le lotte, non mi interessava una valigetta piena di soldi o qualche posto di potere in cui recitare nel proprio piccolo il ruolo dell'oppressore.
Deluso e stanco, mi sento sconfitto e mi pare di fare solo opera di testimonianza di tempi che sono passati in un'epoca in cui è tutto finito. Solo, isolato e volontariamente emarginato, senza più una qualche aggregazione con la quale poter interagire, le uniche cose che faccio attualmente è vagare da solo per la città, ripensando ai tempi passati, alle speranze, ai momenti vissuti insieme, per poi rabbattarmi il cervello su come tanta gente abbia tradito e si sia venduta, oppure incontrarmi la sera con qualche amico, spesso anche in due, e parlare, parlare, senza né la forza, né la voglia, né i numeri per poter pensare di fare qualcosa. Ho anche paura, non mi vergogno di dirlo, di possibili ritorsioni o spedizioni punitive per aver abbandonato tutto e per il fatto che continui a parlare male del governo. Minacce di spezzarmi le gambe e altre amenità intimidatorie simili le ho già ricevute, insieme alle infamità, e una volta, quella sera dopo le elezioni, in cui non si sapeva chi avesse vinto, fuori da un pub un mio amico che per scherzo cantava "facetta nera" ha rischiato di essere massacrato da giovanotti che a loro dire "quella sera erano già troppo preoccupati e incazzati per la situazione elettorale per tollerare scherzi". Se non mi mettevo in mezzo, a quest'ora l'avevano già massacrato.
Scusate questo che potrebbe sembrarvi un noioso lungo sfogo, ma che ho scritto per cercare di farvi comprendere una cosa: se avete certamente ragione ad affermare che tanti, la maggioranza, non scende più in piazza perché così gli ordina Prodi, vi prego di considerare che c'è pure chi, come me, e quindi come almeno tante altre persone, pur essendo restato coerente con i propri principi, non scende in piazza per ben altri motivi. Non scende in piazza, come dicevo, perché si sente addosso il peso della sconfitta, perché vede intorno che tutto è finito, perché è stanco, deluso, e sfiduciato dopo essere stato preso per il culo da coloro dei quali si fidava, perché ha paura di ritorsioni da parte degli stalinisti oggi al governo, perché capisce o gli sembra di intuire che tanto non cambierà niente nei prossimi trenta-quarant'anni.