Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    20 Apr 2004
    Messaggi
    1,507
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Non è più tempo di Guerra dei sei giorni

    Non è più tempo di Guerra dei sei giorni

    Milano, 6 agosto - Se l'attuale conflitto in Libano dovesse concludersi in questo momento, registrerebbe il più grande smacco militare della storia dello Stato ebraico. In oltre tre settimane di guerra, la potente macchina militare israeliana, considerata in grado di tener testa da sola a tutti gli eserciti arabi della regione messi assieme, ha raso al suolo le infrastrutture del Libano, ha ucciso diverse centinaia, forse un migliaio di persone, ha costretto ad abbandonare le proprie case un quarto della popolazione libanese, ha provocato stragi da Qana a Qaa che hanno lasciato inorriditi, ha bombardato una moschea in costruzione presentandola come il bunker della dirigenza di Hezbollah, ha compiuto raid con truppe speciali a Baalbek e a Tiro, con l'obiettivo di catturare dirigenti di Hezbollah, per finire col rapire pastori e malcapitati di passaggio da una località e portar via i propri morti e feriti dall'altra, ha subito impotente la pioggia di razzi Hezbollah sulle città e i villaggi di Israele in una lenta e inesorabile marcia di avvicinamento verso Tel Aviv.
    Quando per 48 ore i razzi hanno quasi del tutto smesso di colpire, è stato perché Hezbollah ha deciso di rispettare la tregua umanitaria. Migliaia di missioni aeree di ricognizione e di bombardamento, migliaia di riservisti mobilitati e gettati nella mischia, non hanno consentito allo Stato ebraico di schiacciare, rimuovere, eliminare quella parte della popolazione libanese in armi che corrisponde a Hezbollah. Ciò che è ancora più grave per Israele è che non è stato dimostrato ai Paesi della regione e alle loro popolazioni che devono continuare a tremare davanti alla macchina militare israeliana, come hanno tremato nei decenni passati. Un autorevole analista israeliano ha affermato che questo potrebbe persino mettere a rischio in futuro le intese di pace fimate con alcuni Paesi arabi. Come per dire: non lo hanno siglato per convinzione, ma per paura, se svanisce la paura in cui vivono, è la fine della delicata ragnatela di rapporti medio orientali costruita a protezione dello Stato ebraico.
    La mancata vittoria militare è anche la ragione per continuare il conflitto, magari in una veste diversa, sotto la campana di vetro di una risoluzione Onu che assegna al più forte il diritto di difendersi, per cercare se non il trionfo, almeno quel colpo ad effetto che possa essere spacciato per successo, come, per esempio, l'eliminazione di un qualche autorevole esponente della resistenza libanese. La palla, ora, è nel campo del Consiglio di sicurezza che cerca di assicurare con strumenti politico-diplomatici quel successo israeliano che è mancato sul piano militare. Quello che la diplomazia americana ha chiamato "cessate il fuoco sostenibile", sostenibile in quanto senza la presenza della resistenza, che, però, non è stato realizzato, perché le "scatole di sabbia", in cui secondo un ministro israeliano andavano ridotti i villaggi libanesi, si sono dimostrati bocconi difficili da inghiottire.
    Non è più tempo di "Guerra dei sei giorni" o di cavalcate trionfali sino al Litani (1978) o fino a Beirut (1982). Ecco allora che è la politica che deve soccorrere Israele per la prima volta, invece di essere usata come semplice ruota di scorta dell'invincibile armata. Il Muro di separazione che Israele ha deciso di costruire per proteggersi dai palestinesi, in Libano assumerà i connotati di una zona cuscinetto occupata da Israele o custodita da militari stranieri, alimenterà nuovi risentimenti e aggiungerà odio all'odio, rilancerà la resistenza in presenza di occupazione, minerà completamente l'autorità del governo libanese e spingerà il Libano indietro di vent'anni. Integrare Israele nel contesto regionale in cui si colloca diventa un'impresa sempre più ardua man mano che passano i decenni.
    E pensare che la mancata vittoria militare poteva essere un'opportunità, perché lo Stato ebraico, finalmente, decidesse di trattare, di dialogare da pari a pari con i suoi vicini per risolvere le controversie, imparando a restituire terre occupate e la libertà a prigionieri detenuti da decenni, e rispettando la sovranità dei suoi vicini, invece di voler continuare a imporre con la forza la propria volontà, illudendosi che annientare gli avversari sia la soluzione, anche perché, per essere sinceri, mai come nell'estate libanese del 2006 i successi trionfali di Entebbe e Osiraq sono sembrati far parte dei libri di storia.

    La redazione di Arabmonitor

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Basiji
    Non è più tempo di Guerra dei sei giorni

    Milano, 6 agosto - Se l'attuale conflitto in Libano dovesse concludersi in questo momento, registrerebbe il più grande smacco militare della storia dello Stato ebraico. In oltre tre settimane di guerra, la potente macchina militare israeliana, considerata in grado di tener testa da sola a tutti gli eserciti arabi della regione messi assieme, ha raso al suolo le infrastrutture del Libano, ha ucciso diverse centinaia, forse un migliaio di persone, ha costretto ad abbandonare le proprie case un quarto della popolazione libanese, ha provocato stragi da Qana a Qaa che hanno lasciato inorriditi, ha bombardato una moschea in costruzione presentandola come il bunker della dirigenza di Hezbollah, ha compiuto raid con truppe speciali a Baalbek e a Tiro, con l'obiettivo di catturare dirigenti di Hezbollah, per finire col rapire pastori e malcapitati di passaggio da una località e portar via i propri morti e feriti dall'altra, ha subito impotente la pioggia di razzi Hezbollah sulle città e i villaggi di Israele in una lenta e inesorabile marcia di avvicinamento verso Tel Aviv.
    Quando per 48 ore i razzi hanno quasi del tutto smesso di colpire, è stato perché Hezbollah ha deciso di rispettare la tregua umanitaria. Migliaia di missioni aeree di ricognizione e di bombardamento, migliaia di riservisti mobilitati e gettati nella mischia, non hanno consentito allo Stato ebraico di schiacciare, rimuovere, eliminare quella parte della popolazione libanese in armi che corrisponde a Hezbollah. Ciò che è ancora più grave per Israele è che non è stato dimostrato ai Paesi della regione e alle loro popolazioni che devono continuare a tremare davanti alla macchina militare israeliana, come hanno tremato nei decenni passati. Un autorevole analista israeliano ha affermato che questo potrebbe persino mettere a rischio in futuro le intese di pace fimate con alcuni Paesi arabi. Come per dire: non lo hanno siglato per convinzione, ma per paura, se svanisce la paura in cui vivono, è la fine della delicata ragnatela di rapporti medio orientali costruita a protezione dello Stato ebraico.
    La mancata vittoria militare è anche la ragione per continuare il conflitto, magari in una veste diversa, sotto la campana di vetro di una risoluzione Onu che assegna al più forte il diritto di difendersi, per cercare se non il trionfo, almeno quel colpo ad effetto che possa essere spacciato per successo, come, per esempio, l'eliminazione di un qualche autorevole esponente della resistenza libanese. La palla, ora, è nel campo del Consiglio di sicurezza che cerca di assicurare con strumenti politico-diplomatici quel successo israeliano che è mancato sul piano militare. Quello che la diplomazia americana ha chiamato "cessate il fuoco sostenibile", sostenibile in quanto senza la presenza della resistenza, che, però, non è stato realizzato, perché le "scatole di sabbia", in cui secondo un ministro israeliano andavano ridotti i villaggi libanesi, si sono dimostrati bocconi difficili da inghiottire.
    Non è più tempo di "Guerra dei sei giorni" o di cavalcate trionfali sino al Litani (1978) o fino a Beirut (1982). Ecco allora che è la politica che deve soccorrere Israele per la prima volta, invece di essere usata come semplice ruota di scorta dell'invincibile armata. Il Muro di separazione che Israele ha deciso di costruire per proteggersi dai palestinesi, in Libano assumerà i connotati di una zona cuscinetto occupata da Israele o custodita da militari stranieri, alimenterà nuovi risentimenti e aggiungerà odio all'odio, rilancerà la resistenza in presenza di occupazione, minerà completamente l'autorità del governo libanese e spingerà il Libano indietro di vent'anni. Integrare Israele nel contesto regionale in cui si colloca diventa un'impresa sempre più ardua man mano che passano i decenni.
    E pensare che la mancata vittoria militare poteva essere un'opportunità, perché lo Stato ebraico, finalmente, decidesse di trattare, di dialogare da pari a pari con i suoi vicini per risolvere le controversie, imparando a restituire terre occupate e la libertà a prigionieri detenuti da decenni, e rispettando la sovranità dei suoi vicini, invece di voler continuare a imporre con la forza la propria volontà, illudendosi che annientare gli avversari sia la soluzione, anche perché, per essere sinceri, mai come nell'estate libanese del 2006 i successi trionfali di Entebbe e Osiraq sono sembrati far parte dei libri di storia.

    La redazione di Arabmonitor

    Magari questa volta Israele ha l'interesse a che il caos duri il piu' a lungo possibile e cosi' mettere in tensione il MO , il Mediteraneo, L'Europa etc.

    Non vedo un interesse di Israele a che tutto termini in fretta : il caso puo' essere un buon affare !

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    20 Apr 2004
    Messaggi
    1,507
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Israele vuole semplicemente che una forza militare multinazionale, meglio se NATO, compia il lavoro sporco che non le riesce contro la resistenza islamica libanese.

    Ma a livello militare ogni giorno viene umiliata e sconfitta. Basta confrontare gli obiettivi annunciati dall'inizio dell'aggressione, ed il loro ridimensionamento graduale: 1) distruzione totale di Hezbollah; 2) disarmo di Hezbollah; 3) respingere Hezbollah 30 km indietro rispetto al confine tra Libano e Palestina occupata; 4) fascia di sicurezza di 7 km; 5) fascia di sicurezza di 2-3 km; 6)????

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio
    Magari questa volta Israele ha l'interesse a che il caos duri il piu' a lungo possibile e cosi' mettere in tensione il MO , il Mediteraneo, L'Europa etc.

    Non vedo un interesse di Israele a che tutto termini in fretta : il caso puo' essere un buon affare !
    ERRATA CORRIGE

    ................il caos puo' essere un buon affare !

    DIVIDE ET IMPERA ! Vecchia come il mondo..........oggi DESTABILIZZA ET IMPERA ma e- la stessa cosa

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 23-01-09, 15:58
  2. europee tempo scaduto da 38 giorni
    Di ginospinella nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 15-01-09, 01:00
  3. Windows Vista: ho 30 giorni di tempo
    Di Jaki nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 54
    Ultimo Messaggio: 21-03-07, 14:31
  4. Non è più tempo di Guerra dei sei giorni
    Di Basiji nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 08-08-06, 07:40
  5. Non è più tempo di Guerra dei sei giorni
    Di Basiji nel forum Politica Estera
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 07-08-06, 14:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito