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Discussione: Haggadah Di Pasqua

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Una domanda: questo thread è a livello di informazione culturale o è un suggerimento quasi a celebrare un rito - per noi cristiani - ormai abolito e privo di utilità spirituale (anzi, spiritualmente dannoso, anche qualora fosse fatta per "amicizia")? Leone XIII, infatti, notava: «Già molto tempo prima che Cristo nascesse, i sacrifici usati nell’Antico Testamento preannunciavano il sacrificio compiuto sulla croce» (LEONE XIII, Lett. enc. Caritatis studium ai vescovi della Scozia, 25 luglio 1898, in Acta Leonis XIII, 18 (1898-99), 110 ss.). Ed è ovvio che, per noi cristiani, ripetere tali gesti (o suggerire di ripeterli) significherebbe apostatare, in quanto non proclamare più la verità che Cristo è venuto ed ha abolito, nel sacrificio della Croce, i sacrifici antichi e, quindi, ci ha redenti. E' una negazione della redenzione e che il Messia è venuto (e non è da venire) ed è stato Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
    Quindi, qualche precisazione sarebbe bene darla.
    E' spiegato nell'introduzione.

  2. #12
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Citazione Originariamente Scritto da simplicio
    Incredibile, sono d'accordo con Augustinus, domani nevica...


    Anche a Palermo .......e nevicherà pur mantenendosi la calura estiva...

    INCREDIBILE!!!!! simplicio ed io concordiamo con Augustinus

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Lepanto
    E' spiegato nell'introduzione.
    Appunto è equivoca: si lascia intendere quasi che sia suggerita ......... a titolo ..... di amicizia ....... ma è spiritualmente dannosa. Sarebbe come partecipare ad un rito pagano, poiché si negherebbe una verità capitale della nostra fede: che Cristo era il Messia atteso, che Egli è morto per noi ed è risorto.

  4. #14
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    Effettivamente è un pò succinto e sbrigativo il testo introduttivo. Penso che niocatt55 potrà darci lumi.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Appunto è equivoca: si lascia intendere quasi che sia suggerita ......... a titolo ..... di amicizia ....... ma è spiritualmente dannosa. Sarebbe come partecipare ad un rito pagano, poiché si negherebbe una verità capitale della nostra fede: che Cristo era il Messia atteso, che Egli è morto per noi ed è risorto.

    Meno male che c'è Augustinus..

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Appunto è equivoca: si lascia intendere quasi che sia suggerita ......... a titolo ..... di amicizia ....... ma è spiritualmente dannosa. Sarebbe come partecipare ad un rito pagano, poiché si negherebbe una verità capitale della nostra fede: che Cristo era il Messia atteso, che Egli è morto per noi ed è risorto.
    Mha? Scusate ma leggendo con serenità e senza pre-giudizio il post
    a me sembra chiaro l'invito ad uno studio, quandanche fosse il parteciparvi, il cristiano tenga presente che non può assumere la validità di celebrazione
    infatti è scritto:
    che può avvenire anche durante una vera e propria cena con la consumazione di alcuni cibi che il seder prescrive, sempre, però, conservando la coscienza che si tratta di un momento di studio e conoscenza e non di una "celebrazione" del seder pasquale.
    Penso che niocat darà comunque ulteriori chirimenti.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Appunto è equivoca: si lascia intendere quasi che sia suggerita ......... a titolo ..... di amicizia ....... ma è spiritualmente dannosa. Sarebbe come partecipare ad un rito pagano, poiché si negherebbe una verità capitale della nostra fede: che Cristo era il Messia atteso, che Egli è morto per noi ed è risorto.
    Questo da dove l'hai tirato fuori non lo capisco mah... avrai delle visioni mistiche........

    Lepanto
    Effettivamente è un pò succinto e sbrigativo il testo introduttivo. Penso che niocatt55 potrà darci lumi.
    Lo hai detto tu sta nell'introduzione la spiegazione. E' un testo puramente informativo in cui si agganciano le tradizioni giudaiche con quelle cristiane. Gesù stesso cambiò il significato della Pesach (Pasqua ebraica) con i segni che sigillavano il Suo prossimo Sacrificio. Cmq per maggior chiarezza:

    "La chiesa, ciascuno di noi, le nostre comunità non possono capirsi e definirsi se non in relazione alle radici sante della nostra fede e quindi al significato del popolo ebraico nella storia, alla sua missione e alla sua chiamata permanente". (C. Maria Martini)



    INTRODUZIONE



    In diversi ambienti cristiani (gruppi, comunità religiose e parrocchie) si diffonde sempre più l'uso di celebrare la cena pasquale ebraica con l'intento di vivere e comprendere meglio la pasqua cristiana.
    Il presente testo offre alcuni elementi di riflessione e qualche criterio di orientamento perché questa pratica non sia fonte di ambiguità ma avvenga nel rispetto sia della identità ebraica che cristiana.



    COS'È UN SEDER PASQUALE


    Seder in ebraico vuol dire "ordine" e indica l'insieme delle parti che compongono un rito. Quando si parla di seder pasquale si intende l'insieme della celebrazione- che può prolungarsi per diverse ore - in cui gli ebrei, per la pasqua, ricordano e rivivono in famiglia l'evento della loro liberazione dall'Egitto: "schiavi fummo del Faraone in Egitto, ma di là ci fece uscire il Signore, nostro Dio, con mano forte e braccio disteso. Se il Santo - benedetto egli sia - non avesse fatto uscire i nostri padri dall' Egitto, noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli saremmo ancora schiavi del Faraone in Egitto" (dall' Haggadah).


    Poiché il momento più importante del seder pasquale è il racconto di come Dio, "con mano forte e con braccio disteso", portò a termine la liberazione dall'Egitto, esso è chiamato anche, comunemente, Haggadah, termine che vuol dire "narrazione", dalla radice ngd, narrare. L'Haggadah è il testo più importante della pasqua ebraica: fondato sul precetto biblico di raccontare ai figli l'intervento liberatore di Dio dall'Egitto (Dt 6,20), costituito da alcuni elementi stabili e da altri variabili (a seconda delle comunità della diaspora) e arricchito di miniature, disegni, canti, commenti e rubriche varie.

    Secondo gli studiosi l'Haggadah, così come oggi é conosciuta e come testo liturgico a parte, fu redatta, per la prima volta, verso il settimo o l'ottavo secolo dell'era cristiana. Ma se la sua redazione è tardiva, i riti e le preghiere che essa contiene sono molto più antichi: i più importanti si trovano già nella Mishnah (la prima raccolta scritta della Torali orale dell'ebraismo risalente al 200 d.C.) e alcuni di essi risalgono anche ad un'epoca pre-cristiana. Essendo il seder il memoriale che attualizza l'azione liberatrice di Dio a favore del suo popolo, gli ebrei ne commentano e ne reinterpretano il testo di generazione in generazione, fino ad oggi.
    Il testo dell'Haggadah, la parte centrale del seder, fu stampato, per la prima volta, nel 1482 a Guadalajara, in Spagna, e da allora si sono moltiplicate le edizioni che hanno fatto di questo libro una delle opere più belle, ricche e popolari dell'ebraismo.


    GESU E IL SEDER PASQUALE

    Il Nuovo Testamento ci dice che Gesù era fedele all'osservanza della pasqua come pure delle altre feste quali la pentecoste (shavu'ot) e le capanne (sukkot). In Mt 26, 17 si legge: "Il primo giorno degli azzimi i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la pasqua?".
    "Mangiare la pasqua" è sinonimo di "celebrare la pasqua" e rimanda al momento centrale del rito costituito dalla immolazione dell'agnello nel tempio di Gerusalemme e dalla manducazione di alcune delle sue parti nelle famiglie, in "memoriale" dell'intervento liberatore di Dio a favore di Israele nel tempo della sua oppressione in Egitto.


    A parte, però, questi due dati (l'immolazione dell'agnello e il suo valore di memoriale), il Nuovo Testamento non ci dice nulla su come, di fatto, la pasqua fosse celebrata, e non esistono delle fonti contemporanee che ne parlino. Non si è trattato, comunque, di un seder pasquale come oggi è celebrato perché questo, come si è detto, risale a molti secoli successivi.
    Dal punto di vista storico c'è ancora da aggiungere che, dal Nuovo Testamento, non si può affermare con sicurezza che l'ultima cena di Gesù sia stata una cena o un pasto pasquale. Oggi aumentano gli studiosi che propendono ad interpretarla come cena d'addio.
    Comunque su un dato gli autori del Nuovo Testamento concordano: nell'interpretare in chiave pasquale la morte di Gesù sulla croce e il suo testamento-memoriale consegnato nella sua ultima cena, nel comando: 'fate questa in memoria di me" (Le, 22,19).


    EUCARISTIA E SEDER PASQUALE


    L'eucaristia cristiana, con cui la chiesa tramanda nei secoli il memoriale della morte e risurrezione di Gesù, è legata, oltre che alla pasqua, anche alla preghiera di benedizione con cui gli ebrei, già dall'epoca neotestamentaria, accompagnavano i loro pasti principali: "Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli... Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo... " (Mi 26,26-27).
    Le formule pronunciare la benedizione e rendere grazie rimandano ad una delle azioni liturgiche più importanti dell'ebraismo: la preghiera prima del pasto (birkat ha-mozzi) e dopo il pasto (birkat ha-mazon) che consiste nel riconoscere nei beni della terra - di cui il pane e il vino sono la parte per il tutto - la benevolenza di Dio, creatore e redentore, che li sottende e li trasforma in doni.
    Questa preghiera, che si apre con la birkat hamozzi (di origine rabbinica) e si conclude con la birkat ha-mazon (di origine biblica, perché fondata su Dt 8,10), viene fatta risalire, nei contenuti sostanziali, al periodo postesilico (dal 587 a.C. in poi) e accompagna sempre ogni pasto, anche quello pasquale.
    Anche nell'ipotesi che Gesù abbia celebrato una cena di addio invece che una cena pasquale, resta il legame essenziale di quello che lui ha detto e ha fatto con la preghiera di benedizione: perché questa accompagna obbligatoriamente ogni pasto e non solo quello di pasqua.
    E' dentro l'orizzonte della benedizione che Gesù ha istituito il memoriale della sua morte e della sua risurrezione ed è dentro questo stesso orizzonte che la chiesa lo tramanda con la sua "preghiera eucaristica", al centro della propria liturgia.

    SI PUÒ PARLARE DI SEDER CRISTIANO?

    Parlare di seder cristiano è ambiguo e storicamente inesatto e va evitato. Altrettanto ambigua e da evitare è l'espressione "celebrazione cristiana del seder pasquale": perché il seder pasquale appartiene alla tradizione ebraica e solo gli ebrei ne sono i soggetti celebranti. Può essere invece corretto parlare di seder pasquale per comunità cristiane oppure di celebrazioni cristiane con testi del seder pasquale.
    In casi come questi si potranno utilizzare, nel corso di una preghiera o di una paraliturgia cristiana, elementi testuali o rituali del seder pasquale ebraico, ispirandosi al principio secondo cui da sempre la tradizione cristiana ha arricchito la sua liturgia di elementi della tradizione ebraica: dalla lettura della Torah e dei Profeti alla preghiera dei salmi. Ma deve essere chiaro, in casi come questi, che non si tratta di appropriarsi del rito ebraico ma di riscoprire la propria fede alla luce della tradizione ebraica alla quale aprirsi con riconoscenza.

    UN CRISTIANO PUÒ CELEBRARE IL SEDER?




    Essendo il rito costitutivo dell'ebraismo, il seder pasquale può essere celebrato solo dagli ebrei che ne sono soggetti e destinatari. Ciò non vuol dire, però, che la sua ricchezza debba restare preclusa ai cristiani. L'ideale sarebbe di partecipare ad un seder pasquale invitati da amici ebrei nella loro casa. Si sarebbe così veramente "ospiti" della tradizione e della fede ebraica alla quale la chiesa "è legata a livello stesso della propria identità" (cfr Sussidi, I,1).

    Fra soli cristiani, invece, non si tratterà di celebrare il seder, bensì di riflettere, studiare e approfondirne il testo, in un "ascolto" pieno di rispetto e di riconoscenza.
    In questo caso un'ipotesi potrebbe essere di invitare, nel proprio gruppo o comunità, un rabbino o un ebreo osservante, cioè una persona veramente competente, chiedendogli di condividere la sua esperienza e la sua lettura del seder pasquale: testi, riti, simbolismi e storia.
    Qualora non si potesse avere la presenza di un rabbino, i cristiani possono accostarsi da soli o in gruppo al seder pasquale studiandone la struttura, leggendone i testi e spiegandone i riti, con l'aiuto di una persona sensibile e esperta. E' chiaro che in casi come questi, non si può parlare di celebrazione del seder pasquale, ma di un suo studio in chiave pedagogica e didattica.

    CONCLUSIONE

    Per conoscere il seder pasquale non basta leggerne i testi e comprenderne i simboli ma è necessario entrare in comunione con la fede del popolo ebraico che in essi ha preso corpo e che attraverso essi si tramanda.
    Per questo l'atteggiamento cristiano nei confronti del seder pasquale è di condividere la storia del popolo ebraico, accogliendo il dono incomparabile di essere "ospiti" della sua "casa" e riscoprendo "il vincolo" che ad esso ci lega, come afferrata l'inizio della Nostra Aetate 4: "Scrutando il mistero della chiesa, questo sacro concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo" (Concilio Ecumenico Vaticano II).


    Preparato dal Centro SIDIC di Roma, ROMA



    P.S. - Scusate ma sono cose che un cristiano dovrebbe sapere bene, non vedo il perchè di pregiudizi e preconcetti vari, mi viene da pensare o che siate prevenuti o che vi intendiate più di alchimie, politica, teorie creazioniste e cose varie, che di cristianesimo (scusate eh); boh non so che pensare.......






  8. #18
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    O forse sarà questo che vi ha scandalizzato:

    Nel seder il più giovane dei partecipanti pone la domanda che noi cantiamo invece alternandoci bambini e adulti con la melodia del canto del cammino neocatecumenale:


    Il seder pasquale ha qui il famoso testo " Dajenu", "A noi sarebbe bastato". Lo possiamo cantare in una versione cristiana, composta dal cammino neocatecumenale Dajenu



    Perchè allora è un'altro discorso

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da shambler
    Accidenti! nessuno di noi lo avrebbe sospettato! Ma siamo sicuri?
    Lo dai per scontato?

    Mica tutti se ne rendono conto.

  10. #20
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    Predefinito altra è la questione

    Affrontiamo - serenamente- la questione senza scomodare citazioni più o meno dotte e senza difendere il proprio recinto e pertanto usiamo la categoria di cristianità e la usiamo -metodologicamente-non in senso sociologico ma in senso ecclesiologico,teologico e di professione di fede

    1- prima domanda a Niocat A mio avviso il cristianesimo(altra categoria a mio avviso scivolosa,io preferisco dire la fede personale e comunitaria in Gesù Cristo per come essa è stata a noi trasmessa dagli apostoli e dai Padri) è ovviamente l'inveramento e il superamento dell'Antica Alleanza: l'antico e vecchio patto,il patto della legge e del tempio e della singagoga è stato crocifisso sulla croce e crocifisso in modo definitivo. Certamente esiste una categoria interpretativa utilissima che è la categoria della lettura giudaico-cristiana degli eventi e del transito dall'antico patto al nuovo patto. Quindi lettura giudaico-cristiana e non cristiano-giudaica . Sotto questo aspetto il rischio della tua riflessione e delle tue esperienze proposte è ben individuato da Augustinus che ti ricito

    Ed è ovvio che, per noi cristiani, ripetere tali gesti (o suggerire di ripeterli) significherebbe apostatare, in quanto non proclamare più la verità che Cristo è venuto ed ha abolito, nel sacrificio della Croce, i sacrifici antichi e, quindi, ci ha redenti. E' una negazione della redenzione e che il Messia è venuto (e non è da venire) ed è stato Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo
    .

    Allora se è questa l'impostazione della nostra comune professione di fede (Vogliamo parlare di teologia della sostituzione. anche se troppo l'espressione un pò svilita ed abusata,non trovandone una migliore,mi sta bene questa:La Chiesa è il nuovo Israele di Dio ) mi spieghi il senso meglio l'orizzonte di senso spirituale e cristiano ed ecclesiale di quanto tu scrivi nell'introduzione ?e ti cito

    In diversi ambienti cristiani (gruppi, comunità religiose e parrocchie) si diffonde sempre più l'uso di celebrare la cena pasquale ebraica con l'intento di vivere e comprendere meglio la pasqua cristiana.
    Il presente testo offre alcuni elementi di riflessione e qualche criterio di orientamento perché questa pratica non sia fonte di ambiguità ma avvenga nel rispetto sia della identità ebraica che cristiana.
    2- ulteriori domande: per quale motivo diversi ambienti cristiani celebrano la pasqua ebraica per comprendere meglio la pasqua cristiana? Non capisco il nesso -a vantaggio di una comprensione credo teologica e spirituale della nostra Pasqua- anzi la priorità (teologica caspita,teologica) assegnata qui ad una celebrazione quella ebraica che per i cristiani è ormai non solo abolita ma assolutamente priva di orizzonte di senso .Il Nuovo Agnello è Gesù Cristo e la Paqua ebraica viene comunque ricordata dai cristiani ovviamente ma nel Venerdi Santo,cioè nell'evento della morte e della deposizione.(Da qui -ma è solo per corretta informazione e non per altro- prende vigore la cronologia pasquale dei cristiani ortodossi) I cristiani in Cristo rmorto e risorto hanno seppellito l'antica alleanza.

    3-la questione è altra. Si diffonde -ahimè- (e lo dico credetemi lacerato) e lo constato confrontandomi con amici presbiteri romano-cattolici una nuova linea teologica che non è più quella giudaico-cristiana ma al contrario cristiano-giudaica per una lettura autonoma del Vecchio Testamento(chiamato da molti il primo patto) fuori e a prescindere dall'evento Gesù Cristo con il conseguente esito di riportare e di confinare Gesù Cristo all'interno teologico del giudaismo di provenienza.
    La citazione che tu hai fatto,caro forumista nocat,del cardinal martini dovrebbe essere fatta per intero per capirla meglio.Infatti se il cardinal Martini ha inteso avallare un'operazione cristiano-giudaica ha a mio avviso errato e se invece ha voltuo richiamare l'attenzione storica e anche esistenziale all'evento Gesù Cristo come compimento(ad anche eliminazione) definitivo dell'antico patto egli è in linea con la predicazione unitaria dei cristiani

    Questa cattiva abitudine cristiano-giudaica pone anche ( e lo dico con rispetto al vostro interno) seri problemi liturgici : la grande priorità quasi esclusiva data alla liturgia della Parola dimenticando che essa è solo catechetica e didascalica a danno ma con molto danno della celebrazione dei Santi Misteri del Signore e ha dato luogo in termini catechetici all'elefantiasi e alla scorretta realizzazione di quel grande contributo monastico unitario che è stata la lectio divina . Molti al vostro interno( e molti autorevoli) dimenticano che l'episodio di Emmaus è paradigmatico. Gesù in fondo fece lectio e predicazione ai due ma essi non lo compresero, lo riconobbero( e compresero dopo il cuore riscaldato) solo allo spezzar del pane e qui mi è sempre venuta una domanda: perchè Gesù scompare?

    4-Altro esito di questa cultura cristiano-giudaica è il pericolo di un cristianesimo di serie A per tutti coloro e tutte coloro che hanno tutto capito (perdonami niocat non ne sei esente e forse questo dipende anche dal tuo movimento) e che io definirei neo-gnostico e un cristianesimo di serie B per tutti coloro e tutte coloro che un presbitero romano-cattolico della mia città dotto esponente di questa linea definisce con molto snobismo "i devozionalisti" . Da qui le liturgie specifiche per gruppi e per movimenti,( edal mio punto di vista poco importa che siano presiedute perfino dal vesxovo di Roma) da qui l'abbandono della vita congregazionale nella parrocchia(cioè nella parà -okia, in ciò che condivide con te casa tua e la tua famiglia....)
    Ma questi sono problemi vostri. Abbiamo avuto la stessa questione al nostro interno con i movimenti Zoì e Sotir che io ho spesso definito la nostra scimmia ecclesiale ma che comunque sono stati -e non trovo altro verbo-sconfitti

    Padre Giovanni

 

 
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