Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Fieramente Leghista
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    Verona - Padania, la città di Flavio Tosi, la città antigiacobina della Pasque Veronesi
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    Predefinito indulto: ora tutti fuori, a delinquere!

    dall'arena:

    Grande lavoro della Procura che ha firmato centinaia di atti anche per carcerati in altre città e ai domiciliari
    Montorio, già fuori 200 detenuti
    Il sindacato di polizia: «Temiamo la ripresa di furti e rapine»

    Centinaia di atti da preparare e far firmare erano già nelle prime ore della mattinata di ieri sulle scrivanie dell’ufficio esecuzione della procura. A palazzo di giustizia l’indulto ha provocato un cambiamento delle ordinarie mansioni degli impiegati che da qualche giorno si stavano preparando a fronteggiare l’obbligo di far uscire dal carcere quattrocentosessantuno detenuti e notificare ad altri centosessanta circa la revoca delle misure alternative. Fino alle 13,30, la procura ha trasmesso al carcere di Montorio duecento provvedimenti di liberazione e altri centocinquanta sono stati inviati ad altre case circondariali dove erano detenuti imputati condannati a Verona. Anche i sessanta provvedimenti che riguardavano le persone agli arresti domiciliari sono stati smaltiti nella prima mattinata, mentre il pomeriggio è stato dedicato ad altre sessanta pratiche di condannati in carcere e alle centodieci che riguardano gli affidati ai servizi sociali. Nella giornata di ieri, la procura ha quasi concluso il lavoro. Ed è stato possibile un primo bilancio: hanno beneficiato dei tre anni di riduzione della pena centodieci persone condannate per reati legati agli stupefacenti, quaranta per rapina, quindici per furti negli appartamenti e altri venti per aver rubato dalle auto o nei negozi.
    Dal momento in cui i primi atti sono arrivati al carcere di Montorio, anche negli uffici amministrativi della casa circondariale il personale ha iniziato una giornata di lavoro frenetico. Ci vuole infatti un bel po’ di tempo per far preparare i detenuti, farli giungere nell’ufficio matricola, consegnare effetti personali, far controfirmare i provvedimenti e poi aprire i cancelli. Le operazioni sono andate avanti per l’intera giornata e proseguiranno anche oggi.
    E intanto non si spengono le polemiche. Bruno Zoppè, segretario regionale del Siap, Sindacato italiano appartenenti polizia, pur esprimendo «il massimo rispetto per un dispositivo che trova le sue radici nelle norme costituzionali», è convinto che «purtroppo non incide sul reato, ma solo sulla pena». «L’indulto», ha proseguito Zoppè, «non alleggerirà la macchina della giustizia che resterà ugualmente impegnata con migliaia di processi che dovranno essere comunque celebrati, non potendo essere archiviati. Se la volontà politica era questa sarebbe stato preferibile optare per l’amnistia che come noto incide sulla pena, ma anche sul reato cancellandone gli effetti. Questo avrebbe permesso ai magistrati di occuparsi dei reati più gravi ed affrontare il lavoro arretrato con più serenità».
    «Temo, inoltre», ha detto Zoppè, «che potrà verificarsi anche un incremento dei reati nei prossimi mesi con una prevedibile impennata percentualmente non trascurabile. In particolare penso alla potenziale recrudescenza delle rapine in villa, uno tra i reati più temuti tra la gente e che rischieranno di alzare la percezione di insicurezza, nonostante gli sforzi della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine».

  2. #2
    Fieramente Leghista
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    medesima fonte:

    Le reazioni dei politici veronesi
    «Una vergogna». «No, è il male minore»
    Sul provvedimento di clemenza schieramenti spaccati anche al proprio interno


    La legge sull’indulto sta suscitando discussioni e polemiche anche nel mondo politico veronese con posizioni contrapposte perfino all’interno degli stessi schieramenti. «Alla Camera ho votato sì all’indulto mosso soprattutto da motivazioni etiche derivanti dalla mia educazione cristiana», fa sapere Giampaolo Fogliardi, deputato e segretario provinciale della Margherita, che ricorda: «Quando Giovanni Paolo II in visita al Parlamento chiese un atto di clemenza tutti applaudirono. Certo», aggiunge, «se si guardano i casi particolari qualche perplessità sul provvedimento può nascere, ma abbiamo dovuto fare una valutazione generale. E poi bisognava affrontare un problema molto concreto, quello delle carceri, che stanno letteralmente scoppiando».
    Di parere opposto è Antonio Borghesi, deputato dell’Italia dei valori, il partito del ministro Antonio Di Pietro, che su questo provvedimento è in aperto dissenso con la maggioranza. «Come tutte le operazioni di condono», commenta, «anche questa è poco educativa perché la certezza della pena è alla base del modello di giustizia di ogni paese civile. Pagheremo caro questo intervento che, tra l’altro, non risolverà i problemi delle carceri perché tra pochi mesi saremo allo stesso punto. Senza parlare dei delinquenti pericolosi che tornano in circolazione. Un atto di clemenza aveva senso insieme ad una riforma dell’ordinamento giudiziario che riducesse i tempi dei processi».
    Decisamente contrario si dice anche Massimo Giorgetti, coordinatore provinciale di An e assessore regionale alla sicurezza. «Un’indecenza e una sciocchezza», esclama, «perché l’indulto interviene solo su delinquenti certificati, passati attraverso i tre gradi di giudizio che sono costati mediamente una decina d’anni di lavoro della magistratura e che ora deve sobbarcarsi il compito di riaprire i fascicoli. Pensiamo poi ai problemi sociali: solo a Verona saranno circa 1.600 i detenuti scarcerati». Per Giorgetti l’indulto «non risolve nessun problema di politica carceraria, né dal punto di vista economico perché i capitoli di spesa resteranno invariati, né delle condizioni di vita dei detenuti e delle guardie carcerarie».
    La pensa così anche Flavio Tosi, capogruppo della Lega in Consiglio comunale e assessore regionale alla sanità. «Che ne penso? È una cosa vergognosa», taglia corto, «che porterà centinaia di delinquenti sulle strade di Verona, i quali potranno agire impuniti fino a quando torneranno dietro le sbarre. Questo è un insulto ai cittadini onesti e alle forze dell’ordine. Il fatto che sia stato uno dei primi provvedimenti adottati dal nuovo governo la dice lunga ed è molto triste che sia stato votato anche da gran parte dell’opposizione. La nostra condanna è totale».
    Di «male minore» parla invece Franco Bonfante, segretario provinciale dei Ds e consigliere regionale. «Vista la situazione delle carceri si trattava di una decisione quasi obbligata. Ma se risponde ad una necessità immediata ci rendiamo conto che non rappresenta la soluzione strutturale al problema. Non ne siamo entusiasti, ma, in questo momento lo si può considerare il male minore», osserva. Perplessità, Bonfante le esprime anche sui casi che beneficiano dell’indulto: «Per i piccoli reati un provvedimento di clemenza è utile, ma avrei preferito che non si applicasse a reati come omicidio, truffe finanziarie, voto di scambio mafioso... per approvare l’indulto serviva però una maggioranza parlamentare dei due terzi e una soluzione di compromesso era inevitabile».

  3. #3
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    La storia/2.
    «Giorno di festa? No Era meglio star dentro»


    Andrea Begal ha scontato 1 anno e 4 mesi. È il decimo ad essere uscito. L’ultimo del primo gruppo che ha lasciato il carcere. Ad attenderlo non c’è nessuno. Ha scontato una condanna per calunnia ed è finito dietro le sbarre perché recidivo. Non parla della sua esperienza carceraria e non vuole porsi il problema di che cosa lo aspetterà domani. La madre è in vacanza al mare con la sorella. Begal non sa dove andare. «Non ho le chiavi di casa e non so cosa fare», dice. Prova a telefonare ma non riceve risposta. «Sarà in spiaggia con i miei nipoti», dice cercando una spiegazione valida al fatto che appena fuori non c’è nessuno a tendergli la mano. Anche lui, come tutti gli altri ha per bagaglio un sacco di plastica nero. Lo tiene stretto tra le mani, dentro ha tutti i suoi effetti personali. E’ chiaramente smarrito. Forse anche preoccupato. Si dirige al bar vicino con altri che come lui non hanno trovato nessuno ad accoglierli. «Non lo vedo proprio come un giorno di festa questo», ammette. Intanto inizia a piovere e la preoccupazione ora è anche per il brutto tempo: «Non ho nemmeno un ombrello», spiega, «forse era meglio dentro. Non so dove andare a dormire ma non voglio subito scoraggiarmi. Qualche cosa farò, troverò».
    Guarda il cielo, prende una birra è si incammina verso la fermata dell’autobus.

  4. #4
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    La storia/1.
    Athos: «Io lì dentro non ci torno più»


    Si chiama Athos Bonora, è tra i primi dieci ad aver varcato il cancello del carcere. Ha venticinque anni, è recidivo e non lo nasconde. «Vivo a Legnago ho scontato una condanna per furto», dice. Lui è tra i pochi fortunati, ad attenderlo ci sono alcuni parenti. Non è restio a farsi fotografare così come non si tira indietro a raccontare la sua storia di appartenente ad un mondo di nomadi quale sono i sinti. «Ho due figli. Il più grande ha un anno e mezzo, il più piccolo solo tre mesi», dice, «non l’ho nemmeno visto nascere». Ha scontato un anno e mezzo ed ora è fuori grazie all’indulto. Non spiega che genere di furto ha compiuto ma ammette che il problema è dato dal fatto che un lavoro stabile non ce l’ha. «Sono seguito dai servizi sociali», spiega, «ma contro il razzismo non c’è niente da fare. Sono sinti e questa è un’etichetta che non riesci a togliere».
    I suoi parenti sottolineano la difficoltà che hanno nell’inserirsi nella società. «Anche quando troviamo lavoro nei campi ci rendiamo conto che non veniamo trattati allo stesso modo degli altri», spiegano, «ci sottopagano. Ci trattano sempre come esseri inferiori».
    Con loro c’è Bernardino Torsi, anche lui è un Sinti ed è presidente dell’associazione Nomadi di Mantova. «Il problema per noi non è solo limitato alla ricerca di un lavoro ma è più ampio. Per noi si parla di razzismo».
    Athos ascolta, annuisce con il capo.Poi con fermezza aggiunge «Io lì dentro non ci torno più. Questa volta lo giuro».

  5. #5
    kalashnikov47
    Ospite

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    Mi pare di aver sentito dai tg che una mezza dozzina di questi galantuomini sia già rientrata in galera dopo poche ore.

  6. #6
    Hrodland
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    Halexandra, su questo argomento sono d'accordissimo con te, e se vuoi mantenere la promessa fatta in http://www.politicaonline.net/forum/...03#post4302903 (e intanto quelli svuotano le carceri...), sono disponibilissimo ad aiutarti!

 

 

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