infatti io parlavo di crimini...........compiuti da malati di mente che evidentemente per la loro malattia sono pericolosi per la società e anche per loro stessi


infatti io parlavo di crimini...........compiuti da malati di mente che evidentemente per la loro malattia sono pericolosi per la società e anche per loro stessi
La Comune di Parigi fu fonte di ispirazione anche per Lenin, che nella sua ideale Repubblica dei consigli (soviet) disse che tutto il potere doveva passare al popolo, ma che il popolo in "armi" doveva comunque mantenere il controllo sulla vita della comunità ed intervenire in eventuali contrasti criminosi.
Io non sono attratto dalla via 'illegalista' anarchica, pur essendomi infatuato di un personaggio come Bonnot, che a dovere ritengo un eroe romantico, ma che può essere emulato solo da chi nella vita non ha niente da perdere. Ritengo che nella mia comunità ideale, lo Stato debba diventare una semplice amministrazione della distribuzione e garante della correttezza di tale operazione, tutto il resto è compito della comunità dei singoli,quindi anche garantire una vita serena e sicura ai suoi membri.
Scusa Lucrezia666, posto che i concetti di "crimine" e di "malati di mente" sono concetti che trovano definizione nella "Legge"... chi dovrebbe stabilire secondo te quali sono i crimini e quali i malati di mente?
Spero non di certo il "Soviet leninista" ricordato da Barbudo e sotto sotto rimpianto (secondo me) da Sandinista....![]()
I soviet leninisti inzialmente erano l'espressione del governo popolare, cioè della avanzata forma di democrazia partecipativa, dove era la gente stessa a scegliere del proprio futuro. Tutto poi è cambiato con l'avvento di Stalin, ma il progetto originale non era male. La comune di Parigi, è stato il primo esperimento di anarchismo realizzato e Lenin prese spunto esattamente da ciò.
Non conosco la loro storia, attualmente sto leggendo quella di Bonnot e mi interessa.
La via 'illegalista', come ho detto, va bene per chi non ha niente da perdere, ma per diventare schiavo delle galere nazionali, preferisco starmene pseudo libero nelle grinfie del sistema, ma sapere che nessuno infierisce fisicamente su di me e non sono chiuso in una gabbia.
Appunto... "Democrazia partecipativa"! Non Anarchia... che forse secondo Lenin qualche individo si poteva sottrarre alla giurisdizione del Soviet?
No... ed allora altro che "sovrastruttura" ripudiata da Stirner! Si trattava proprio del "Super Stato" oppressivo e coercitivo per l'individuo... che ebbe particolarmente espressione violenta tra il 1918 ed il 1920 con la guerra civile e la persecuzione degli anarchici tra cui ad esempio Nestor Machno che si ribellava con i suoi uomini al Potere Bolscevico imposto proprio da Lenin.
Ma infatti io mica sono comunista. Ho detto che il soviet era il mezzo con il quale il popolo poteva utilizzare le proprie risorse per impegnarsi direttamente. Fermo restando che come mi sono spiegato nel 3D di Stirner, io sono vicino ad un certo anarchismo di 'destra', per il quale l'individuo, o meglio il singolo, è tutto il fine di tutto e la causa è il nulla. Per cui a me non interessa distruggere un sistema per crearne un altro, neanche l'anarchia. Vivere l'anarchismo è vivere l'unicità, il ribellismo, lo stare fuori da ogni regola o valore che non sia mio. L'anarchia diventa già di per sè un sistema, un pò come il discorso ch esi faceva di la sul capitalismo.
La semilibertà dello stato democratico è pari ad una "semigalera" per di più ai "lavori forzati" (per pagare le imposte ci vogliono 7 mesi di lavori forzati... che neppure i servi della gleba...) cui non ci sappiamo, e non possiamo ragionevolmente ribellarci.
Chissà forse l'unico posto dove potremmo essere veramente Liberi è proprio la galera.