





Per Evola la civiltà ellenistica è già in una fase di decadenza rispetto alla civiltà micenea e a quella dorica e classica.
Giudica positivamente l'universalità dell'Impero di Alessandro Magno, ma ne critica la deriva cosmopolita e orientaleggiante.
Analogo giudizio Evola darà dell'Impero Romano dopo la dinastia Giulio-Claudia


si potrebbero fare diversi altri esempi, i cinesi andavano sistematicamente a visitare le civiltà a loro vicine. Per non parlare dello scambio di informazioni che si concretizzava grazie agli scambi commerciali e alle vie sia marittime che terrene che venivano tracciate per via di quest'ultimi.


Sì, ma il dato di fatto è che una civiltà, quanto meno al suo apice, è sempre formata da una società 'autarchica' e non 'aperta'.
Il modello di società aperta è tipico della modernità e comporta scambi fra nazioni diversissime fra loro ad ogni livello.
Il cosmopolitismo - anche se io non utilizzerei questo termine in tal caso perchè lo ritengo improprio - dell'età tardo-imperiale romana e della civiltà ellenistica si differenzia da quello 'moderno' perchè era un cosmopolitismo élitario, prettamente di tipo culturale ed in realtà connesso prima alla cultura greca (la cui diffusione era legata all'espansione e alla colonizzazione delle stirpi dell'Ellade) e poi greco-romana. In tal caso il 'cosmos', cioè il mondo, è ancora concepito come 'ordine' e non come semplice universo indistinto.
Nell'antichità scambi e contatti c'erano, ma avvenivano solo ad un certo livello - cioè fra le élites - e per lo più non comportavano una modificazione degli altrui 'mores'.
E' nelle fasi di decadenza che invece avviene una contaminazione forte.
I culti orientali nell'Occidente romano si diffusero perchè il Mos maiorum non lo seguiva più nessuno e c'era una generica ricerca costante della 'salvezza' individuale attraverso l'iniziazione ai culti misterici o comunque a culti soterici.
Tutto ciò avvenne perchè si era in una fase di crisi dell'Impero Romano. Una decadenza innegabile.
Poi, per carità, sia chiaro, io non sono uno di quelli che dice che ogni popolo nella storia avrebbe dovuto starsene buono a casa propria. Altrimenti a quest'ora non avremmo avuto nè la civiltà greca nè quella romana nè quella romano-germanica.
Ma soprattutto probabilmente non ci sarebbero state quelle invasioni indoeuropee che hanno fatto nascere la civiltà europea e la sua relativa visione del mondo.
Però appunto si parla di invasioni, colonizzazioni, sottomissioni, ecc. Di forza insomma, unita anche a tante altre virtù certamente.
Non di mescolanza e/o cedimento.
Ultima modifica di Giò; 29-01-10 alle 20:48


E chi ha detto il contrario? Ciò che è moderno è la divulgazione alla portata di tutti, non gli scambi culturali in sé.
Nel tuo discorso vedo un ossimoro tra il definire chiuse e autarchiche le civiltà nel loro apice, ma allora che bisogno avrebbero di colonizzare, invadere e tutto il resto?








Adesso basta, però, con l'off topic. Qua si parla solo di fimmine...![]()
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