L’offensiva globale
| Lunedi 31 Luglio 2006 - 12:44 | Dagoberto Bellucci |
E’ sempre più allarmante la tragedia che sta vivendo il Libano meridionale. La giornata di ieri ha visto pesantissimi combattimenti in numerose località vicine alla linea di confine. Numerose le vittime a causa dell’artiglieria e dall’aviazione israeliana che anche ieri ha martellato le principali città e villaggi del sud. Nabathiye, Marjaiun, Bint Jbeil, Tebnine, Beit Yanun, Yarine, Hanaouay, Cana, Yarine, Deir Kifa, Deir Ntar sono solo alcune delle località sotto il fuoco israeliano. Bombardamenti anche a Tiro e nella Bekaa orientale dove l’aviazione sionista ha cominciato una sorta di tiro al piccione contro le auto dei civili causando la morte di cinque innocenti che stavano scappando attraverso l’autostrada Baalbak Hermel. Gli Hizbollah hanno risposto al fuoco israeliano lanciando una cinquantina di razzi su diverse cittadine della Galilea, provocando due feriti e la distruzione di alcuni edifici.
In Libano ormai ci si appresta a subire il previsto e annunciato dai vertici militari israeliani allargamento delle operazioni militari in tutta la zona meridionale. Gli osservatori delle Nazioni Unite (Unifil), impotenti e ormai anch’essi sotto il fuoco dell’artiglieria israeliana, si sono ritirati nel loro quartier generale a Nakhoura. Fonti mediche di Sidone invece hanno confermato le voci che giravano già la scorsa settimana secondo cui su decine di cadaveri sarebbero state riscontrate “ferite inusuali” prodotte probabilmente da armi chimiche o tossiche utilizzate dagli israeliani.
A far pensare a una prossima e massiccia invasione da terra il fatto che nel primo pomeriggio di ieri le truppe specializzate della Brigata Golani hanno abbandonato le loro postazioni a Bint Jbeil, la cittadina libanese a sei chilometri dal confine dove da giorni sono in corso combattimenti con i guerriglieri libanesi. Una mossa apparentemente illogica che potrebbe dunque far pensare al lancio di una più vasta operazione terrestre israeliana su tutto il settore meridionale. Non bisognerà attendere molto tempo per capire se realmente Olmert e i suoi sgherri hanno deciso di lanciare la grande offensiva terrestre di ‘sradicamento’ delle basi della resistenza di Hizbollah.
Una massiccia operazione terrestre lascia almeno la speranza che Israele la smetta di colpire obiettivi civili e infrastrutture. Purtroppo c’è poco da sperare: la sporca guerra d’Israele sta entrando nella sua fase più delicata e vince soltanto chi rimane in piedi.




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0 | Daniele Scalea |