02/08/2006 14.52
L'Opinione: Juve, sveglia!
La Serie B: un campionato difficile, da affrontare da subito.
Al momento la giustizia sportiva assegna la Juventus al campionato di Serie B. E questo è un fatto inequivocabile. Parto da questo, lasciando ad altri polemiche post sentenza, motivazioni e recriminazioni, e consiglierei a chi di dovere di fare lo stesso, perché si tratta di un campionato estremamente difficile e il fatto di doverlo affrontare con -17 punti di handicap, con in più l’assillo di doverlo vincere, potrebbe rappresentare una miscela esplosiva.
Non vorrei che il bailamme che si è scatenato, e che son certo continuerà a lungo, distragga staff tecnico, allenatore e squadra, dal suo reale traguardo. La giustizia farà il suo corso, ma questo è il momento di ritrovare concentrazione e fissarsi indelebilmente in mente l’obiettivo. Perché perdere tempo potrebbe rivelarsi fatale.
Deschamps e i suoi ragazzi non potranno permettersi passi falsi, non sarà loro concesso il classico periodo di ambientamento: non basterà vincere, servirà stravincere. E anche qualora restassero i campioni, come si auspicano i tifosi, questo potrebbe non bastare, non assicurerebbe il risultato. La Serie B è un campionato atipico, dove la forza ha la meglio sulla tecnica, dove vince il più compatto, il più tenace, non il più bravo. Da questo punto di vista, la Juventus dovrebbe dormire sogni tranquilli, considerato che, da sempre, fa del carattere la sua arma migliore. Ma se lo da’ per scontato, potrebbe essere la fine.
Per affrontare al meglio quest’anno di purgatorio, ed affinché resti solamente uno, è necessario che anche la società si cali perfettamente e repentinamente nella parte, anche sul mercato. Tenere solo gente motivata è il primo imperativo, perché senza grinta la Serie B è inutile giocarla: avere in campo gente svogliata, che reagisce alla prima provocazione, che si aspetta di vincere col blasone, può solo essere controproducente. E’ assolutamente indispensabile affidarsi ad elementi di categoria: i campionati cadetti si vincono con gli Schwoch, con i Bucchi, con gli Spinesi, con giocatori che conoscano i trucchi del mestiere, che siano abituati alle trappole, che possano fare la differenza.
Insomma, bene Del Piero e Nedved, ed eventualmente Trezeguet, più bomber di Ibrahimovic, più perplessità per lo svedese e Camoranesi, soprattutto se non realmente coinvolti nel progetto dal punto di vista emotivo. Se non dovesse restare l’ariete francese, Lucarelli o Bonazzoli rappresenterebbero alternative di sicuro affidamento. Bene anche Balzaretti, Giannichedda e Chiellini, per Bojinov potrebbe essere l’anno della consacrazione. Rispetto alle squadre vincenti degli scorsi campionati, che si fondavano soprattutto su una difesa ferrea, la nuova Juventus dovrà caratterizzarsi per una maggiore propensione offensiva: Deschamps ama il tridente, non escludo che possa riproporlo. A proposito di difesa, per le ragioni espresse precedentemente, meglio un Massimo Paci, tanto per fare un esempio, di un Givet che, per quanto bravo, dovrebbe prima abituarsi ad un altro paese, e poi ad una categoria che non conosce.
Questo sarebbe il momento di investire oculatamente i soldi ricavati dalle cessioni. Puntare il futuro del calcio italiano, giovani di sicuro avvenire e dalle rosee prospettive, accaparrarseli e farli crescere sotto l’ala protettrice di una societa’ comunque sana e ambiziosa. Invece, l’immobilismo fa temere i tifosi bianconeri, e operazioni come quella di Vieira li fa addirittura arrabbiare. Una buona dirigenza non deve seguire la voce del tifoso, ma capirne l’umore a volte serve. Quello juventino, ora, non vuole programmi roboanti, si accontenterebbe di vederne uno. Ha accettato la retrocessione in Serie B, ma si aspetta comunque che qualcuno ne difenda l’onore.
Sergio Stanco
condivisibile




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1 del 02 agosto