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Discussione: Fimmini

  1. #1
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    Predefinito Fimmini

    Considerazioni sui “Fimmini” di Buttafuoco

    di Mara Carfagna

    30 November 2009





    Alla domanda che viene più scontata dopo aver letto il libro di Pietrangelo Buttafuoco, rispondo un rotondo no. E senza indugio: Fimmini (sottotitolo: “ammirarle, decifrarle, sedurle”) non è un affresco caricaturale della donna contemporanea. Né l’autore ha compilato il suo testo con intento discriminatorio, maschilista, machista. E anche se in alcune pagine Buttafuoco prende un po’ le signore per i capelli, lo fa con eleganti iperboli, stilose come solo la grande letteratura novecentesca. E gli si perdona tutto, a Buttafuoco. Alle fine, le sue, sono carezze, non schiaffi, al genere femminile. Pazienza pure per quei riferimenti, messi qua e là, alle «pari opportunità». Sono un filo denigratori e tradiscono una piccola lacuna, in mezzo a tanta scienza dell’autore, per un tema che ha tanta rilevanza sociale da meritarsi, e non da oggi, l’esistenza di un ministero dedicato. Ma su questo, semmai, ci torneremo più avanti. Non è un maschilista, Buttafuoco. E’ un intellettuale tradizionalista, anti-moderno, fedele a una scuola di pensiero che permea la cultura della destra del Novecento. Egli applica la sua ideologia anche all’osservazione dei costumi della società contemporanea; dei ruoli, odierni, che l’uomo e la donna vanno ritagliandosi nell’emisfero occidentale. Lo scrittore non accetta l’inevitabilità del progresso, il fatto che la storia abbia una sola lancetta, la quale scorre in avanti. Potesse, Buttafuoco riporterebbe indietro il suo orologio. Di anni, forse di secoli. Ma giammai per rivedere la donna in posizione supina al volere dell’uomo. Pietrangelo è un nostalgico del dolce stil novo, della seduzione come arte, delle vampe dei furiosi innamoramenti, degli sguardi furtivi, del corteggiamento come si usava. Ma l’autore rimpiange anche la donna come Madre Natura l’ha fatta. Senza silicone, botox o addominale scolpito. Irridente, le chiama «maschiette in carriera» e scrive: «Le donne che hanno già conquistato l’orizzonte dell’indipendenza non hanno più la necessità di dimostrare alcunché, possono perfino imparare a cucinare e rammendare calzini, senza temere di scadere nello stadio prefemminista». Però pure l’uomo ci mette la sua per sconvolgere il quadro antropologico buttafuochista. Dove l’Aldo Buzzanca in canotta finisce sostituito da maschi senza sugo e col vezzo del travestitismo o delle corna nello scambio di coppia. Stereotipi. Portati volutamente all’eccesso da un autore anticonformista che non si piega alla regola del politicamente corretto. Il teorema ancestrale è scritto, secondo Buttafuoco, nella pietra primordiale: uomo e donna. Uno prende l’altra («Le donne vogliono essere prese, non comprese»), la ingravida e mentre la seconda attende i nove mesi, il primo continua a spargere il seme per la conservazione della specie. Fissato il principio istintuale che muove l’umanità, la restante parte del libro è un pittoresco catalogo di tipi e tipe. La celebrazione della «stronzaggine sublime di Carla Bruni», le «bionde siderali» alla Nicole Kidman, il fondoschiena di Brigitte Bardot, l’elezione della «vera femmina», quella di nascita catanese (guarda caso, Buttafuoco ha natali etnei). E ancora: gli amori di Edda Ciano, le effigi dei grandi playboy anni Cinquanta, l’esaltazione dei modelli uomo-donna meridionali, mediterranei, mediorientali, a detrimento dei prototipi contemporanei offerti dall’Occidente. Il tutto alla ricerca della dimostrazione continua dell’assunto iniziale: quanto sia decadente e crepuscolare la modernità. Morale: Fimmini è una bella lettura, oltretutto confezionata in una prosa che, nel suo genere, rende unico l’autore. E’ puro piacere dell’intelletto, il tomo di Buttafuoco, ma non può e non deve avere alcuna velleità pedagogica. E menomale. Altrimenti l’autore – che con sapida autoironia si definisce «talebano» - se ne meriterebbe quattro. Chiuso il libro, fuori dalle romanzate categorie di Buttafuoco, la realtà è quella che è. E qui torno sulla storia delle strapazzate pari opportunità. Perché, nella vita, ci sono signore che si gustano i metaforici graffi di un autore critico verso la donna moderna, ma ce ne sono pure altre che si beccano i lividi di maschi i quali, alle provocazioni buttafuochiste, ci credono sul serio. Il fenomeno è diffusissimo. Non solo nelle società patriarcali del Terzo Mondo, ma anche nel civilissimo Occidente: in Italia, una donna su tre ha subito violenze dagli uomini. E il “nemico”, il più delle volte, è tra le mura domestiche: padre, marito, fidanzato. E non c’entra la ricchezza o l’ignoranza. Il fenomeno è trasversale. E’ culturale: l’idea della donna come un oggetto da possedere, da sottomettere, da umiliare, si reifica nel tempo ed è figlia di una società prevalentemente maschilista che serba pregiudizio verso il genere femminile. Senza parlare delle discriminazioni sul lavoro. Insomma: ce n’è da fare, nel Belpaese, per istaurare una situazione di parità tra generi e menomale se c’è un ministero dedicato, perché la pretesa primazia della donna sull’uomo – concetto su cui l’autore batte con insistenza – è un fumetto. Concludendo: Buttafuoco non è il padre costituente della macho-crazia. Fimmini suggerisce prevalentemente romanticismo, non istiga a prendere la mazza da baseball. Merita una risposta, tuttavia: un giorno, semmai me ne verrà l’ispirazione, io scriverò Masculi. Sottotitolo: “guardarli, capirli, educarli”.



    maracarfagna.net - Considerazioni sui “Fimmini” di Buttafuoco
    Ultima modifica di Florian; 27-01-10 alle 20:10
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Fimmini

    Premesso che non ho ancora letto il libro in questione, ma da bravo "masculo" sono stato subito attratto dall'irresistibile copertina (), mi ha interessato molto conoscere il parere di una "fimmina" (e che "fimmina") quale Mara Carfagna.

    Prendendo per buono ciò che Mara dice di Buttafuoco e del suo libro, sarei tentato di dire che la ragione probabilmente sta nel mezzo. Buttafuoco col suo atteggiarsi a "talebano" rischia di squalificare un atteggiamento maschile - a torto definito tout court "maschilista" o "machista" - che oggi, in una società occidentale dominata da amazzoni, ha una sua ragion d'essere. Dal canto suo, la Carfagna ha altrettanto ragione nel sottolineare gli ancora persistenti casi di violenze e sottomissioni che giustificano in qualche modo l'esistenza stessa, in Italia, di un Ministero delle Pari Opportunità.

    Ora, proprio perchè entrambi hanno, dal loro punto di vista, qualche ragione, sarebbe bene capire il perchè le posizioni, quando scivolano dal piano letterario a quello politico, divergano così nettamente. A mio avviso la ragione di ciò sta nella diversa percezione del problema. La Carfagna, dalla sua posizione di politico, ha davanti a sè un quadro prettamente nazionale, se non addirittura locale: l'Italia, tradizionalista soprattutto al Sud, in cui il femminismo non ha inciso più di tanto nel mutare la concezione dei sessi nella famiglia come nel lavoro. E' innegabile che in larga parte del nostro territorio, e soprattutto in provincia, la donna si veda negati quegli spazi di libertà che in altre nazioni sono ormai acquisiti da decenni. Tuttavia sarebbe sbagliato focalizzarsi su quanto avviene in un piccolo centro meridionale sorvolando su un processo che ha interessato l'occidente (almeno) nella sua globalità e che ha provocato, più che un'uguaglianza, un drastico ribaltamento tra i sessi.

    Se infatti il femminismo avesse semplicemente riequilibrato sul piano dei diritti situazioni sociali e familiari palesemente inclinati verso la parte maschile dovremmo alfine tutti rallegrarcene. La realtà, invece, è stata un'altra: non solo le donne hanno richiesto parità di diritti ma - come spesso accade alle rivendicazioni dei soggetti che si ritengono "deboli" - hanno preteso dell'altro. Giungendo persino a disconoscere, e magari relegare al maschio, quella femminilità che poteva essere d'intralcio alla carriera, atteggiamento pericolosissimo che ha portato ad una sempre minore identificazione tra sesso e genere.

    Ma l'effetto più deflagrante del femminismo è stato quello di imporre non già un'uguaglianza di opportunità ma una ben più problematica uguaglianza di condizioni, pretendendo per il sesso femminile posizioni di potere in ogni campo, se necessario attraverso la logica illiberale delle quote, senza sentirsi in dovere di meritare quanto richiesto.

    Oltretutto i mass media, inclini come sempre a veicolare battaglie "progressiste", hanno da qualche decennio proposto con una costanza imbarazzante l'immagine di una "superdonna" determinata fino all'arroganza che mostra di poter gestire e bene qualunque situazione le venga proposta. Come se non bastasse, il quadro di per sè antipatico è ulteriormente danneggiato da un vittimismo fuori luogo rappresentato dal bisogno di difesa nei confronti di un maschio, che se non si sottomette da sè, è reso inevitabilmente con i contorni dell'orco.

    Questa propaganda martellante ha reso il femminismo ormai non più relegato alla sinistra militante, ma parte integrante anche di certa destra libertaria - si veda ad esempio l'attrice americana Angelina Jolie, scelta non a caso quale modello femminile dell'ultimo decennio.

    Ecco, vorremmo far notare che tra le Angeline Jolie che stanno sempre a menare le mani e la realtà di tante donne italiane ancora soggette a violenza domestica c'è un abisso. Ed è spiacevole pensare che la donna non possa essere nient'altro che vittima o carnefice. Questo negherebbe, nei fatti, tutti i nostri bei propositi sull'eguaglianza tra i sessi.
    Ultima modifica di Florian; 27-01-10 alle 20:22
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  3. #3
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    Mah, io resto sempre dell'opinione che faccia più danni Raffaella Fico che agita il suo indubbiamente ipnotico fondoschiena in fascia protetta, che l'emancipazione femminile sul luogo di lavoro :mmm:

    Per il resto, ottimo l'articolo della Carfagna e ottimo Buttafuoco, as usual, uno dei pochi intellettuali interessanti rimasti in questo Paese.

  4. #4
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    La Ministra conferma di avere un'ottima testa, qualcuno ha letto il suo libro "Stelle a destra" ?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    La Ministra conferma di avere un'ottima testa?
    Sì, ma è una progressista, Silvio dovrebbe educarli di più 'sti ministri

  6. #6
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    Non ho mai letto nulla di Buttafuoco, ma l'ho ascoltato spesso in TV: non ha una grande capacità dialettica in trasmissione, ma le sue idee mi piacciono sicuramente.

    Soprattutto vorrei sottolineare la sua eleganza di uomo del sud tradizionale e legato ad un 'idea non volgare della donna e del mondo....in contrasto con la rozza e arrogante buzzurraggine di un Langone, tanto osannato dai "conservatori "de noantri....:sofico:
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Non ho mai letto nulla di Buttafuoco, ma l'ho ascoltato spesso in TV: non ha una grande capacità dialettica in trasmissione, ma le sue idee mi piacciono sicuramente.

    Soprattutto vorrei sottolineare la sua eleganza di uomo del sud tradizionale e legato ad un 'idea non volgare della donna e del mondo....in contrasto con la rozza e arrogante buzzurraggine di un Langone, tanto osannato dai "conservatori "de noantri....:sofico:
    Quoto, Langone non capisce niente.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Sì, ma è una progressista, Silvio dovrebbe educarli di più 'sti ministri
    Mara non è progressista.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Non ho mai letto nulla di Buttafuoco, ma l'ho ascoltato spesso in TV: non ha una grande capacità dialettica in trasmissione, ma le sue idee mi piacciono sicuramente.

    Soprattutto vorrei sottolineare la sua eleganza di uomo del sud tradizionale e legato ad un 'idea non volgare della donna e del mondo....in contrasto con la rozza e arrogante buzzurraggine di un Langone, tanto osannato dai "conservatori "de noantri....:sofico:
    Ti piacciono i talebani? Quindi mi immagino che te ne vai in giro col burqa, che è sicuramente un gran finezza, roba troppo elegante per noi rozzi conservatori...

    PS: Peccato che quell'idea "non volgare della donna e del mondo" non contempli in alcun modo le papesse. Eh, sì, mi sa che verresti proprio lapidata, con eleganza però... :sofico:

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Quoto, Langone non capisce niente.

 

 
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